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SIAMO GIUNTI AL CAPOLINEA – SI SCENDE TUTTI

AUTO BLU, CAPOLINEA, CORROTTIScandalo dopo scandalo, si compone il quadro d’insieme di ciò che i politici e i partiti effettivamente fanno, perseguono, negoziano: la lottizzazione e l’intercettazione delle risorse pubbliche e delle prebende private, lecite e non, IL DIAVOLO FA LE PENTOLE SENZA COPERCHIO…….!

Nessuno di loro può dire di essere diverso, di essere onesto, che si tratta di mele marce isolate o isolabili. Tutti sapevano di che vive il sistema politico-amministrativo, ed i partiti.

Perciò tutti   hanno scientemente accettato di far parte di esso, vi hanno trovato il loro posto, il loro reddito. Non mi risulta che qualcuno abbia solo sbirciato dentro, e poi si sia ritirato in disgusto e denunciando le mangerie, hanno indistintamente tutti attinto in quel piatto e non si sono lamentati del pasto.

la lega delle mazzetteSoprattutto non possono non sapere  i dirigenti, i segretari, ( sono quelli che i voti li contano e li aggiustano quando servono)  i parlamentari, i membri del governo, i consiglieri e governatori regionali, etc. etc. Sta nei vertici e nel metodo il marcio, si sono costituiti partiti ad personam, è logico che si tratta di lobbiees personale, pro mio portafoglio. 

Volete che i vertici dei rispettivi partiti non sapessero che cosa facevano Penati, Lusi, Fiorito? Avete dimenticato gli studi criminologici da cui risultavano le quote di spartizione tra DC, PSI, PSI, cioè 40-40-20%? Persino chi giurava guerra al sistema e strillava, si è di regola fatto assimilare.

Sono dunque tutti compartecipi, tutti politicamente e moralmente omologati, anche se non tutti penalmente colpevoli, moralmente sì ( le leggi se le fanno ad hoc, conoscendo il reato che commettono ) Non è possibile dunque risanare il sistema togliendo singoli elementi, o le sole mele marce, quelli rimasti ssono ricattabili da quelli fuoriusciti, quindi e come se ci fossero pure loro.

Non è tantomeno possibile,  risanare-rinnovare il sistema per via giudiziaria: i pm e i giudici trattano per legge esclusivamente casi singoli e limitatamente ai profili penali, mentre il male è dell’insieme e non limitato all’aspetto penale. Non è possibile nemmeno se i pm forzano la realtà ravvisando reati in comportamenti che reato non sono, se non moralmente discutibili.

L’avv. Carlo Taormina ha ragione: il reato commesso da Fiorito non è il peculato – delitto grave, a danno della pubblica amministrazione e perseguibile d’ufficio, e che consiste nel prendersi beni o denari pubblici – bensì l’appropriazione indebita – reato lieve, che consiste nel prendere o trattenere beni o denari privati di cui si ha il possesso, e che non è perseguibile d’ufficio, ma solo a querela del privato danneggiato, ossia, nella fattispecie, del PDL o del gruppo consiliare. Anzi, siccome è chiaro che i partiti, nella realtà empirica, si fanno e si gestiscono proprio per procurare quei guadagni privati, e altri, così come una società imprenditoriale si fa per procurare guadagni ai soci, allora non c’è nemmeno l’appropriazione indebita. Fiorito ha riscosso dividendi sull’utile aziendale.

Ad essere franchi, ci troviamo al cospetto di un crimine più grave, ma non previsto e non punito ossia l’associazione per delinquere della classe politica, finalizzata a distrarre beni e denari pubblici per realizzare profitti privati, facendo transitare il grisbi attraverso rimborsi elettorali ai partiti,  gruppi parlamentari, consiliari, giornali di partito, fondazioni, altre forme di spesa pubblica; transito  realizzato attraverso atti legislativi e deliberativi di vari livelli, e’ il più grande crimine che uno stato “Democratico” possa subire.

I partiti e i politici sono legittimati ad esistere al fine dello svolgimento di due precise funzioni:

-rappresentare i cittadini, collegandoli alle istituzioni;

-gestire la cosa pubblica bene e nell’interesse generale.

Lo fanno?

No, pensano solamente al loro rendiconto personale.

puzza di caccaNon rappresentano i cittadini, ma gruppi di interesse particolari, compreso il proprio gruppo o casta; e gestiscono la cosa pubblica molto male,  e nel solo interesse di quei gruppi particolari, nonché di interessi stranieri. Costano, nuocciono, non rappresentano il popolo Italiano, sono privi di legittimazione. Se fossimo in regime totalitario sarebbe alto tradimento.

L’azione risanante a una simile degenerazione non può essere interna al sistema di per sè  malato, perché per riuscire deve eliminarsi da solo; non può venire dal palazzo, né dai tribunali, né dalle urne – e in effetti, non è venuta neppure nonostante Mani Pulite, nonostante le riforme elettorali, nonostante i cambi di maggioranze, cambi di moneta,  di nome dei partiti… la matrice di mentalità non cambia, combiamenti di prassi, di formazione la mentalità è sempre quella, e non la si cambierà neppure  mettendo in pista un trentenne carino.

L’azione realmente riformante può essere solo esogena al sistema: la rivoluzione popolare, che spazza via tutti, ( arriverà mai con il voto ?)o la conquista di una straniera. ( si tratta dei tedeschi ?) Si sta realizzando la seconda, attraverso  il debito, e le cessioni di sovranità.     Una conquista capitalistica. Senza che nessun politico rilevi che la formalizzazione della subalternità della posizione italiana entro il MES e gli altri apparati europei a cui si sta cedendo la sovranità è in conflitto con l’art. 11 della Costituzione, che consente la limitazione della sovranità nazionale solo sulla base della parità. Il take-over del capitalismo straniero, segnatamente tedesco, è oramai tanto avanzato e difficilmente reversibile, che il regime italiano (o europeo? eurotedesco?) può permettersi, per recuperare consenso popolare mentre porta a compimento l’operazione, di sforbiciare – magari per ora solo sulla carta – qualche mangeria dei livelli inferiori della politica, per qualche centinaia di milioni: Ovviamente  non può colpire quelle dei livelli alti, per centinaia di miliardi. E soprattutto alleggerendo, dietro l’ostentazione di controlli fiscali teatrali  quanto stupidi, i controlli seri sui principali evasori fiscali, ossia banche e assicurazioni, come risulta dal seguente comunicato:

banche ladre“Dall’indagine è emerso che, in Italia, i principali evasori sono gli industriali (32,7%) seguiti da bancari e assicurativi (32,2%), commercianti (10,8%), artigiani (9,4%), professionisti (7,5%) e lavoratori dipendenti (7,4%). …  “Per combattere l’evasione fiscale bisogna privilegiare i controlli sostanziali sui grandi contribuenti anziché quelli formali fatti sui lavoratori dipendenti/ autonomi – ha affermato Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – E’ necessario riformare il fisco italiano e la riscossione dei tributi, istituendo Lo Sportello del Contribuente presso tutti gli organi diretti ed indiretti della pubblica amministrazione, seguendo ciò che avviene nei principali paesi europei. I grandi contribuenti sono diventati maestri nell’evasione fiscale e la stanno esportando anche negli altri paesi europei. “.> CONTRIBUENTI.IT – ASSOCIAZIONE CONTRIBUENTI ITALIANI   > staff@contribuenti.it  

E allora, realisticamente, meglio seguire le indicazioni del Prof. Claudio Pioli, già deputato nella “legislatura breve”, e propugnatore dei principi di F. von Mises:

tagliare il debitoIn una situazione in cui molte variabili hanno comportamenti rigidi o anelastici che dir si voglia, quali i consumi di base in gran parte “primari” della popolazione, non resta che avere il coraggio richiesto ad altri paesi in altre sedi: cancellare la metà del debito pubblico per ritornare nei parametri di Maastricht (60% del PIL).

Sappiamo infatti che la vera lotta all’evasione che conta non verrà mai fatta, per cui è meglio ridimensionare il debito, che non si rimborserà mai a tassi “liberi” di mercato (in quanto il tasso d’interesse deve misurare, tra l’altro, il rischio d’insolvenza dell’emittente…), sia cancellandone una parte del valore nominale (sostituzione dei titoli di credito o cancellazione delle scritture informatiche, quando non esiste la sostanza, diciamo così, cartolare del credito), sia realizzando in cinque anni 500 miliardi di introiti dalla vendita di beni pubblici.

Ma per riuscire a venderli, bisogna che il mercato torni a tirare, che i soldi girino, quindi bisogna dar crediti ragionevoli alle imprese produttive, abbattere le tasse sugli immobili e sul lavoro, e rilanciare gli investimenti infrastrutturali di lungo termine.

QUANDO LA MEDIOCRITA’ VA AL POTERE

CARTE TRUCCATE,POTERE,ELEZIONIE’ UNA PARTITA CON LE CARTE TRUCCATE

Lo scandalo della Regione Lazio, riaccende i riflettori su quali uomini siano arrivati al potere. I vari  giudizi su Fiorito e Battistoni sono platealmente scontati: in un articolo Gian Antonio Stella parla di persone ‘impresentabili’, Gad Lerner li appella come ‘famelici’, Bagnasco li considera ‘vergognosi’. Considerazioni tutte superficiali se non si conoscono i perchè e come sia accaduto, ma sopratutto come sia stato possibile che accadano cose del genere.

Benché sia chiaro che costoro hanno utilizzano una posizione di potere per perseguire interessi privati, siamo sicuri che poi siano soltanto loro persone deprecabili……?                                                     Siamo sicuri che siano poi tanto peggio di noi, dove per noi intendo la maggioranza delle persone?      Io ono convinto di no, non nel senso che siamo tutti delinquenti, ma che è il sistema che ce lo impone.

Anche io promuovo il mio tornaconto: con le mie attività, il mio lavoro, alimento la mia rete relazionale  con le mie amicizie conoscenze, sostengo la mia immagine e reputazione professionale, utilizzando ciò che ho a disposizione;     E per quanto possibile provo ad incrementare il mio reddito.                Ritengo che sostenere se stessi sia funzionale all’evoluzione, atto istintuale costitutivo della vita. Sicuramente è molto più facile qualora si sia in possesso di ‘potere’, ancora di più se privo di controlli, ma proprio  impossibile se privi.

Ecco che la questione non è tanto la propensione dell’essere umano a fare o non fare il proprio interesse, ma bensì come una società seleziona la sua classe dirigente, e quali controlli ha il popolo su di Lei.

Quindi la domanda che si pone è: come è accaduto che Fiorito e Battistoni siano stati chiamati a ricoprire posizioni così rilevanti? E’ evidente che costoro non sono stati scelti sulla base di competenze ed esperienze, ancor meno per valori e caratura personale.        Appare quindi chiaro che questi principi sono stati scalzati via dal principio di appartenenza, cioè dall’adesione al potere costituito, è quindi il potere a dettare le regole deel gioco, loro ha partecipato ed aderito alle regole di tutti. La legge elettorale della Repubblica Italiana, il cosiddetto ‘porcellum’, ( di nome e di fatto ) è sintomatico di tutto questo: gli eletti del nostro Parlamento sono dei ‘nominati’ da parte dei livelli superiori.

Ecco il via libera ad una classe di ‘uomini senza qualità’; senza rappresentanza e privi di scrupoli hanno fatto man bassa di quanto disponibile. Esito: mancata valorizzazione del know how, mala gestione, scempio di risorse, dilapidazione di valori culturali. Questa è l’Italia di oggi: un’organizzazione istituzionale non adeguatamente rappresentata e incapace di affrontare l’emergente.

Solo la paura del baratro ha sospeso questa deriva, ed a attivato un’azione suppletiva, un vero colpo di stato, anche se  Temporaneo, si spera.

Sono urgenti nuove ‘regole del gioco’ capaci di riportare al centro di ogni legge ed opera di governo, il principio di competenza e di rappresentanza, sopratutto del popolo Italiano

COME SALVARE IL MERCATO DAL CAPITALISMO MODERNO

COME SALVARE IL MERCATO DAL CAPITALISMO FINANZIARIO

 bocconi.jpg

Il titolo può mettere in sospetto il lettore anti-sistema: non è che questi due, giocando sui concetti di mercato e capitalismo, in realtà hanno l’intenzione di salvare lo status quo che nei fatti vede i due termini come sinonimi?

dalla Bocconi escono cervelli critici, non soltanto dogmaticamente liberal-liberisti come l’esimio Mario Monti.

Insegnano storia economica nella famosa università milanese, i professori Massimo Amato e Luca Fantacci, autori di un consigliatissimo libretto pubblicato dalla Donzelli nel luglio scorso, “Come salvare il mercato dal capitalismo”.

Il fondamento su cui i due bocconiani costruiscono la loro analisi consiste, al contrario, nel disconoscere la sinonimia abituale. Il mercato è l’economia dello scambio misurato attraverso la moneta, il capitalismo è il mercato dominato dalla finanza. Il primo è da salvaguardare, il secondo da combattere e abolire perché rende lo scambio succube della mercificazione del credito. 

Il denaro deve trasformarsi in merce, che a sua volta nasce dal lavoro, ed il cerchio si chiude.

 Economia liquida :

debito e democrazia.jpg«Economia di mercato e capitalismo … a ben vedere, sono anzi incompatibili. Il capitalismo è un’economia di mercato con un mercato di troppo: il mercato della moneta e del credito». Di troppo, nel doppio senso negativo che riveste la liquidità o finanziarizzazione: «da una parte, è il carattere del credito, nella misura in cui può essere comprato e venduto su un mercato, il mercato finanziario, come quel luogo dove si investe senza responsabilità e tutti ci guadagnano. D’altra parte la liquidità è anche il carattere eminente della moneta capitalistica, nella misura in cui è una moneta che può essere trattenuta indefinitamente, come forma suprema della ricchezza, come rifugio sicuro in tempi di incertezza, quando non ci si può più fidare di nessuno». In altre parole, il male originario del sistema capitalistico sarebbe nel suo fondarsi sull’illusione del profitto illimitato e abbordabile da tutti, resa possibile da una moneta basata sul debito. 

Il problema a monte, insomma, è l’economia liquida, è la liquidità definita come «il principio per cui i debiti non sono fatti per essere pagati ma per essere comprati e venduti su quel mercato sui generis che è il mercato finanziario. La liquidità trasforma il rischio inerente a ogni atto di credito… in un rischio ben differente:  il rischio che i titoli che rappresentano i debiti non trovino più acquirenti». Che è esattamente la tipica situazione di insolvenza riscontrata nella crisi mondiale di questi anni. Un cane che si morde la coda, inseguendosi  da solo.

Creditore fa proprio rima con debitore ………..!

Aver mercificato il rapporto creditore-debitore «gli toglie la sua caratteristica di solidarietà intrinseca facendone un titolo negoziabile, toglie alla moneta il suo carattere di misura comune per renderlo un fattore di accumulazione, toglie al lavoro la dignità che si matura nella competenza per consegnarlo alla precarietà».

comunismo sociale.jpgÈ la lezione del caro vecchio Marx che torna a galla dall’oblio. Peccato che gli ultimi marxisti dei nostri tempi non tocchino mai, paurosi di scottarsi, il tema monetario e creditizio. Invece chi si oppone al lavoro-merce non può non opporsi al credito-merce. Cosa che non avviene perché a sinistra si è dimenticato pure Keynes, che nel capitolo 12 della Teoria generale condanna senza mezzi termini la liquidità come un «feticcio anti-sociale». E allora bisogna chiamare le cose con il loro nome, e qui sta la parte concettualmente più coraggiosa, benché non certo rivoluzionaria, del libro in esame: «l’idea che la moneta sia ricchezza e che il fatto stesso di prestarla meriti di essere premiato è la radice di un male endemico, sociale e insieme umano. Chiamatela come vi pare. Fino a un paio di secoli fa si chiamava usura. Poi gli economisti classici l’hanno chiamata rendita. E l’hanno aspramente criticata. Oggi si chiama tasso d’interesse

La schiavitù dell’interesse è, come avrebbe detto Aristotele, “odiosa” perché costituisce un prelievo forzoso alla fonte sui redditi, perché vampirizza il lavoro e l’impresa togliendo risorse per una sterile accumulazione puramente monetaria (la deflazione, in cui le banche sguazzano facendosi in pratica regalare miliardi dalla Bce senza girarli alle aziende), perché, con la foglia di fico della “finanza democratica” (i fondi gestiti dalle banche), fa credere al comune risparmiatore di poter guadagnare senza lavorare. E così si finisce col far lavorare senza guadagnare, come dimostra la proletarizzazione del ceto medio diffuso.

Come se ne esce? Politicamente1, è chiaro. Ma non certo limitandosi a indignarsi, come è in voga dire oggi. Innanzitutto bisogna fare chiarezza teorica su quali sono gli obbiettivi di un’altra finanza: «La finanza deve assolvere due compiti essenziali: finanziare gli scambi e finanziare gli investimenti. Nessuno dei due compiti richiede il mercato del credito o il prestito a interesse. Il finanziamento degli scambi può avvenire attraverso sistemi di compensazione (improntati non alla crescita indefinita delle operazioni finanziarie, ma all’equilibrio degli scambi). Il finanziamento degli investimenti e dell’innovazione può avvenire attraverso forme di compartecipazione alle perdite e ai profitti (all’interno dei quali la crescita non è obbligata, ma semplicemente possibile)». 

Politica e Rubagalline

politica, economia, notizie, newsSe l’Italia fosse sovrana nella moneta, ecco cosa sarebbero gli sprechi pubblici: sarebbero un intralcio alla politica di spesa, agli indirizzi di spesa, non tanto un danno all’economia nazionale. Anzi, l’economia dopo tutto finirebbe per beneficiare anche dagli sprechi.

 

Primo: qualsiasi massa finanziaria pubblica sottratta illecitamente e spesa, anche se spesa in auto di lusso, ristoranti, vacanze, ville, appalti poco chiari ecc., dal momento in cui è spesa alimenta consumi, lavori, aziende, professionisti, operai, e chiunque lavori nei settori dove quei soldi sono spesi. Questo di fatto alimenta l’economia, quella che dà lavoro ai camerieri dei ristoranti, ai venditori nei concessionari d’auto, agli operai che fanno le ville, ai lavoranti dei posti di vacanza, a tutto l’indotto degli appalti ecc.

 

Mi si obietterà a questo punto che, anche se il danno degli sprechi in una nazione a moneta sovrana non è strettamente economico, vi sono danni derivanti dal fatto che i milioni rubati/deviati dal corrotto pubblico ufficiale sono sottratti però all’asilo nido, all’ospedale, all’assistente per gli anziani, alle strade da riparare, ad altri appalti più utili ecc. No, sbagliato. Se questo accade è solo perché lo Stato a moneta sovrana non sa fare il suo mestiere. La Modern Money Theory (MMT) ci insegna che questo tipo di Stato, come io auspicherei tornasse a essere l’Italia, può sempre e illimitatamente espandere i propri bilanci per fornire denaro a quei settori essenziali, a prescindere da quanto altro denaro i Fiorito e i Lusi o i tangentari si sono pappati a sbafo. Se non lo fa, è una scelta politica, non è colpa dei Fiorito e dei corrotti. Per esempio, il governo americano ha dilatato in pochi anni i suoi bilanci di qualcosa come quasi tutto il suo PIL (14 trilioni di dollari) per tappare proprio i buchi fatti dagli spreconi e truffatori di Wall Street. Lo ha potuto fare perché ha moneta sovrana, e non è per questo fallito, ha un’inflazione microscopica, e tassi sui suoi titoli sono ai minimi storici.

 

politica, economia, notizie, newsEcco che arriviamo al vero danno degli sprechi/ruberie se ancora avessimo una moneta sovrana. Il danno starebbe solo nel fatto che l’amministratore pubblico, che devia somme importanti dalla loro destinazione sancita dalle politiche e dagli indirizzi di spesa delle autorità, appunto scardina quelle politiche e quegli indirizzi. Grave, certo, ma non un disastro sociale. Tutto qui. La Regione voleva spendere 100 soldi per i servizi, e invece nelle casse ce ne sono solo 98, o 90, oppure 87, e questo inquina le buone intenzioni degli amministratori. Poi costringe le autorità (Stato) a espandere la propria spesa a deficit per sopperire ai vuoti causati dal fatto che quel denaro invece che arrivare all’asilo nido è arrivato a un ristorante o a un hotel o a un concessionario o a una ditta edile. Ok, un po’ più di deficit (non un  problema a moneta sovrana) dedicato a qualcosa di non voluto, male, ma dall’altra parte, nell’insieme di tutti i fondi sottratti e spesi, vi saranno stati più cuochi assunti, più idraulici e muratori a fare nuovi hotel o ville, più vendite di auto, più operai assunti in quel settore ecc. Infatti l’Italia della Lira sovrana, nonostante tutte le voragini della sua epica corruzione, era un Paese molto ma molto più benestante di oggi in termini relativi, ma ormai anche in termini reali. Ripeto: allora gli sprechi erano più un danno agli indirizzi sociali che al benessere sociale.

 

Ma se quindi un Fiorito in un’Italia a moneta sovrana dopo tutto alimenterebbe una parte dell’economia, e se le sue ruberie non sottrarrebbero nulla alla spesa sociale se rimediate dalla MMT, allora si riconferma come vero che il nostro Fiorito nell’Eurozona diviene un danno micidiale non perché ruba, ma perché c’è l’euro e non c’è la MMT. Fermo restando il peccato di etica, e la sua antipatia, per carità.  

LA MORALE DEL DEBITO – parte quarta

politica,economia,notizie,news,LA POLITICA DELLA CARENZA. . . . . . . . . . . . . la conoscete ?

Parlo di ciò che mi colpisce di pù, che è la dignità umana delle persone cosidette benpensanti, che si illudono di essere estranee agli avvenimenti che verranno. . . . . . . . Attenti amici Voi non siete preparati a certe cose,avete vissuto nellla bambagia, con il formaggino, il capuccino, il pasticcino, . . . . . . stanno arrivando i supericchissimi, ibfamigeraati  ” rentiers”  Iene furibonde che divorano tutto, non lasciano briciole, sarà la fame per tutti. . . . . . . . . .     Potremmo paragonarli, per metafora a quei giganteschi mostri come i Dinosauri, contro i quali gli uomini nulla potevano, se non diventare cibo.

Ciò che tutti voi state osservando come crisi dell’euro, crescente disoccupazione, pressione per aumentare la produttività diminuendo i redditi, tagli alle spese sociali e aumenti delle tasse, fallimenti aziendali a catena, montante insicurezza economica, crescente e inaudita povertà, perdita di sovranità di Stati e parlamenti – le Austerità in altre parole – non è altro che la veste attuale di un’evoluzione micidiale del Vecchio Continente che io chiamo la Politica della Carenza.

Essa trova le sue radici nel lavoro di uomini legati a doppia mandata al Vaticano negli anni ’30, e oggi è fermamente nelle mani dell’Opus Dei e dei maggiori ‘rentiers’ europei, coi favori vaticani non troppo distanti, anche se traballanti (vedi la corrente gesuita). La Politica della Carenza è un mostro, di gran lunga peggiore del fascismo, perché essa ha compiuto il prodigio dell’essere supinamente accettata da 27 Stati sovrani e da milioni di persone senza necessitare l’uso di armi o di squadre della morte, e i danni che sta portando sono immensamente superiori al fascismo (si pensi solo che le perdite finanziarie della disoccupazione negli ultimi 20 anni superano quelle di tutte le guerre della Storia, e sono diventate tutte debito pubblico degli stati che le hanno sostenute, che vogliono indietro i super ricchissimi.).

Infine, mentre le dittature erano facilmente identificabili e quindi colpibili, la Politica della Carenza no, anzi è vista e propagandata come virtù economica. E la gente ci casca, dicono che abbiamo vissuto oltre le nostre possibilità . . . .non dovevate?

politica,economia,notizie,news, Ma chi non doveva, se ogni giorno volete venderci automobili, case, abiti, mobili, tutto a rate, pagherai dopo con comodo, e quant’altro, super store, centri commerciali, è un assedio per TV, al telefono, ti inondano di mail anche se non li conosci, tutti presi a vendere per forza,  non sai come respingerli,  ed adesso cosa fai mi ricatti. . . . . . . . restituiscimi tutto con gli interessi…………… Esattamente come fanno gli strozzini, oppure i mafiosi, voglliono spogliarci, spolparci, ridurci all’elemosina, ed a quel punto siamo finiti, sfiniti, agonizzanti o morti.

Questi signori, come accade nei flipper, o nei vidogiochi ,  catturano le nostre vite per progredire , che sono proprio le nostre sono vite vere umane, ed è il nostro tempo da trascorrere ,  Lo fanno per il gusto crescere progredire guadagnaare di più, avidità e voracità  e così via all’infinito, come se ne avessero bisogno.    

Dopo l’avvento della democrazia e dopo il conseguente riscatto di enormi masse verso un’esistenza più agiata ma soprattutto tutelata da diritti, l’obiettivo primario delle elites finanziarie e grandi industriali (Neomercantili), e in particolare dei ‘rentiers’ ( grandi capitalisti ) europei – cioè gli apparati di potere che per ‘diritto divino’ estraevano immense ricchezze dal lavoro altrui – fu uno solo: tornare a sottomettere quelle masse immense di esseri umani che, da poco più che mandrie di semi-animali totalmente asservite ai lussi dei ‘rentiers’, avevano acquisito istruzione, diritti, e soprattutto avevano assaggiato l’agio dei consumi. . . . Questo, i ‘rentiers’, non l’accettarono mai, perché è ovvio che se la persona acquisisce i mezzi per rivendicare una fetta della ricchezza comune, e se queste persone divengono centinaia di milioni, la fetta di ricchezza che non andrà più ai ‘rentiers’ è enorme, e a loro questo non andò mai giù.                Non solo: questi cittadini erano divenuti ‘arroganti’, ardivano reclamare sempre più diritti con sempre maggiori risorse, e i ‘rentiers’ si chiesero allarmati “ma di questo passo che ne sarà di noi,,,,,?”.       Non solo: il Vaticano vide sciami di fedeli staccarsi dai suoi ignobili ricatti superstiziosi, quindi dal suo controllo, proprio perché quelle persone stavano acquisendo una sicurezza economica e un’istruzione superiori al passato. Era finita l’epoca in cui la parola del parroco, e non di rado il suo diritto assoluto a stuprare le figlie del contadino/bracciante, erano la condicio sine qua non per l’assunzione di quell’uomo presso il latifondista, cioè la sottomissione in schiavitù di milioni di famiglie alla Chiesa. Era finita l’epoca in cui l’ignoranza sorella della povertà spingeva centinaia di milioni di esseri umani a subire senza fiatare le ignobili angherie della vampiresche elites benedette dal diritto divino sancito dai Papi.

Questi cambiamenti epocali a svantaggio di ‘rentiers’ e della Chiesa più retriva avevano ricevuto un impulso formidabile non solo da Illuminismo, Socialismo, Relativismo e altre correnti di pensiero europee, ma in epoca più recente anche da un’altra formidabile fucina sociale: gli Stati Uniti d’America. Negli USA il capitalismo dei consumi era divenuto un volano di una potenza incontenibile. Tutti, anche se solo vagamente, sappiamo come si sia edificato: il Sogno Americano era quello della famiglia che ha lavoro, casa, ferie, tv, shopping, svaghi, sport e che promette alle generazioni successive la medesima cosa, di più. Sappiamo che questo schermo nascondeva un’avidità mostruosa di profitti delle Corporations, una democrazia di plastica e parrucchini, e imprese coloniali intrise di sangue nel Terzo Mondo.    Ma si faccia molta attenzione. Il capitalista americano doveva per necessità concedere alle masse almeno una cosa: sufficiente agio e democrazia affinché questi spendessero, oliando così una portentosa macchina di produzione, consumi e profitti. Le parole chiave sono SUFFICIENTE AGIO E DEMOCRAZIA. Esattamente ciò in cui i ‘rentiers’ e il Vaticano videro l’origine del loro incontenibile declino fra l’inizio del ‘900 e il boom del dopoguerra.              Presero così ad odiare il modello americano, e a pensare a come distruggerlo qui in Europa, dove si era affermato in modo totale, anche se in Italia molto meno.

 Quindi popolo dobbiamo reagire prima che sia tardi.

 

 

 

LA MORALE DEL DEBITO (parte terza )

LA MORALE DI CHI CI GOVERNA – 

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Un debito non è solo denaro da pagare, ma è pure comportamenti da cambiare, ed è tempo da passare assoggettati a dei vincoli.


Come impatta la logica del credito e del debito, sul nostro stile di vita. .



Si tratta di una nuova forma di controllo. Le società del  XIX secolo e politica,economia,notizie,partiti,movimentidell’inizio del XX  erano società regolamentate, così come le descrisse Michel Foucault. Il controllo sulle persone veniva fatto in spazi chiusi – scuole, carceri, fabbriche … Si potevano controllare le azioni del lavoratore o dello studente,  che avevano un loro posto specifico. Con l’avvento del credito, lo spazio si è aperto, il controllo sull’individuo si è trasformato è completamente diverso, così pure il controllore. Si è obbligati a pagare tutti i mesi una certa cifra. Si è costretti ad impostare la propria vita secondo questo requisito, si deve assumere un livello di vita compatibile con il rimborso  che si deve restituire. Stiamo attraversando una fase di adattamento. Presto ci si dovrà adattare, in tempo reale, ai movimenti del mercato azionario, e sia ben chiaro che al popolo non interessano. E questo controllo non è solo sugli individui, ma su interi paesi: E’ il rimborso del debito che “decide” oggi le riduzioni dei salari, la riduzione dei servizi sociali, della spesa pubblica. Questo influenza lo stile di vita, e fa prevedere che ci saranno spaccature e divisioni. Il debito neutralizza il tempo, materia  prima di qualsiasi cambiamento politico o sociale, anzi consente anche di imporre forme regressive di organizzazione sociale. Il tempo diventa nostro tiranno. Tutto per un debito che non potrà mai essere rimborsato: da un punto di vista economico, questa è una follia! LA TIRANNIA DELLE BANCHE CENTRALI SUL MONDO. . . . . .!


Il tasso di indebitamento delle famiglie rispetto al reddito disponibile è del 120% negli Stati Uniti e 140% in Gran Bretagna. Questa situazione è sostenibile?


politica,economia,notizie,partiti,movimentiIl debito in Italia è oltre del 120% del PIL. Non è possibile rimborsare queste somme, nemmeno in 10 o 15 anni. Si dovrebbe dissanguare la gente in modo abominevole. Il pagamento di interessi sul debito francese è di 50 miliardi di euro all’anno ( ndt. 80 miliardi in Italia). Sia che siamo in recessione o in crescita, ci sarà sempre da pagare  50 miliardi di euro (1.200 miliardi accumulati a partire dal 1974 [2]). E’ la seconda voce per importanza sul bilancio dello Stato francese. Una specie di decima, di prelievo forzato, che si aggiunge ai prelievi per le politiche di austerità. E d’altra parte, si privatizza, si continua a vendere i beni dello Stato.  In Italia, ci si aspetta di vendere ogni anno 20-25 miliardi di euro di beni dello Stato. In dieci anni avremo privatizzato tutto, MA RESTERA SEMPRE UN DEBITO DA PAGARE, CI HANNO FREGATI….!


Il predominio attuale del sistema bancario, della finanza, è un segno della centralità della relazione sociale debitore / creditore?


politica,economia,notizie,partiti,movimentiKarl Marx aveva detto :  Non saranno gli industriali a guidare il capitalismo, saranno i banchieri. Il denaro depositato nelle banche è una forma astratta di ricchezza. Ma è anche un enorme potenziale che può essere investito in qualsiasi campo, mentre il capitalismo industriale è “indirizzato (alla produzione)”. Quindi, il potere del denaro è più importante. Il capitalismo è fondamentalmente industriale, ma è il capitalismo finanziario che gli detta la forma che deve prendere. Questo potere del capitalismo finanziario è stato bloccato durante il boom post-bellico, ma il potere finanziario adesso è tornato. Dal 1988, in Francia, il debito può essere comprato e venduto. Questa “cartolarizzazione” del debito, la possibilità di conversione del debito in titoli di debito negoziabili sul mercato, ha determinato la situazione attuale. Diventa un moltiplicatore di debito, di investimenti finanziari, e quindi di rischio, abbiamo abbattuto il Comunismo, questa è la vera faccia del capitalismo finanziario.

politica,economia,notizie,partiti,movimenti“Torneremo con il  credito stesso ad una situazione propriamente  feudale, quella che prevede che una parte del lavoro sia dovuta di legge  al vassallo, è una forma di lavoro coatto. “

La logica attuale del credito, ci sta preparando ad una regressione di tutta la classe media . . . .?

A vantaggio delle caste al potere, siamo tornati indietro nel tempo ci troviamo in pieno medio evo.


politica,economia,notizie,partiti,movimentiLa logica che ha messo in moto questa crisi è che la gente si è impoverita nel momento stesso in cui ha avuto la possibilità di indebitarsi, con il pretesto di  democratizzare e ampliare il diritto al credito … ma si rivolgevano a persone che non potevano ripagare i debiti. La stessa cosa che è successa con il credito agli studenti: Se gli studenti diventano sempre più poveri, come faranno a pagare? Si trovano ad avere debiti prima di entrare nel mercato del lavoro, a 20 anni devono comportarsi come una ditta individuale che deve pianificare e calcolare costi e investimenti. Li fanno diventare un’impresa ed è contro questo che recentemente si sono mobilizzati gli studenti in Canada e in Cile, e per l’anno venturo, si prevedono tumulti mondiali, così scrivono e predicono i quotidiani americani.

Stiamo per rechiare il fondo, quando ci accorgeremo che ci hanno trombati tutti, saremo stremati e ricattabili, con quale forza potremo combatterli, poca robba, ci maandano polizia e carabilieri ben equipaggiaati come al G8 di Genova e ci massacrano, Italiani attenzione……..!


segue il quarto e ultimo capitolo




LA MORALE DEL DEBITO – parte seconda

LA MORALE DEL DENARO E DELLA NOSTRA VITA . . . . . . .?politica,economia,news,parlamento 

 

Nel Medioevo la Chiesa, attraverso le elaborazioni concettuali della Scolastica (Tommaso d’Aquino, Alberto Magno, Raymond de Pennafort, Enrico di Langstein, Buridano, Nicola Oresme, Duns Scoto), condusse una lunga, generosa, e per molto tempo vittoriosa, battaglia non solo contro l’usura ma anche, cosa che oggi si tende a dimenticare, contro l’interesse. E con argomenti più sottili e sofisticati di quelli di Aristotele che sosteneva che il denaro, essendo sterile, non può produrre altro denaro. Dice Duns Scoto: “Il tempo è di Dio e quindi di tutti e non può perciò essere monetizzato e fatto oggetto di mercato”. Ma la questione può essere ulteriormente approfondita.

Se il tempo è di tutti, nessuno (a parte Dio, per chi ci crede) può essere padrone del nostro tempo che, come diceva Benjamin Franklin, è “il tessuto della vita”, cioè la vita stessa. In epoca preindustriale il contadino (e l’artigiano) vive sul suo e del suo, è padrone del proprio tempo, della propria vita. Scrive lo storico Carlo Maria Cipolla: “L’artigiano della bottega preindustriale… lavorava più ore dell’operaio industriale, ma non doveva necessariamente soggiacere alla dura disciplina degli orari e dei tempi della fabbrica e per diversi settori manifatturieri aveva il piacere e l’orgoglio di far uscire dalle proprie mani un prodotto finito” (Storia economica dell’Europa preindustriale).

 

Noi moderni, si sia operai, impiegati, operatori del terziario, vendiamo invece ad altri più che le nostre energie, come dice un po’ rozzamente Marx, il nostro tempo, la nostra vita. A parte alcuni privilegiati siamo tutti degli ‘schiavi salariati’ come scrive Nietzsche. Ci siamo messi in condizioni tali che in molte situazioni siamo costretti a scegliere fra il lavoro, cioè la vendita ad altri del nostro tempo senza la quale non possiamo però sostenerci, e la salute (Ilva docet).
Anche da questo punto di vista, quello dell’inquinamento, della salvaguardia dell’ambiente e, in definitiva, della nostra vita, gli uomini e le donne del Medioevo si sono dimostrati più sapienti di noi.
Scrive ancora Cipolla: “Il carbon fossile fu in uso già nel Medioevo, ma la gente del Medioevo era molto sospettosa di questo tipo di combustibile vagamente, ma decisamente intuendo che il suo uso implicava conseguenze nocive per l’ambiente.

politica,economia,news,parlamentoSotto molti aspetti la gente del Medioevo, pur nella sua ignorante superstizione, fu molto più cosciente dei possibili danni dell’inquinamento che la gente dell’epoca della Rivoluzione industriale”. E J. D. Gould in ‘Economic Growth in History’ aggiunge: “L’inquinamento, la distruzione dell’ambiente, la gestione del traffico sono ovviamente il risultato dell’industrializzazione e della tecnologia moderna e non trovano corrispondenza nella società preindustriale. Più si studiano tali società, più ci si rende conto che esse riuscirono a trovare un miracoloso equilibrio con la natura, bilanciando il consumo presente e la conservazione per il futuro con un tale successo che le moderne strutture economiche non sono riuscite nemmeno a immaginare”.

 

 

 

 

 

LA MORALE DEL DEBITO – parte prima

POLITICA,ECONOMIA,NOTIZIE,NEWS     LA MORALE DEL DEBITO…………………….

 Prestiti, crediti, creditori, debitori, deficit, debito pubblico e privato e tasso diinteresse, rimborso, ” fiscal compact” …MES – ACT l debito è ovunque, ha invaso la nostra vita. Ma il debito non è solo economico, il debito è soprattutto un’opera della politica.
Non è una sfortunata conseguenza della crisi, il debito è strategia al centro del progetto neoliberista, che permette di rafforzare il controllo degli individui e delle società. “Il rimborso del debito è una appropriazione del tempo. Ed il tempo è la vita di ognuno di noi cittadini”, così spiega il sociologo e filosofo Murizio Lazzarato nel suo libro, (La Fabbrica dell’uomo indebitato).

POLITICA,ECONOMIA,NOTIZIE,NEWS l’Homo debitor è il nuovo volto dell’Homo economicus. Quali sono le caratteristiche di questo “uomo nuovo”?

Molti servizi sociali come l’istruzione e la salute, sono stati trasformati in assicurazioni individuali o in privilegi. Il modello di sviluppo neo liberista è basato su credito e indebitamento. Questa situazione si è aggravata con la crisi dei mutui su prime del 2007.

Un esempio? L’istruzione negli Stati uniti: la FED, la banca centrale, ha recentemente stimato che l’importo totale dei prestiti effettuati agli studenti [1] è arrivato alla cifra astronomica di 1000 miliardi di euro! Si tratta di una cifra enorme. Per accedere ai servizi, l’istruzione, si deve pagare tutto con i propri soldi. Si diventa subito debitori, fin dalla scuola, ti finanziano e dopo rimborserai. Imprenditori fin dall’infanzia, le banche diventano così  proprietari della altrui vita, ognuno impegna i proprio “capitale umano”.

 

POLITICA,ECONOMIA,NOTIZIE,NEWSll diritto all’istruzione e alla casa si sono trasformati in diritto al credito …

E ‘una logica che funziona solo se l’economia è in espansione. Ma il debito privato è stato trasferito negli Stati Uniti, ed Europa, dove hanno salvato le banche, facendo in questo modo aumentare il debito sovrano degli stati. E siamo così diventati tutti debitori, cosa che non può andare avanti all’infinito! Ogni bambino nato oggi in Francia ha 22 mila euro di debiti  ( ndt. In Italia 32 mila) …

Al momento dell’espansione del capitalismo neoliberista, il credito ha permesso di realizzare progetti di vita,  dei progetti economici di sviluppo, è stata una apertura verso il tempo, verso nuovi progetti . Oggi la logica è rovesciata, la nostra unica prospettiva per alcuni anni, è quella di dover pagare! Il debito prodotto, e realizzato da banche private, da noi ricapitalizzate, ed è la popolazione nel suo insieme che lo deve rimborsare. In Spagna, Italia, Grecia, le misure di austerità faranno aumentare le privatizzazioni dei servizi , questa è la logica liberale del debito, più debiti, più schiavitù, abbiamo un futuro spaventoso.

 

POLITICA,ECONOMIA,NOTIZIE,NEWSCome si fonda un nuovo rapporto sociale, e un nuovo rapporto con il tempo?

Ho ripreso l’ipotesi che ha sviluppato Friedrich Nietzsche: il rapporto sociale non è fondamentale uno scambio economico o simbolico, ma è il rapporto debitore /creditore. Un rapporto basato sulla fiducia, sulla promessa: Io, debitore, sono d’accordo a rimborsare il credito, e sono garante per me stesso. Questa promessa che impegna il futuro, che si gioca nel futuro, è al centro del rapporto creditizio.

Alcuni testi medievali spiegano che il credito è un “volo nel tempo”. Si diceva allora che il tempo appartenesse a Dio e che i creditori erano ladri del tempo di Dio. E gli interessi sul debito un peccato mortale. Naquerò così gli strozzini ebrei, poi anche i banchieri sionisti. Oggi, il tempo appartiene tutto al capitale. Con il credito, si fa una previsione sul futuro. Questa può essere una anticipazione positiva, se prevede crescita -così come era prima della crisi economica – ma oggi, con la stagnazione, si tratta di una previsione che blocca  completamente il nostro futuro,  lasciando come unica prospettiva, quella di “ripagare il debito”. La crisi continua, la crescita è debole, il debito aumenta. Saremo bloccati a lungo ancora con “questo rimborso del tempo.” Il rimborso del debito è una appropriazione del tempo. Ed il tempo è quello della nostra vita, quella dei nostri figli, arrivando anche ai nipoti, una catastrofe, che solo il pensiero di quanto è stato costruito con vera atrocità mentale, penso  alla ribellione.

 

 

 

Democrazia e propaganda

 

 

comunisti,fascisti,democraticiChe cosa c’è di più ingannevole, menzognero, simulatorio, illusorio di un regime democratico?    Soltanto i portatori insani di democrazia i quali, credendo a quel che loro stessi hanno somatizzato e desiderato, divorano voracemente ogni verità, ingurgitano  tutti gli eventi,  e sopratutto sbranano gli altri individui, e le cose;  Tutto ciò lo fanno con dolcezza e per amore verso gli altri, con una mano sul cuore e l’altra sulla fondina, come usualmente si fà in America, dove la democrazia è partecipata da pochi, vota solo chi si iscrive alle liste elettorali.

 

comunisti,fascisti,democraticiLa democrazia è un superpotere che rende invulnerabili dalle critiche, basta essere democratici per diventare politicamente corretti, moralmente superiori, umanitariamente migliori, legalitariamente incensurabili, abili e arruolati al governo delle anime belle con l’umanitarismo in bocca e sopratutto, gli uomini sotto i piedi,è riservata a pochi che dominano su tutti,oggi la democrazia è l’impero delle banche su tutti popoli e governi.

 

 

 

comunisti,fascisti,democraticiLa Democrazia è l’arma segreta dei buoni che vincono sempre perché sono immancabilmente dalla parte giusta, che avendo tracciato, secondo le loro variabili esigenze, la riga, o, meglio, la curva abilmente disegnata per far rientrare nel club, all’occorrenza, anche quei paesi non perfettamente libertari ma che ti danno volentieri una mano e il gas metano, oppure il petrolio e il mercenario, curva che separa il bene dal male, tra onesti e ladroni.

Che se non fossero democratici, quindi ovviamente e necessariamente buoni,………….. verrebbe quasi da pensare che, potrebbero essere persino loro i veri cattivi.

 

comunisti,fascisti,democraticiLa Democrazia è il dente avvelenato della globalizzazione capitalistica di matrice americanista,  è la tavola sacra che ti rompe la testa se non accetti la regola del suo gioco, è la missione umanitaria che ti sfonda la casa e ti ammazza bonariamente la famiglia per un principio superiore ed un danno collaterale minore (si fa per dire),  è  la giustizia sacra e vera integrata dalla menzogna che non ti dà il tempo di spiegare quale sia la tua ragione, che ti ha fregato.

 

 

 comunisti,fascisti,democraticiLa democrazia è un drone di Dio, o, piuttosto, di un Signore con la pelle scura e la Casa Bianca,  o con la pelle bianca e la coscienza nera,   dipende insomma dalle annate;  è un sogno americano che ti s’infila nell’ano come una supposta, oppure è una religione con gli eletti da Dio o con rito elettorale che stabilisce a priori quale deve essere il livello di rincoglionimento del popolo in generale, e chi comanda, insomma è la gran voglia di supremazia sugli altri………?    

La democrazia, ma quale da noi vissuta  ?

 

 

 


 

Anche Lenin nei suoi saggi, e Hitler nei suoi discorsi  si sbagliavano entrambi  sulla democrazia,  non è esattamente  come essi  sostenevano :   La  democrazia è il miglior involucro per poter realizzare la peggior dittatura.

 

La democrazia purtroppo, è il vero  involucro di sé stessa,  essendo essa mal gestita,  è  il peggio di qualsiasi dittatura, sia vista da  fuori,  che visuuta dentro, sopratutto se fatta da uomini depravati intellettualmente, basta guardare il nostro paese,  da chi siamo governati, senza commenti ulteriori, è sotto gli occhi di tutti noi cittadini Italiani, nel quale Stato il disastro è ormai compiuto.  

 Fra noi c’è gente che addirittura rimpiange il dittatore Mussolini, che con il suo avvento in Italia si fecero riforme e servizi per il cittadino, era  pro popolo, così come in Russia c’è chi rimpiange il comunismo, che pure l,ì con il suo avvento si fecero riforme e servizi  per il popolo , ed erano le così dette dittature dalla propaganda,  si dittature ma fatte da gente equilibrata mentalmente. Ed adesso con …………LA DEMOCRAZIA  che,  è una pia  illusione di libertà e civismo, fatta di  propaganda  per polli e creduloni, è soltanto un affare per ricchi banchieri  e politici ladroni.

 

In Democrazia ….sono solamente  gli Uomini che fanno la differenza, 

 esistono uomini  onesti, ….. molto rari in politica,.

oppure uomini  disonesti, sono ricattabili, e si prestano al compromesso, ottimi per la politica.

Non esiste destra o sinistra ed i cristiani al centro.

In Italia a governarci abbiamo avuto solamente uomini della seconda  ipotesi, purtroppo….. ed i risultati si sono visti ed assaporati, apriamo gli occhi  è giunta l’ora di cacciarli tutti.

 

QUESTO FA’ LA POLITICA ITALIANA

Questo fa la politica Italiana !

 

 


 

MALAFFARE,LADRI,CORROTTISi fa presto a dire: “Per le nomine alla RAI ci vogliono i curricula!     

Viva la trasparenza”. E si fa presto anche a dire, dopo che una tragedia ha sconvolto un territorio:    “Vigileremo, terremo gli occhi aperti!”.  non specificando su cosa vigileranno, che non gli si tocchi la pappa dalla scrivania, o quant’altro chissà ?

La realtà dei fatti è ben diversa.

La realtà è che il decalogo del politico italiano prevede, puntualmente, la nomina dell’amico e del compare di merenda, quello che magari ha portato nelle casse del partito soldi o qualche decina di voti.

E la realtà dei fatti ci parla anche di una memoria cortissima da parte degli organi di informazione, che oggi si possono definire di propaganda, che tendono a dimenticare ben presto le realtà di città e regioni martoriate, colpite da alluvioni e terremoti, il tempo nasconde,  derubricando gli scandali e ruberie che vi succedono a semplice cronaca locale, fattarelli.  Fonte corte dei conti, costano allo stato 65miliardi le ruberie dei politici e compagni di merenda ai cittadini Italiani, quelli che pagano le tasse.

Una dimostrazione lampante di questa triste verità è L’Aquila. In pochi lo sanno, ma nel capoluogo abruzzese stanno succedendo cose parecchio interessanti. Indovinate un pò ?

L’11 luglio scorso, infatti, il Comune ha pubblicato un “Avviso pubblico” nel quale si stabiliscono le norme e i termini per la presentazione della candidatura ad alcune cariche in una delle più importanti S.p.a. controllate dal Comune stesso. La società in questione è il “Centro Turistico Gran Sasso S.p.a , ed il bando “intende procedere alla designazione degli organi societari […] di seguito indicati: 1 componente del Cda, 1 Presidente e 2 membri effettivi del Collegio Sindacale, 2 componenti supplenti del Collegio Sindacale”, ed “1 Revisore unico”. Ora, visto che si tratta di nomine piuttosto delicate, con retribuzioni annue complessive vicine ai 100mila euro, ci si aspetterebbe massima trasparenza, e soprattutto ci si aspetterebbe un grande scrupolo da parte dell’organo giudicante – che fa capo al Comune stesso – per stabilire chi è il più adatto a ricoprire tali incarichi. Invece, nel bando si specifica che “le proposte di candidatura, corredate dai relativi curricula, indirizzate al Sindaco dell’Aquila, On. Dr Massimo Cialente dovranno essere presentate […] entro e non oltre il settimo giorno dalla pubblicazione del presente Avviso”. Proprio così: sette giorni per presentare la propria candidatura. Al di là del fatto che una settimana sembra effettivamente un intervallo di tempo troppo esiguo per qualunque cittadino che volesse presentare una domanda senza che nessuno gliene abbia anticipato la notizia, c’è da rilevare che la scelta del sindaco Cialente è anche illegale. Il bando, infatti, avverte che “copia del presente avviso […] viene pubblicata nell’Albo Pretorio del Comune dell’Aquila per sette giorni”. Tuttavia, esiste un “Atto di indirizzo per nomina e designazione dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende, istituzioni, fondazioni e società che regolamenta tali procedure e che parla chiaro. Al comma 2 dell’articolo 2, quello che stabilisce i “Criteri generali di pubblicità e trasparenza” si legge: “la pubblicità (degli incarichi da affidare, nda) è garantita attraverso apposito avviso del Sindaco, affisso all’Albo Pretorio per un periodo non inferiore a 15 ( quindici) giorni […]”.

La “svista” del sindaco Cialente lascia quantomeno basiti, sempre che di “svista” si tratti. Perché a pensar male si fa peccato, ma quasi sempre ci si azzecca. È stata infatti rintracciata e pubblicata una e-mail che Massimo Cialente ha inviato a esponenti del FLI aquilano per cercare di garantirsi il loro appoggio sottobanco in vista del ballottaggio delle ultime elezioni comunali, che lo hanno visto riconfermato a capo del Comune di L’Aquila.

“Anzitutto vi devo delle scuse – scriveva Cialente – ma l’ipotesi di apparentamento non la posso perseguire perché ho l’opposizione assoluta di ben tre liste che mi hanno appoggiato al primo turno”. Ma il nostro beniamino non demorde, e continua: “io comunque ho deciso di dare tre postazioni al FLI: una presidenza di azienda ad Enrico – probabilmente Verini, candidato sindaco per FLI al primo turno, nda – immediatamente la vice presidenza del centro turistico a Faccia – probabilmente Luigi Faccia, altro importante esponente del FLI aquilano, nda – e successivamente, sempre a Faccia, la vice presidenza della Gran Sasso Acqua (postazione molto ambita perché con retribuzione superiore a quella di un assessore comunale)”.

Ora, al di là del fatto che con ogni evidenza il “centro turistico” di cui parla Cialente nell’e-mail sembra essere proprio quel “Centro Turistico Gran Sasso S.p.a.” per il quale si stanno effettuando le nuove nomine, questo documento denuncia una certa abitudine piuttosto connaturata a stringere accordi elettorali in extremis mettendo sul tavolo delle nomine pubbliche, con tanti saluti alla trasparenza e alla legalità. Stiamo parlando di un candidato sindaco del PD che, per ingraziarsi i voti di coalizioni avverse (FLI) garantisce poltrone e incarichi come ricompensa. Alcuni la considereranno normale realpolitik, ma per me è solo il marciume della politica a cui siamo costretti, da decenni, ad assistere.

E del resto Cialente non è nuovo a stranezze del genere. Il 15 giugno scorso, ad esempio, sul sito della Perdonanza Celestiniana – la più grande manifestazione che si svolge in città e che richiama decine di migliaia di persone ogni anno – è stato pubblicato un avviso nel quale si comunicava che le associazioni culturali avrebbero potuto presentare le proprie proposte per la partecipazione all’evento al Gabinetto del Sindaco “entro e non oltre lunedì 18 giugno”. Qualcuno strabuzzerà gli occhi, ma era proprio così. Tre giorni per presentare una candidatura partendo da zero, visto che nessuno sapeva niente fino al giorno prima (almeno formalmente). Di quel bando, però, non c’è più traccia in internet. Dopo alcune proteste, infatti, il Comitato della Perdonanza – presieduto sempre da Massimo Cialente – ha pubblicato un nuovo avviso, che rimanda la scadenza fino al 25 giugno. Cioè dieci giorni dopo la pubblicazione del bando. Credendo, così, di placare i malumori e di pulirsi la coscienza.

E la chiamano trasparenza. Proprio quella parola che Cialente aveva sbandierato ed usato come cavallo di battaglia in campagna elettorale, ogni commento è inutile , i fatti sono il miglior commento, parlano da soli, sono i lettori il miglior commento personale.