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PERCHE’ LE BANCHE CI GOVERNANO. ?

PERCHE’ I BANCHIERI GOVERNANO IL MONDO

SONO GLI INTERESSI, STUPIDO ! interessi bancari,

 

Nell’edizione 2012 di Occupy Money  della scorsa settimana, il Professor Margrit Kennedy scrive che dal 35% al ​​40% di quello che spendiamo serve a pagare interessi. Questi interessi vanno a banchieri, finanzieri, e obbligazionisti, che taglieggiano quindi il PIL – USA e Mondiale dal 35% al ​​40% del suo valore.

Questo aiuta a spiegare come la ricchezza viene sistematicamente trasferita da Main Street a Wall Street.ed altre Borse di tutto il Mondo.   

In questo modo i ricchi diventano progressivamente più ricchi a spese dei poveri, non solo per ” l’avidità delle Borse e Wall Street “, ma a causa delle regole matematiche e inesorabili del nostro sistema bancario privato.

Questo tributo nascosto a favore delle banche, sarà una sorpresa per molte persone, che pensano che se pagano i conti della carta di credito entro la scadenza non hanno chiesto un prestito e quindi non devono pagare interessi, è sbagliato ed adesso lo capirete finalmente come vi fregano i soldi.

Questo, dice il Dott. Kennedy, non è vero. Commercianti, fornitori, grossisti e dettaglianti lungo tutta la catena della produzione si basano sul credito per pagare i conti. Devono pagare la manodopera e i materiali prima di avere un prodotto da vendere e prima che il compratore finale paghi il prezzo del prodotto, 90 giorni dopo.  Ogni attore della catena aggiunge interesse per i suoi costi di produzione, che vengono trasferiti al consumatore finale. Il dottor Kennedy parla di oneri per interessi che vanno dal 12% per la raccolta dei rifiuti, al 38% per l’acqua potabile fino al 77% per un affitto di una casa popolare nella sua nativa Germania.

Queste cifre sono pubblicate in una ricerca dell’economista Helmut Creutz, che le ha estratte da documenti della Bundesbank e si riferiscono alle spese delle famiglie tedesche per i beni di tutti i giorni e per i servizi nel 2006, ma cifre simili si possono incontrare anche nelle analisi dei profitti del settore finanziario negli Stati Uniti, dove corrispondono a un enorme 40% dei profitti finanziari del 2006. Questa percentuale si può confrontare con il 7% che aveva registrato il settore bancario nel 1980.    Attivi bancari, profitti finanziari, interessi, e debito sono tutte voci in crescita esponenziale.

La crescita esponenziale dei profitti del settore finanziario si è verificata a discapito dei settori non finanziari, i cui redditi sono cresciuti nella migliore delle ipotesi linearmente grazie agli interessi compositi, che altro non sono che interessi su interessi, così avviene nell’intera catena di interessi.

 Chi si gode gli interessi

Nel 2010, l’1% della popolazione possedeva il 42% della ricchezza finanziaria, mentre l’80% possedeva solo il 5% della ricchezza finanziaria .       Il dottor Kennedy osserva che la parte povera del paese, l’80% della popolazione, paga ovunque e su qualsiasi cosa,  spese per interessi nascosti che vengono incassate dal 10% : gli interessi quindi sono una tassa fortemente antidemocratica che redistribuisce la poca ricchezza dei poveri ai più ricchi.


 L’evoluzione dell’iniquità

La crescita esponenziale è insostenibile. In natura, la crescita sostenibile progredisce in una curva logaritmica che cresce sempre più lentamente per poi livellarsi. La crescita esponenziale fa il contrario: inizia lentamente e aumenta nel tempo sommandosi progressivamente, fino a quando la curva spara verticalmente.

La crescita esponenziale normalmente rappresenta l’evoluzione dei parassiti o dei tumori. . . oppure degli interessi composti.

Quando al termine il parassita esaurisce la sua fonte di cibo, arriva la crisi nessuno è più in grado di acquistare nulla, e la curva di crescita crolla improvvisamente.

Si crede che pagando i conti entro la scadenza prevista, non si stiano pagando interessi composti, Sbagliato  ancora una volta, questo non è vero. L’interesse composto è una componente della formula della maggior parte dei mutui, che costituiscono l’80% dei prestiti di tutto il mondo. E se le carte di credito non vengono pagate entro 30 giorni, le spese per gli interessi si sommano giorno per giorno.                          Anche se si paga entro la scadenza, si paga dal 2% al 3% per l’uso della carta, dal momento che i commercianti ricaricano i loro costi per l’uso della carta di credito sui consumatori, questi sono interessi che la banca prende per il servizio e l’utilizzo.

La Crescita esponenziale

Anche le carte di debito, che sono l’equivalente degli assegni personali, prevedono spese.  Visa- MasterCard e le banche che intervengono nelle operazioni di interscambio ricevono un canone medio di 44 centesimi per ogni transazione, anche se il costo è circa quattro centesimi, anche questo costo è sempre il consumatore che paga, fa parte del prezzo del prodotto che acquista, ecco perchè i prezzi salgono continuamente.

Come Recuperare  gli interessi:   Basta Possedere la Banca

Le implicazioni di tutto questo sono meravigliose. Se avessimo un sistema finanziario che restituisse gli interessi raccolti dal pubblico direttamente al pubblico, si potrebbero abbassare i prezzi di tutto ciò che compriamo del 35%. Questo significa che potremmo comprare tre per due, e che i nostri stipendi ci consentirebbero di raddoppiare il nostro potere di acquisto di oggi.

Un rimborso diretto alle persone sarebbe un sistema difficile da attuare, ma c’è un modo per poter recuperare collettivamente gli interessi pagati alle banche. Potremmo trasformare le banche in servizi di pubblica utilità e i loro profitti in beni pubblici. I profitti ritornerebbero al pubblico e potrebbero essere utilizzati sia per ridurre le imposte che per aumentare la disponibilità dei servizi pubblici e delle infrastrutture, Non dimentichiamo mai, che il denaro è nato come mezzo scambio, e non come merce come accade oggi, questo è il difetto di fondo che non si vuole correggere.

Prendendo prestiti da banche di proprietà pubblica, i governi potrebbero eliminare del tutto la spesa degli interessi. Questo è stato dimostrato con risultati stellari, anche in Canada, Australia, Argentina ed altri paesi.        Nel 2011, il governo federale degli Stati Uniti ha pagato 454 miliardi di dollari di interessi sul debito federale, quasi un terzo del totale di 1.100 miliardi di dollari incassati con le imposte sul reddito personali annuo. Se il governo avesse preso il prestito direttamente dalla Federal Reserve, che ha il potere di registrare il credito sui libri contabili e poi di trasferire i suoi profitti direttamente al governo,  le imposte sul reddito avrebbero potuto essere ridotto di un terzo.(NOTA )

Prendendo prestiti dalla propria banca centrale, senza dover pagare interessi, si potrebbe consentire a un governo di eliminare del tutto il suo debito pubblico. Bernard Lietaer e Christian Asperger,  in  Money and Sustainability: The Missing Link    citano l’esempio della Francia che permise al Ministero del  Tesoro di prendere un prestito senza interessi dalla Banque de France nazionalizzata dal  1946 al 1973.

La legge poi è stata cambiata per vietare questa pratica, e obbligare il Tesoro a chiedere prestiti solo al settore privato.
Gli autori mostrano in un grafico cosa sarebbe successo se il governo francese avesse continuato a prendere prestiti senza interessi, rispetto a quanto è accaduto: Anziché scendere  dal 21% al 8,6% del PIL, il debito è salito dal 21% al 78% , a danno del popolo francese.

“Non è colpa di un ‘governo spendaccione’ , in questo caso,” scrivono gli autori. ” sono gli interessi composti che ci spiegano tutto!”

 

Ma non è una soluzione solo per la FED

Non solo la FED  potrebbe eliminare i suoi oneri finanziari in questo modo, potrebbero farlo anche i governi statali e locali.                                         Consideriamo la California. Alla fine del 2010, aveva un debito azionario e obbligazionario di 158 miliardi. Di questi, 70 miliardi, o il 44%, è stato pagato per interessi. Se lo Stato avesse contratto il debito con la propria banca, che poi avrebbe rigirato i profitti allo stato della California, oggi potrebbe essere più ricco di  70 miliardi di dollari. Invece di dover tagliare servizi, vendere beni pubblici, e licenziare i dipendenti, potrebbe dare  servizi in più  e fare lavori pubblici per sistemare le infrastrutture in disfacimento.                   L’unico stato americano che è proprietario di una banca depositaria oggi è North Dakota. North Dakota è anche l’unico stato ad essere scampato alla crisi bancaria del 2008, sfoggiando un consistente avanzo di bilancio ogni anno dopo il 2008.                     C’è il più basso tasso di disoccupazione, il più basso tasso di bancarotte, e il più basso tasso di insolvenza per  debiti con la carta di credito.

A livello globale, Nel mondo il 40% delle banche sono di proprietà pubblica, e sono concentrati nei paesi che sono sfuggiti alla crisi bancaria del 2008.            Questi sono i paesi Brasile, Russia, India e Cina, dove vive  il 40% della popolazione mondiale. Le economie dei  “B.R.I.C.” sono cresciute del 92% negli ultimi dieci anni, mentre le economie occidentali hanno galleggiato.

Le città e regioni potrebbero” dovrebbero” possedere proprie banche, ma negli Stati Uniti, questo modello non si è ancora sviluppato.     In North Dakota, nel frattempo, la Banca del Nord Dakota sottoscrive emissioni obbligazionarie per governi municipali, salvandoli dai capricci dei “vigilantes obbligazionari” e degli speculatori, nonché dalle spese fisse che deve pagare chi investe in borsa o dalle spese assicurative che si chiedono per ridurre il rischio di rimetterci tutto il capitale.

Una delle molte città schiacciate da questo regime “assicurativo” di Wall Street è Philadelphia, che ha perso 500 milioni di dollari in derivati. (Come derivati e scandalo LIBOR abbiano legami stretti è già noto).  La settimana scorsa, al Philadelphia City Council, c’è stata una seduta per decidere cosa fare per questi mancati ricavi. In un articolo del 30 ottobre dal titolo Can Public Banks End Wall Street Hegemony?”,    Willie Osterweil ha discusso su una soluzione presentata da Mike Krauss, direttore dell’Istituto bancario pubblico.       La soluzione Krauss dice di fare come ha fatto l’Islanda: gambe in spalla e andiamo.  

Ha proposto “un default strategico finché la banca negozi condizioni migliori”. Osterweil  lo ha definito “radicale”, dato che la città vedrebbe ridotto il suo rating e potrebbe avere problemi a chiedere nuovi prestiti. Ma Krauss ha presentato una soluzione anche a questo problema: la città potrebbe creare una propria banca e utilizzarla per generare credito per le entrate pubbliche cittadine, proprio come fanno oggi le banche di Wall Street, che generano credito da queste stesse entrate.


Una soluzione radicale ma sarebbe ora !

Banche pubbliche : possono essere una soluzione radicale, ma è anche una soluzione ovvia. Questa non è scienza missilistica. Con lo sviluppo di un sistema pubblico bancario, i governi possono trattenere per sé gli interessi e reinvestirli sul territorio. Secondo Kennedy e Creutz, questo sarebbe un risparmio pubblico dal 35% al ​​40%.  I costi  dei prodotti di consumo potrebbero scendere in modo lineare, le imposte tagliate o i servizi aumentati, e potremo finalmente raggiungere una stabilità nei mercati per far vivere governi, mutuatari e  consumatori, i ricchi piangerebbero un pò, ma l’intera nazione nò.

Banche e credito potranno diventare servizi pubblici, alimentando l’economia, piuttosto che affamandola.

 

ELEZIONI LA TRUFFA E’ SERVITA ! . . . ?


 

notizie,attualita,elezioniDUE O TRE COSE SULLE ELEZIONI ITALIANE E. . . . . . . . . . . .

SUL TENTATIVO DI TRUFFARE L’INTERA NAZIONE. . . . . . . . . . . . 

POVERA REPUBBLICA ITALIANA

 

Basterebbe un’argomentazione elementare come la seguente. “ma se Grillo –come sostengono i sondaggi offerti da Rai mediaset e La7 e dall’intera cupola mediatica- è dato tra un 18 e un 20%, qual è il problema per un partito come il PD che prende il 30% e per un PDL che, superata la buriana, è accreditato con un potenziale 20/25%?”.
Non dovrebbe esserci alcun problema.
E invece c’è. . . . . .
Come mai. . . . ?
Leggiamo insieme le statistiche, che a seconda degli ascoltatori di turno, volutamente per disorientare il pubblico, cambiano.

Ci dicono che attualmente i sondaggi offrono la seguente prospettiva:

PD:    30%
M5S: 20%
PDL: 18%
Udc:    7%
Lega Nord: 4,5%

Tutti gli altri partitini sono irrilevanti, non citati volutamente, in quanto Idv e Sel si sono suicidati, così dicono, ma sarà vero?  (o sono stati suicidati per accrescere a chi i voti servono per non perdere ) per motivi noti e FLI e Api e altra robbetta non esistono più, e per ovvii motivi, anche loro hanno perso la faccia, sono vivi solamente se non per quei quattro squancheri che, attraverso le clientele cercano di arrabbattare ancora qualche briciola di privilegio acquisito che non vogliono mollare; ormai sopravvivono soltanto sulle loro pagine squallide di facebook,  e sulla lista degli stipendiati vip doc..


Facciamo adesso un po’ di calcoli.
Questi dati offerti al pubblico italiano vanno letti ed elaborati in maniera inter-attiva e non vanno presi in forma passiva, ci sono verità nascoste, non dette.
L’istituto di sociologia dell’Università di Zurigo (arbitro attendibile) ci segnala che in Italia (se si andasse a votare domani mattina) ci sono 44.442.000 elettori. Di questi, sommando astenuti, bianche, nulle e indecisi di cui, volutamente, non è chiara l’opinione e quindi “statisticamente” va considerata neutra e non valida la loro scelta, si arriva al 58%. Quindi la conta (secondo loro come confermato purtroppo in Sicilia.) va fatta sul 42% dei voti, pari a 17 milioni di voti validi. ( 20 milioni astenuti )
Il PD, quindi, prenderebbe 5 milioni di voti, ciò che corrisponderebbe al presupposto 30%. Sempre secondo questa lettura, il M5S ne prenderebbe invece 3 di milioni. Il PDL ne prenderebbe circa 2,8. L’Udc ne prenderebbe forse 1 milione e la Lega Nord non arriva a 500 mila voti. Il che, di per sé, se fosse vero così, è già una catastrofe per tutti loro. ( ma sarà veritiera la statistica ? )

Si dà il caso, però, che gli stessi sondaggisti (LE STESSE IDENTICHE SOCIETA’) se richiesti del loro parere, su altri algoritmi matematici applicati, che rispondono alla domanda “ di quanti milioni di voti è potenzialmente accreditato il M5S?” rispondono amenamente che a livello nazionale si aggira intorno ai 6 milioni di voti, ovverossia IL 100% DI VOTI IN PIU’ DI QUELLI PRESENTATI NEI SONDAGGI UFFICIALI., il che (sempre applicando la loro logica) dovrebbe corrispondere a circa il 36% dei voti e non più il 18%. Ovverossia molto vicino alla soglia del 40/42%.
Ohibò! Questo vuol dire che allora per la cupola mediatica, riccamente foraggiata, e per i partiti la matematica è una pia opinione personale?

 

Si dà il caso se i non votanti, stanchi di essere governati dagli attuali ( cialtroni statici, che parlano ma, non fanno nulla affinchè si cambi passo ) in segno di rivolta, molto probabile,  si presentassero ai seggi, ed a dispetto dei sondaggi e degli attuali opinionisti dell’astensione prezzolati, in segno di disappunto o per rivolta finalmente votasse contro l’attuale sistema, sarebbe  ( io penso finalmente ) un rovesciamento totale dell’attuale classe politica, questo lo sanno i nostri politicanti, ( che fanno di tutto affinchè non si voti, e ci vadano solo i loro fedelissimi che gli assicurano un culo al caldo. ) sono gli stessi che vogliono le primarie, per poter  far la conta dei fedelissimi,  che se ci andranno ne conosceranno il numero, però se andranno deserte, come penso e mi auguro, e come temono tutti loro, penso proprio che dovranno fare carte false per restare in piedi, o finalmente si fà ” Strike ! “

Torniamo sull’argomento sondaggi, il trucco è elementare.

I sondaggi si basano sul 48% degli elettori e su quelli il M5S risulta intorno ai 3 milioni.
Ma poiché un successivo calcolo con diverso algoritmo rivela che il M5S ne prenderebbe invece 6 di milioni, allora, qual è la risposta degli statistici? Semplice,  ha spiegato un matematico svizzero che fa questo di mestiere: “ Il dato degli indecisi e degli astenuti può essere calcolato se vengono poste delle determinate domande che noi matematici definiamo strategicamente emergenti, è il pane degli esperti di statistica psicometrica, quelli che redigono i test. Tanto per fare un esempio chiaro: alla domanda “scusi lei preferisce le uova sfrittellate o alla coque? – oppure mangia carne o uova ? ” l’intervistato si sente tranquillo, sereno, nient’affatto minacciato, e risponde con sincerità e per istinto. Lui/lei non sa che quella domanda cela un trucco subliminale ed è l’unica tra le 50 domande poste, quella che davvero conta, perché noi matematici sappiamo che chi voterebbe M5S mangia sempre e soltanto l’uovo alla coque, mentre chi vota PD e PDL ama invece le uova sfrittellate.      Complessi studi di psicologia comportamentale sulla composizione dell’elettorato italiano ce l’hanno dimostrato e noi per questo motivo facciamo quella specifica domanda; anzi, dirò di più: l’intero sondaggio ruota solo e soltanto su quella domanda. In tutte le democrazie i sondaggi si fanno contando anche la volontà degli indecisi e di quella sezione di astenuti che sono “tentennanti”, cioè “vorrebbero ma non sanno”. In Usa si fa così. Obama era dato vincente a condizione che il 18% dei tentennanti fosse andato a votare. Evento che si è verificato perché i militanti democratici li sono andati a prendere a casa per portarli al seggio.

Tornando all’Italia, risulta che tra “i tentennanti” il 92% voterebbe per Grillo. Perchè stanco di questa classe politica inefficiente.   Questo deriva dall’applicazione di un algoritmo psicologico che ci rivela come il votante PD e PDL sia un garantito, ovverossia non ha dubbi, è clientelare.    Sugli indecisi e i tentennanti, e scontenti, il M5S fà il pieno è certo. E lì Beppe Grillo pesca un sicuro, successivo trend di altri 3 milioni, che lo situa al primo posto assoluto, in questo momento, come dato finale della conta dei voti, che non sarebbe più il 52% dei votanti (come mostra un sondaggio limitato ed è quello di solito offerto nelle tivvù) bensì il 65% che si basa, invece, su un dato realistico, quindi probabile, il che, per noi matematici, corrisponde a una lettura reale attendibile. Di quel 13% che alla fine si esprimerà, il pieno lo fa la lista di Grillo”.
Ecco perché sono andati nel pallone e non sanno che pesci prendere.

Loro hanno i sondaggi veri, e queste cose le sanno, ( però ancora fanno leggi fasulle che non funzionino, per salvare il culo ai loro amici e compagni di merende )
Ed è probabile (per non dire “è quasi certo”) che siano questi sondaggi veri che il pragmatico Berlusconi ha sbattuto in faccia ai suoi richiamandoli alla realtà. Deve essersi sentito anche preso in giro e deve averli sbatacchiati per benino prendendoli a calci. ( se non ci credete facciamo le primarie e contate )
Le proveranno tutte, ma proprio tutte.
La classe politica consociativa che mal ci rappresenta, non l’ha mai fatto,  costruita sul clientelismo e lobbiees, non riesce a comprendere che gli italiani, solitamente pecore, cominciano a capire finalmente, di che pasta chi siano i propri delegati e giustamente, iniziano a non si fidarsi più di loro.

 

Tanto più si arrabattano e tentano truffe, tanto peggio andrà per loro.
Tutto ciò non è mica basato sul fatto che la gente muore dalla voglia di aderire al programma di Grillo, che neppure c’è, e non è nemmeno candidato,  Non esiste neppure la curiosità di sapere quale possa essere, questo è il bello. Beppe Grillo è la variante pacifica e pacifista, la versione post-moderna mediatica, della ghigliottina francese del 1789, taglierebbe teste in maniera virtuale, in un sogno che tutti gli Italiani fanno. Lui, infatti, spinge per una “modificazione mentale dell’approccio” e del programma se ne frega, tanto quelli di tutta la politica Italiana sono finti e falsi, non veritieri, offrono tutto a tutti, che non manterranno mai. . .!

Lì sta il bello, tanto più cercano di sbiadirlo, più si fanno del male.


Perchè una cosa è certa: il 100% degli italiani ha capito di essere vittima di un continuo atroce inganno.
Chi voterà per PD, PDL, UDC e Lega Nord, appartiene a quel settore garantito, clientelare che è protetto dalle burocrazie centrali dei partiti, che è sorretto dai capi-bastone, che è alimentato dalla fondazioni bancarie, che è coccolato e vezzeggiato dai sindacati a loro compiacenti, dalle associazioni locali e dalla cupola mediatica foraggiata dalle sovvenzioni statali, e sovvenzioni  regionali, provinciali e comunali grazie alle delibere dei politici eletti in quei partiti.     Sanno benissimo di essere truffati, ma per loro va bene uguale, sono deboli, fragili, cinici, e votano per i loro padroni anche se, turandosi il naso.

E’ comprensibile il disagio ed il bisogno, che sono reali così stanno le cose, i conti ai partiti non tornano più.

 

Hanno depenalizzato la truffa in bilancio, hanno in pratica abolito lo Stato di Diritto, si sono asserragliati a difesa delle loro rendite parassitarie di posizione,  e quindi raccolgono ciò che hanno seminato: una mentalità truffaldina, una atroce solitudine sociale da loro creata, uno scollamento totale dalla realtà autentica delle esistenze del popolo italiano, capaci solamente di togliere ai più bisognosi ed arricchire i già ricchi, finalmente è giunto il momento di pagare il conto, e non sono abituati.

A me sembra la sceneggiatura della versione post-moderna di “Totò truffa”.
Ma i protagonisti non sono simpatiche maschere come Totò e Peppino De Filippo.
Sono le tenebrose mummie di una civiltà, condotta da loro al collasso, in Sicilia i siciliani non votanti, hanno perso l’opportunità di far cambiare lo stato delle cose, speriamo che in Italia, ci siano meno struzzi vadano a votare tutti, e speriamo che  ciò accada.

 

preso dal blog di Modigliani e rivisitato da Oscarrafffone.



 

Crisi economica e nutrizione mondiale

notizie,news,economia,La crisi economica spinge tutti noi ad accedere ad una nuova prospettiva in merito al valore delle risorse che consumiamo per alimentarci, ed alla dimensione reale dei nostri bisogni.

Il diritto scritto, lambisce la questione dei consumi individuali, ma non  ingerisce negli stili di vita individuali.

Va considerata l’iniqua distribuzione delle risorse, e la progressiva riduzione naturale delle stesse, entrambe occupano un posto di primo piano nel “pensiero responsabile” di molti cittadini e di numerose istituzioni nazionali ed internazionali.

Come è ben noto, il numero degli abitanti del pianeta terra, sta progressivamente aumentando in alcune parti , e soprattutto ahimè, nelle aree più povere e disagiate, dove grandi ricchezze di pochi ed immense miserie di tanti convivono.  In altre aree del  pianeta, invece no, dove vi è il maggiore benessere economico, il numero di abitanti sta diminuendo.             Attualmente, la popolazione sulla Terra è  superiore ai sette miliardi, ed è ritenuta molto elevata, anzi troppo, se calcolata in funzione delle risorse disponibili.

Il numero di abitanti non è evidentemente ininfluente in quanto, come spiegano gli esperti, ad ogni essere umano corrisponde una quota di natura a disposizione,  stante il carattere limitato delle risorse disponibili, diminuiscono la quantità di quote e risorse in natura, all’aumentare della popolazione.

In particolare, l’impronta ecologica rappresenterebbe l’unità di misura della domanda di risorse naturali fruibile da parte dell’umanità. Le analisi quantitative effettuate comprovano l’esistenza di un equilibrio imprescindibile da rispettare.

notizie,news,economia,L’organismo, come precisava Ludwig von Bertalanffy, “non è un sistema statico chiuso verso l’esterno e tale da contenere sempre gli stessi componenti: è un sistema aperto… e che, rispetto all’ambiente esterno,  è in una relazione continua di scambio di materiali” fra l’uomo e la natura.   Ogni organismo vivente “si trova in un processo costante di cambiamento del mondo in cui vive prendendo dei materiali ed espellendone altri. Ogni atto di consumo è anche un atto di produzione e viceversa. Quando consumiamo del cibo, produciamo non solo gas ma anche prodotti solidi di scarto, che sono a loro volta i materiali di consumo di altri organismi” (2).

Il meccanismo di equilibrio su cui poggia il pianeta è presente anche nei geni come principio di ‘autoregolazione’, come insegnano i genetisti: “per ogni ambiente la natura ha previsto un numero appropriato.     Se una specie animale supera un certo numero, la sua popolazione inizia a decrescere… lo stesso fenomeno si ritrova nei geni… i nostri geni sono programmati per mantenere un numero appropriato e la morte è una parte essenziale di questo processo … viceversa, uno sguardo al comportamento umano suggerisce che abbiamo perduto l’arte di autoregolarci a mano a mano, che si è avvicinata l’era moderna” (3).

Il processo di autoregolazione è il cardine della teoria della Terra, la quale è organismo vivente come elaborato dallo scienziato Lovelock: “la teoria di Gaia, supera il sapere convenzionale che, la considera un pianeta morto, statico e fatto di rocce, gli oceani e l’atmosfera inanimati, e semplicemente abitato dalla vita.    Bisogna invece considerare la Terra come un vero e proprio sistema, che comprende tutta quanta la vita e tutto quanto il suo ambiente strettamente accoppiati così da formare un’entità che si autoregola…   Non possiamo più permetterci di pensare alle rocce, agli animali e alle piante come se fossero entità separate fra loro.        La teoria di Gaia dimostra che c’è una stretta concatenazione fra le parti viventi del pianeta – piante, microrganismi e animali – e le sue parti statiche non viventi – rocce, oceani e atmosfera, sono tutti parte della vita ”.

notizie,news,economia,Ciò premesso, la nostra riflessione vuole appuntarsi, in questa sede sulla nutrizione nella prospettiva di una giustizia olistica , cioè nel quadro di una relazione equa e cooperativa rispetto a tutti gli interessi coinvolti dal processo nutrizionale.

Vogliamo evidenziare che la nutrizione nei paesi del benessere economico contiene almeno un germe di iniquità,  nei seguenti termini: come è noto a tutti, assumiamo una quantità eccessiva di cibo rispetto al personale fabbisogno.              A causa di ciò, riduciamo le risorse a disposizione di tutta la collettività, cagioniamo danni alla nostra salute e produciamo maggiori oneri finanziari connessi ai costi sopportati dalla collettività in termini di cura della salute.

Pur avvertendo che forse siamo in errore, pur avvertendo che siamo oltretutto più infelici, adesso che abbiamo apparentemente tante risorse da consumare, fatichiamo a cambiare abitudini e direzione.

Si dirà che non riusciamo a proteggerci dai messaggi informativi ( pubblicità ) che, per tanti , ci hanno trasmesso la credenza secondo la quale il maggiore consumo di risorse, in tutti i campi, produce felicità ed un benessere più intenso.            Eppure, il contenuto errato del messaggio appare palese a chiunque:       Lo sanno bene tutti,  sopratutto coloro che hanno vissuto in epoche o in situazioni in cui i consumi di risorse erano molto ridotti.                        Gli eccessi, ingordigia e ghiottoneria,  tutti ormai possiamo sperimentarlo, riducono molto il gusto della vita.

Vi è un nesso profondo tra livello di risorse consumate, (in tutte le manifestazioni umane) e lo stato di benessere interiore.           Laddove si ecceda nel livello del reale bisogno, subentra, dopo la provvisoria ed apparente contentezza, uno stato di insoddisfazione.       Non a caso, molti si chiedono perché oggi appaia essersi sbiadita la capacità di gioire, malgrado l’assenza di limitazioni nel procurarsi i piaceri di varia natura.       Forse, dovremmo riflettere di più su questi processi interiori, per arrivare ad una sorta di spending review interiore in quanto il consumo “non giustificato” di risorse,  a ben vedere, non ci fa stare bene con noi stessi.                  Non a caso, all’entrata del tempio di Apollo a Delfi vi era anche la scritta “niente di troppo”.

 

De rerum natura – Sensibile alla natura e alla sofferenza dell’uomo e degli animali, Lucrezio leva il suo canto contro le superstizioni, in particolare quelle nate dalla religione, si scaglia contro l’ignoranza
umana e contro l’ambizione, avendo un solo eroe da celebrare: Epicuro, che ebbe il merito di
rivelare all’umanità l’amara verità delle cose.

 

Si dirà che lo stile di vita è questione privata.      Questo è vero solamente sotto il profilo giuridico, in quanto il nostro stile di vita, nella realtà, condiziona anche la sostenibilità della vita altrui. Uno stile di vita egoistico, avido ed ingordo, sì danneggia se stessi, ma sopratutto anche gli altri.

La vita senza misure, preconizzata talora anche dagli “artisti” per fare presa sugli adolescenti, non è, a ben vedere, una vita coraggiosa, è semplicemente una vita egoistica, cioè una vita calibrata sull’ego.

Dovremmo, quindi, rinunciare all’idea illusoria che l’assunzione di maggiori quantità di risorse, al di là dei nostri bisogni effettivi, possa produrre uno stato di maggior benessere.    notizie,news,economia, Dovremmo avere il coraggio di optare per l’assunzione di dosi più piccole e sperimentare se esse procurano effettivamente (come noi riteniamo) maggiore gioia e salute. Questo appare, oggi, un aspetto fondamentale di uno stile di vita equilibrato, di uno stile di vita che punti non alla rinuncia o al mea culpa, ma ad un dosaggio di risorse più misurato, ovvero, “omeopatico”  in senso figurato.      L’espressione dosaggio omeopatico è qui intesa quale sinonimo di quantità coerenti al bisogno reale della persona, in de rerum natura.

Il dosaggio coerente al nostro reale fabbisogno ci permetterà di essere più giusti, sia verso il nostro organismo, evitando che le nostre cellule e i nostri organi siano sottoposti a sovraccarichi fisiologici dannosi, sia verso gli altri, evitando di sottrarre alla Natura e all’Umanità risorse importanti.

Se ci osserviamo, percepiamo, facilmente, al momento di nutrirci, il quantitativo giusto in quel dato momento. Se invece, andiamo al di là e spostiamo sul cibo, impropriamente, gratificazioni connesse ad altre possibili manifestazioni del nostro essere, allora, la nutrizione diventa una sorta di appropriazione indebita di risorse altrui, con un effetto auto-soffocante per le manifestazioni del nostro Io: l’ingordigia alimentare, si sa, può diventare tiranna a un punto tale da offuscare la nostra coscienza e la nostra libertà, come hanno ampiamente illustrato gli specialisti del settore.

Dunque, non si tratta soltanto di adottare stili di vita improntati alla sobrietà in senso stretto (ciò apparirebbe riduttivo, anche se il termine è molto in voga), ma di aprire la nostra coscienza, nel quotidiano, alla Rete della Vita di cui noi siamo intimamente parte.

Come afferma il famoso scienziato H. Maturana: ” voglio un mondo nel quale si rispetti la natura che ci alimenta, un mondo nel quale si restituisca quello che la natura ci presta per vivere. In quanto esseri viventi siamo esseri autonomi, ma nel vivere non lo siamo”.

Il contributo individuale è in questo campo significativo. La nostra alimentazione può essere, dunque, un banco di prova di come noi viviamo, realmente, i valori di giustizia: il tutto “condito” con una dose adeguata di elasticità e tolleranza, anche perché le nuove sensibilità si costruiscono gradualmente, giorno dopo giorno.

Se proviamo a nutrirci mediante equilibrio, potremo esprimere nella nostra vita maggiore fierezza, poiché ci sentiremo in armonia con il valore di equità che tutti possediamo interiormente, e maggiore bellezza, poiché riscopriremo (tramite il cibo) una nuova relazione delicata e poetica con la Natura che è, realmente e non metaforicamente, una parte di noi.

 

 

Il Plusvalore ( creazione della moneta virtuale )

notizie,Alcune cifre ci possono dare la reale dimensione del problema.

Nel 2002 per ogni dollaro di bene o servizio prodotto ce n’erano 9 generati dal settore finanziario, oggi ce ne sono 14. La differenza tra mondo reale e finanza è passata da 285 mila miliardi di dollari del 2002 ai 790 mila miliardi di oggi.
Degli 850 mila miliardi generati dalla finanza, 250 mila sono il risultato di attività tradizionali, mentre i 600 mila miliardi sono frutto dei prodotti derivati, in altre parole della speculazione, sono moneta virtuale, che crea miseria e povertà, creando dipendenza degli stati alla finanza, questa dipendenza, crea supremazia del finanziatore, che con sistemi poco ortodossi si appropria delle vite altrui, dico vite altrui in quanto il tempo è denaro, ed il tempo e quello della nostra vita  che impiegheremo a resttuirlo.
È una gara impari, la finanza ha il coltello dal manico, noi popolo abbiamo la lama alla gola.
L’economia finanziaria, inoltre, ragiona esclusivamente sul breve o addirittura sul brevissimo periodo, si compra e si vende un attimo dopo, creando plusvalore dal nulla,  mentre l’economia reale non può che ragionare sul medio e lungo periodo, si crea dal prodotto o merce, come scambio.
Tuttavia la finanza oggi,  detta le leggi dell’economia reale. Essendo intangibile e globale, si muove come le api alla ricerca del miele: se un fiore non ha sufficiente nettare, vola da un’altra parte.
Come dicevamo, l’economia reale richiede tempi diversi: deve programmare i propri investimenti e le proprie attività su più anni. L’ape dell’economia reale deve saper aspettare perlomeno fino al prossimo anno, quando i nuovi fiori daranno il nettare necessario.
Questa è la realtà economica con la quale dobbiamo….( ci obbligano a ) convivere oggi,  e che, …. (abbiamo costruito ),hanno costruito passo dopo passo, dagli anni ’80 quando Ronald Reagan e Margaret Thatcher, ( bontà loro ci hanno distutto l’esistenza . . .  ) hanno dato il via a un lungo processo di liberalizzazione e deregolamentazione dei mercati e in particolare di quello finanziario.
Quindi i lupi fino allora  tenuti sotto stretto controllo dalle regole introdotte dal presidente Roosevelt dopo la grande crisi del 1929, sono stati liberati, le gabbie sono state smantellate, lasciando libero sfogo alla creatività finanziaria, la più grande truffa a danno  della popolazione mondiale.
Il risultato è stato un continuo e  crescente potere finanziario, che progressivamente ha incrementato le sue pressioni sia sull’economia reale, e sia sulla politica mondiale.  All’economia ha imposto una spasmodica ricerca del profitto, e continua crescita,  mettendo in secondo piano lo sviluppo delle imprese, l’etica sociale, spostando, ad esempio, il lavoro dalle imprese dei paesi industrializzati a quelli in via di sviluppo dove le condizioni di lavoro sono quelle della prima fase della rivoluzione industriale in Inghilterra a fine ‘700, Colonizzando gli uni e gli altri.    I lavoratori della ditta che fornisce i tanto decantati prodotti Apple, passano talmente tante ore in piedi, che alla fine del loro estenuante turno di lavoro non riesco nemmeno più a camminare, guadagnando sempre meno.


Alla politica si è imposto regole sempre più vincolanti, fino a subordinarla ai suoi voleri e desideri. Il suo motto è “o con me o contro di me”. Il suo dominio è quasi totale. La finanza ha piazzato molti dei suoi uomini ai vertici del potere politico di ogni nazione, come dimostra la crisi dell’euro. ( Storia Italiana insegna e dà ampia dimostrazione ).
E gli economisti, cosa fanno . . . . . . . . . . . . .?      Il mainstream, nostri pensatori e studiosi,  si sono adeguati alle teorie neoliberiste,  che li pagano lautamente per assoggettarli, giustificando  così ogni azione come necessaria,  con la supremazia del mercato finanziario, qualsiasi deriva sociale è totalmente senza morale se non quella economica il Dio denaro ha preso il sopravento sull’umanità. . . . . . . .  La crisi iniziata nel 2008, dalla finanza creativa, è  la peggiore dal 1929 ;                    Questa era un’occasione per ripensare le basi teoriche del pensiero dominate, bastava  adottare nuovamente le vecchie regole messe in disuso,  ma nonostante alcuni deboli tentativi,  nulla è cambiato e nulla cambierà, perchè:  La finanza dominante non gradisce..  . .. . . . .  Questo modello di economia arricchisce i potenti, che in questo modo colonizzano interi stati, riducendoli alla schiavitù ( vedi la Grecia massacrata dai finanzieri, non le hanno neppure  permesso di fallire, che era la via migliore per la propria libertà, vedi l’Italia ci hanno cambiato governo, sottomettendo una intera nazione, si schiavi moderni della finanza creativa purtroppo.).

La chiave di lettura del mondo moderno

                         LA CHIAVE DI LETTURA  DEL MONDO MODERNO                                                politici e banche

Al mondo solo 2 entità possono creare denaro dal nulla

1) Lo Stato ( tutti gli stati sovrani proprietari del loro danaro )

2) Le banche ( Il mucchio selvaggio di avvoltoi che comandano sugli stati che non lo producono )

Il dogma del rigore dei conti pubblici = controllo sui rubinetti sempre chiusi dello Stato.

Pareggio di bilancio = è la regola nella quale, lo Stato ci tassa tanto quanto spende , nessun danaro circolante ci lascia a zero denaro. ( saremmo sempre in crisi eterna, a meno che non lo prendiamo dagli altri, onestamente con le esportazioni, altrimenti le guerre come fanno certi stati.

In Italia lo Stato Sovrano è stato eliminato dalla scena. ( siamo gli euroschiavi )

Rimangono solo le banche a comandare, capito signori lettori il perchè di monti al governo.

Tutti noi abbiamo bisogno di denaro per vivere, le fabbriche per produrre, lo stato per finanziare i servizi, gli stipendi e pure le ruberie dei politici, si prprio quelli che ci hanno cacciato in questo incubo, tutto ciò che rubbano e rubberanno, paghiamo noi.. Impossibile far senza, per averli dobbiamo pagare interessi agli avvoltoi, sì proprio quelli che Hitler chiamava Banchieri Sionisti.finalmente contenti hanno il timone dell’umanità intera.

Adesso dipendiamo tutti dalle banche, l’unica fonte di denaro rimasta.

Banche = Soldi = governo dei popoli, con il perenne ricatto sui popoli.

Hanno vinto loro, si oggi comandano il mondo intero e lo ricattano, tutti i banchieri.

Se non capite adesso cosa fanno la UE + Monti e per conto di chi operano, buttatevi nel pozzo.

ULTIMA BEFFA – LE ELEZIONI AD APRILE

politica,notizie,economia,elezioni, politicantiL’ULTIMA BEFFA, DEL NOSTRO PARLAMENTO, LA DATA DELLE ELEZIONI, SUPERA  DI DUE GIORNI LO SCADERE DEI TERMINI, PER OTTENERE IL VITALIAZIO A TUTTI PARLAMENTARI, COSTO PER IL POPOLO 30 milioni di euro

non ci sono parole sufficienti agli apprezzamenti che si meritano tutti, da poter attribbuire  ai nostri parlamentari in carica,  e non finisce quà, ci  chiedono pure di essere rivotati dopo il servizietto al lato B. che ci hanno fatto,  ma non si vergognano, spero che il popolo capisca di che pasta siete fatti, e vi dia il benservito.

COSA VOGLIONO COMPRARE DALL’ITALIA ?

POLITICA, ECONOMIA, NOTIZIE, ATTUALITA, FINANZA, BANCHE,COSA VOGLIONO COMPRARE DALL’ITALIA I GRANDI FINANZIERI, PER TRATTARCI IN QUESTO MODO. . . . . . . . . . ?

SOLITAMENTE, QUANDO STRINGONO E’ PERCHE’  VOGLIONO QUALCOSA,  STESSA TECNICA DEI MAFIOSI, QUANDO VOGLIONO DA TE QUALCOSA, CHIUDONO I RUBINETTI.

DALLA GRECIA SEMBRA CHE ABBIANO SCOPERTO NEL 2010, PARECCHI GIACIMENTI DI PETROLIO, GAS NATURALE, E MINIERE D’ORO, CHE LOGICAMENTE VOGLIONO APPROPRIARSENE, SE NON LO HANNO GIA’ FATTO, SEMPRE ALL’INSAPUTA DEL POPOLO CHE  AVREBBE MILLE E UNA RAGIONE A RIBELLARSI A TALI SOPRUSI, NON CAPISCO L’UNIONE EUROPEA PERCHE’ NON SIA INTERVENUTA IN TEMPO IN DIFESA DELLA NAZIONE, CHE RAZZA DI UNIONE EUROPEA E’. . . . . .?’ SE PERMETTE SOPRUSI AI SUOI ALLEATI .. .. .. .. ? 

VALE ANCORA LA PENA CONSIDERARSI EUROPEO. . . ? MA SIAMO REALMENTE UNA UNIONE OPPURE E’ UNA FARSA…?  NON CAPISCO, E NON HO PAROLE. . .? SE QUALCUNO HA DELLE IDEE CHIARE SI FACCIA AVANTI, SONO CONFUSO ED ESTEREFATTO…….!

TORNANDO ALL’ITALIA, COSA VOGLIONO DA NOI, SEMPRE GLI STESSI FINANZIERI E GRANDI BANCHE INTERNAZIONALI,  SAREBBE UTILE SAPERLO, I NOSTRI POLITICI SEMBRANO PIU’ AMICI DEL NEMICO CHE DEL POPOLO, TACCIONO E PARLANO IN MANIERA OCCCULTA . . . . . DI COSA VOGLIONO APPROPRIARSI. . . . . . . . ?   GRANDI AZIENDE. . . . .?  PETROLIO. . . . . . .?   GASDOTTI. . . . . . . .? GIACIMENTI. . . . . . .? OPPURE VOGLIONO FOTTERSI TUTTO IL PAESE IN UN SOLO COLPO…….?  NON SI SA’. . . . . . . . . .

 

 

LA GRANDE TRUFFA ?- VOGLIONO ACQUISTARE LA GRECIA ?

Oro Argento, gas, Petrolio, sul territorio sotto i piedi del popolo  greco, e creare un simile dramma umano per il popolo stesso, se vero, dovrebbe esserne news, notizie, attualità, ladri, corrottisicuramente complice la classe politica e dirigente la nazione, che non poteva non sapere tutto e nascondeva ad arte,  per poi fare il colpaccio.. .. ? 

 ( saranno i soliti politicanti ad agire.? . . . ? )

 

news, notizie, attualità,Si scopre che il bambino che ha posato per il manifesto della crisi del debito europeo, improvvisamente non è povero affatto.      La verità è che lo Stato greco è seduto su enormi riserve assolutamente non sfruttate di oro, petrolio e gas naturale, chissà perchè taciute al popolo………….. ? la storia puzza di bruciato……..? Non si sà, si può solo pensare che qualche furbo,…chissà chi…? faccia scherzetti un pò sporchi…..? chissa . . . !

 

news, notizie, attualità, oro, ladri, brigantiSe solo i Greci, avessero saputo, e volessero sfruttare tutte le risorse naturali che sono letteralmente sotto i loro piedi, prima di essere comprati in blocco da qualcuno, chissà chi sarà….? Non avrebbero più nessun problema di debito, Penso, e mi vien da pensare che, chissà se  proprio  per questo motivo c’è stata la crisi, e qualcuno vuole oppure ha voluto fottersi la grecia con tutte le sue risorse, mi sembra ovvio che il trucco c’è stato,  oppure ci sia stato in parte,  oppure  hanno solamente provato………. ad  appropriarsi del malloppo, c’è solo da sperare che non ci siano riusciti, per la Grecia culla della nostra democrazia.

Fortunatamente, non sappiamo ancora , che se questa recente crisi economica li ha stimolati ad agire, ed ora la Grecia si stia proiettando come primo produttore d’oro in Europa entro il 2016, ( Però il popolo che giovamento ha ottenuto se si lamenta ancora, scende in piaazza ribellandosi ai soprusi a lui riservati dai governanti, lo saprà della scoperta ? ?) sempre che siano rimasti di proprietà dello stato e dei greci, tutti i giacimenti,. . . .?  qualche dubbio mi viene………. ma non si può dire nulla, se non pensare  a volte la fortuna.    Però  si potrebbe pensare pure che,   sicuramente qualche nazione, o qualche magnate abbia  creato ad arte la crisi,  per poi poter acquistare e fare proprie le ricchezze nazionali e dei Greci,  e ciò se provato sarebbe molto grave.       

Da parte mia, e personalmente ho visto e notato che, tutte  le nazioni africane ed asiatiche,  con enormi ricchezze, come petrolio, giacimenti di gas naturali, oro, diamanti, ed altri giacimenti, chissà perchè  sono preda degli sciacalli,  che li depredano e sconvolgono con guerre e rivoluzioni interne, tenendoli così occupati, mentre qualcuno raccoglie i loro frutti.

news, notizie, attualità, denaro,guerre, ricchezzaIl mondo intero va così,  e purtroppo nessuno potrà mai cambiarlo,  l’argent fait la guerre  (fr. «il denaro fa la guerra»). – Frase spesso citata (anche nella forma c’est l’argent qui fait la guerre, cioè «è il denaro che ecc.», l’una e l’altra però citazioni di autore  ignoto, nate in Francia), modificazione di quella originaria francese l’argent est le nerf de la guerre (v. denaro).

 

 

Logicamente ogni riferimento a fatti cose e persone, è puramente casuale, sono solamente pensieri ed opinioni, di un delirante sognatore, tutte da provare, se mai ce ne fosse la necessità, notizia ricavata da altro blog : http://www.globalresearch.ca/category/italiano

IL DECALOGO DEL POLITICO ( quello auspicabile, e quello attuale….. )

IL DECALOGO DEL POLITICO :

quello della nuova era della comunicazione politica;

1- Uno, i politici sono storie da raccontare, per entusiasmare il pubblico, il politico è come un attore si rivolge alla sua platea.

2 – Due, le campagne elettorali non si vincono: è l’avversario che le perde, sopratutto raccontando storie vere con argomenti tristi e non convincenti, o poco entusiasmanti, lo spettatore si annoia e non segue più  lo spettacolo.

3 – Tre, la pubblicità negativa è la negazione di se stessa e della politica, quindi, i bicchieri sempre pieni a metà, e mai mezzi vuoti, dare sempre risposte positive, è l’entusiasmo l’arma vincente, come nelle vendite.

4 – Quattro, una campagna riuscita è quella in cui il politico non è solo sul manifesto, ma è il manifesto, è lui l’attore e nessun altro argomento è importante, costruire la propria cornice è importante, e l’impressione che conta, rimanere impressi nella memoria altrui.

5 – Cinque, ogni presidente è un candidato che si chiama “desiderio”. Saper farsi desiderare dalla platea è un’arte.

6 – Sei, si vota per un uomo,  è l’uomo il vero protagonista, e non il partito a suo seguito.

7 – Sette, il popolo vota per un’idea,  non per un’ideologia, quindi trovare l’idea vincente al momento giusto, oppure costruire ad arte il momento giusto, per poi alla fine metterci l’idea avvincente.

8 – Otto, si vota per il futuro, non per il passato, guardare sempre avanti, per quello che verrà.

9 – Nove, l’esercizio del potere e campagna elettorale hanno strategie opposte, molti entusiasmi ed aspettative  resteranno inattese, chi paga il conto esige il corrispettivo, non tutti saranno soddisfatti.

10 -Dieci, al termine si avrà che, la forma è nulla senza sostanza, promettere è facile, poi realizzarlo è un vero miracolo

In alternativa si possono provare :

I dieci comandamenti del sano amministratore :

 

  1. Non rubare, o farsi corrompere, l’avidità è molto pericolosa.

  2. Non bruciare (i rifiuti si riciclano e sono remunerativi. )

  3. Riciclare pure le idee (se buone) anche se degli altri.

  4. Non desiderare mai la rielezione (a tutti i costi ma far sì che accada)

  5. Amministrare con buonsenso, trasparenza, fantasia, passione, concretezza, spirito di servizio e ciò che si attende da te l’elettore.

  6. Non scendere a compromessi sopratutto se questi ledono la morale.

  7. Avere un’idea di comunità, sostenibile e condividerla con tutti.

  8. Usare il cuore, e la testa, prima della bilancia e la forbice, maa sopratutto pensiero positivo, si può fare è lo slogan corretto.

  9. Fare piccole opere buone, con cadenza quotidiana

  10. Smettere di esserlo, dopo un tempo congruo, sicuri di aver fatto sempre la propria parte, ed insegnato tutto al proprio successore.

Sono sani ed auspicabili, ma la platea deve capire per chi vota, questo è difficile se la platea è ignorante, o prezzolata.

IL DECALOGO DEL CONTROLLO SOCIALE

news,NOTIZIE,politica,economia,societàOVVERO, COME CONTROLLARE IL POPOLO.

Professore emerito del prestigioso MIT ( Massachusetts Institute of Technology) Chomsky é anche un attento osservatore dei fenomeni sociali e dei mezzi utilizzati dai “media” per il controllo delle masse. Il suo Decalogo per il Controllo Sociale é più che mai attuale e profetico; specie per noi cittadini di un’Italia e di un’Europa che sta perdendo inesorabilmente la sua sovranità popolare…

 

 

news,NOTIZIE,politica,economia,società1-La strategia della distrazione
L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.
La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza.
Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).

news,NOTIZIE,politica,economia,società2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni.
Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

 

news,NOTIZIE,politica,economia,società3- La strategia della gradualità.
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni ‘80 e ‘90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.

 

news,NOTIZIE,politica,economia,società4- La strategia del differire. ( E’ l’europa a chiederlo …….balle ……balle…….bla..bla…bla….!)
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.

news,NOTIZIE,politica,economia,società5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini.
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno” (vedere “Armi silenziosi per guerre tranquille”).

news,NOTIZIE,politica,economia,società6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione.
Sfruttate l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, il senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti.

7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità.
Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù.
“La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori”.

8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità.
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti …

news,NOTIZIE,politica,economia,società9- Rafforzare l’auto-colpevolezza. Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!

 

news,NOTIZIE,politica,economia,società10- Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscono.
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.

 

news,NOTIZIE,politica,economia,società11 – un messaggio da una poetessa che personalmente stimavo per la sua genuinità, ( le mosche non riposano mai, perchè la merda è veramente tanta, ed aggiungo,  cresce quotidianamente nella politica Italiana.)

E per finire un breve pensiero di Pasolini.Non siamo più uomini;  Non abbiamo più neanche una vita balzana degli animali;  Siamo cose di cui solo gli altri possono disporre. Dobbiamo fare ribrezzo, per poter essere usati meglio da chi lo vuole; Perchè una sola libertà che ci rimane: è quella di tradirci. E infatti, in ognuno di noi, cova, col suo leggero tanfo malato alle viscere, il desiderio di poter finalmente ammiccare ai suoi padroni, che vengono a condannarlo. Vogliamo essere noi i primi aiutanti dei nostri assassini, che hanno inventato complicati meccanismi per ucciderci tutti insieme.

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