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La parabola del buon coglione ” I popoli sottomessi “

 

Il popolo “Italiano” è sottomesso ,è veramente coglione ?

C’è chi la pensa proprio così, spiluccando qua e là nei blog, un certo ( Mincuo ), mi ha incuriosito e stuzzicato, lui  lo asserisce e quanto qua di seguito scritto, è una sua opinione, ovviamente sua personale e penso senza offesa per nessuno, e ovviamente va sottintesa come pensiero e riflessioni come tale va inteso, troverete alcune riflessioni di mio pugno in corsivo per separare i contenuti, e rendere tutto più fluido, il racconto è comprensibile a tutti , buona llettura, accetto critiche ed opinioni.

 

Da parte mia, per restare in tema, il popolo Italiano non votante, cioè incapace di decidere di testa sua, che delega ad altri il proprio diritto e dovere di cittadino, è il 35% della popolazione, cioè la maggioranza è incapace di decidere le proprie sorti, non c’è da stupirsi se qualcuno asserisce quanto riportato, in Italia il 10% della popolazione comanda sul 90%  perchè ? ed è la mia riflessione questa quà.

 

Il popolo, quello spicciolo comune, quello che si arrabatta tutti giorni, sembra proprio che sia fatto di coglioni. Il suo ruolo da sempre, é scritto nella storia, ed

è sempre stato un coglione, mite, servile, schiavo, e prono al potere, ( un po’ fracchia di fantozziana narrativa, che con la satira mette il dito nella piaga, ed a nudo la vigliaccheria umana. )    

Questo popoloservile e sottomesso è’ stato allevato, educato per essere e rimanere un coglione,  quello è sempre stato il suo ruolo, subire, stringere i denti, restare prono e servile al potere, ed andare avanti, così come un mulo, come un asino, ma mai come un cavallo di razza, cioè sempre prono come fà un buon coglione.
E’ un coglione, anche perché non potrebbe essere altrimenti, la 
cultura da lui ricevuta e l’informazione a lui propinata, e

che ha negli anni ricevuto, è completamente fuorviante e fasulla, ma lui non se ne mai reso conto, perché è stato plasmato, è stato costruito per rimanere sempre un coglione.

La causa sta nell’istruzione  che ha ricevuto, e gli strumenti  messi a sua disposizione, sono stati  appositamente studiati e realizzati , affinchè non lo debba capire mai, è nato per servire, e non per comandare.

 

La cultura e l’informazione che gli hanno servito, quelli che si occupano di allevare coglioni, per intenderci, è appunto studiata ed artefatta a quello scopo, cioè a farne un gran bravo coglione.

 Fino a 200 anni fa, il coglione era un po’ meno coglione, perché nella sua ignoranza totale, almeno una cosa la capiva, e cioè che era un povero coglione, soggiogato dalla forza e dalla prepotenza dei potenti di turno. Poi il mondo è cambiato, ed un giorno i furbi, gli hanno raccontato una nuova bella favola, e cioè, che lui il coglione, non è proprio così coglione, ma anzi è un protagonista, è lui che decide, lui è l’attore del suo futuro, e lui può cambiarlo quando vuole, e lui essendo bene istruito, credette a quella favola, e fino a tutt’oggi ci crede, ma come mai non è in grado di decidere, scegliere, nominare neppure chi deve rappresentarlo in parlamento. . . ?.Non vota lascia carta bianca ai furbetti, non si oppone resta prono non ha coraggio e non sa farlo.

 Questa bella favola fu creata ad arte, e con pieno successo. Si chiama Democrazia, il popolo che decide, e si autodetermina, chi l’ha scritta questa favola era consapevole che, un popolo ignorante, è sempre un coglione, e perciò non ha a disposizione tutti gli strumenti dei furbetti, l’ intelligenza, la cultura, l’organizzazione, ma sopratutto i mezzi, e le strategie, perciò non preoccupa i furbetti loro vinceranno sempre. ( sopratutto gli squali furbetti quelli sanguinari, quelli in alto, molto in alto)

L’unica cosa che il coglione possiede, ma non lo sà, è il gran numero circolante in uno stato, cioè a parte che i coglioni sono sempre una coppia, e mai da soli, è che di coglioni ne esistono tantissimi, proprio un gran numero, ed è questa l’unica cosa che preoccupava i furbetti, che sono soltanto il 10% della popolazione,  ed aveva anche creato qualche piccolo grattacapo in passato, perciò si è inventata una bella favola, per evitare che i coglioni fossero uniti fra loro, unica grande preoccupazione dei furbetti, cosa  per quanto remota, ma sempre possibile, l’unione del popolo.!…! Non dve mai accadere. . . . .


Perciò, ed  a tal proposito si è creato il coglione di estrema sinistra,che non deve parlare con il coglione di sinistra, il coglione di centro sinistra, non deve comunicare con il coglione di centro, il coglione di centro destra, non deve ammiccare il coglione di destra, ed il coglione di estrema destra, non deve comunicare con nessuno, poi ci sarebbe il coglione verde in quanto acerbo, che schifa il coglione ambientalista, c’è il coglione pacifista che schifa la guerra e non dialoga con gli altri e così via, ecc…. ( Capito la furbata, i furbi uniti,  per così dire si ammazzano sì fra loro, ma contro il popolo coglione, sono sempre uniti, insegnano ai coglioni ad odiarsi fra loro, ” e dividi ed imperat,”   comandano sempre loro, il 10% della popolazione.
Una grande varietà di coglioni, e non più il coglione unico o in coppia, che uniti formerebbero una massa enorme di teste, che se si muovessero uniti all’unisono, sarebbe un vero dramma per i furbetti, quindi loro li hanno divisi con ogni mezzo con l’unico scopo il potere in mano ai pochi furbetti.

Perciò ,è sorto il razzismo, si è spinto un coglione contro un altro coglione, ed ogni coglione sinistro pensa infatti di essere diverso e migliore del coglione destro, e viceversa, quello destro pensa a sua volta la stessa cosa, ed il furbetto che ha organizzato la farsa campa a sbafo. ( fra i litiganti è il terzo a godere. )
Con questa bella favoletta, anche quel piccolo problema di possibile comunicazione, tra coglioni, si è così risolto, facciamoli bollire fra di loro, tanto il brodo sarà sempre nostro, capito mi hai ?

  Una volta il coglione normale sapeva che c’era una monarchia da mantenere, una corte da sfamare e servire, la Chiesa ed i suoi preti da rispettare e mantanere, e poi tutta una burocrazia di militari e mercanti da sostenere, ed infine e non da meno i banditi ed i bravi al soldo dei ricchi da temere, ed infine…… come ultima ruota del carro, lui, si proprio lui il popolo coglione sottomesso, un po’ con l’astuzia ed anche molto, con la forza e la violenza, basta vedere la polizia chi protegge, mica il popolo che chiede un pezzo di pane, protegge il ricco e furbetto,  ma tutto ciò, anche le botte prese non fanno capire ai coglioni che uniti e non divisi vincerebbero, e continuano per la loro strada da bravi coglioni il grande Ghandi, ha insegnato al mondo intero che non servono armi pper vincere, essere uniti è l’arma più potente, ha sconfitto una nazione molto determinata come la gran Bretagna con la sola disobbedienza civile. ( è difficile da capire ? se si è la risposta, sei un coglione irrecuperabile. )

LA RIVINCITA DEI FESSI :                                                                                                         Riusciranno i nostri eroi a capire la realtà qual’è ? . . . . . quanti hanni passeranno per capire ? . . . . .

 

Se però il coglione aprisse  un tantino gli occhi, ed  avesse la consapevolezza di essere veramente un coglione, e se verificasse un pochino che nella sua storia ha sempre fatto il coglione, non lo accetterebbe non di buon grado , ma penserebbe , come è potuto accadere, si preoccuperebbe almeno di come avere, ed ottenere il miglior status di coglione possibile, l’unica cosa saggia pensa lui , ottenendo lo status di coglione individualista, senza pensare che, sono i numeri a fare la differenza. Tutti i coglioni uniti cosa potrebbero ottenere, invece dei single al soldo dei furbetti.
Così da poter contrattare con la monarchia, o la democrazia oligarchica attuale, un suo ruolo più accettabile di popolo coglione, capirebbe pure con chi prendersela, e con chi trattare, potrebbe sempre trovare qualcuno che ha interesse a sostituire il monarca e la corte, ( del tipo Rivoluzione Francese ) con ciò costituendo una piccola minaccia nei confronti dei furbetti di turno in essere, che cercheranno di trattare un po’ meno peggio il povero popolo coglione.

Ma purtroppo oggi il popolo è molto regredito, e come coglione individualista, gli hanno propinato la favola ancora  più bella, appositamente per lui calzante, la democrazia oligarchica finanziaria, E per assoggettarlo, l’idea della sinistra e la destra, che sono antagonisti, devono odiarsi picchiarsi, a solo vantaggio dei ricchissimi oligarchi, e lui essendo un bravo coglione, ed ignorante l’ ha bevute tutte  d’un fiato.
E così va il mondo diviso da due secoli, fra ricchissimi furbi e poveri coglioni.

Proprio come farebbe un bravo coglione, fine della favola.

Miliardari in fuga, e dove andranno ?

fuga,miliardari,economia,ladri,banditiQuesta fuga a che serve. . .?

Perchè accadono. . . .?

A chi giovano queste politiche della globalizzazione. . . .?

L’avvento della dittatura delle banche, dove la borsa non finanza più le industrie, ma gode soltanto degli interessi sul capitale, dove ci porterà. . . . . ?

Una nazione senza industria, che futuro può avere. .  . ?

Torniamo al medio evo. . .. . . . . ? A chi gioverebbe. .?

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                                                  banche,ladri,corrotti,stati canaglia1° – Alle Banche interessa che lo stato abbia sempre un debito maggiore, perchè vivono di interessi, quindi hanno interesse opposto a quello del popolo che paga il debito alle banche attraverso le tasse pagate dal popolo, quindi meno interessi meno tasse da pagare, anche per gli imprenditori, che hanno gli stessi  interessi come il popolo, meno debito meno tasse anche per loro, semprechè la politica di turno, sia onesta, e non faccia profitti illeciti, e vari trucchi che negli anni abbiamo visto e toccato con gli aumenti continui delle tasse.

banche,ladri,corrotti2° – Agli stati europei nostri “alleati” e rivali, sempre in concorrenza con noi, concorrenza a volte leale e spesso sleale, Purtroppo in Europa, si è fatta L’ unione di banche ma non di stati, abbiamo nazioni “partner” Europei, tipo la Croazia, che ci rubba contribuenti e tasse, I nostri signori miliardari Italiani, che importano dalla Cina, India, Corea, Taiwan, Turchia etc, hanno tutti una base o ufficio in una di queste nazioni canaglia, dove fanno girare solamente la carta, lì acquistano e si rivendono in Italia i loro prodotti, e li rimangono tutti gli utili, che vengono tassati molto poco circa il 18%, contro il 55% in Italia. Ed  in Italia questi signori, fanno utili bassissimi, da ceto medio. A queste nazioni conviene l’Italia sempre in crisi, soltanto così siamo la loro fortuna, vivono del nostro lavoro, quindi finanzieranno gruppi politici, e quant’altro,  affinchè facciano restare così le cose, se cambiano finiscono le galline dalle uova d’oro.

banche,ladri,corrotti3° – Alle industrie Europee, nostre concorrenti, conviene tenere questo stato di cose, in Italia,  più problemi alle nostre aziende più fatturano le loro, anche questi sicuramente finanzieranno dei gruppi politici o movimenti affinchè si creino dei problemi in parlamento, e non si riesca a governare, più caos più soldi per loro, ed ecco che affiorano 250 liste alle elezioni, chi le finanza tutta questa gente, chi ha tempo e soldi da buttare?     Però crea caos e confusione durante le votazioni e così, si raggiunge lo scopo,il popolo confuso e diviso, crea sempre maggioranze instabili e l’ingovernabilità, perciò nulla si cambia vincono i nostri concorrenti esteri, i nostri “partners” e le banche, Alla fine il popolo Italiano paga sempre le conseguenze, deve aprire gli occhi e capire cosa a Lui conviene, e farlo senza distinguo ed ideologie.

 

 

In campagna elettorale tutto è lecito !

elezioni.corruzione,spesa pubblica,ladri,politici

INIZIANO LE FINTE PROMESSE. . . . . . . . . TUTTI PROMETTONO ED I FESSI ABBOCCANO !

IL POPOLO ITALIANO ASPETTA LE PROMESSE, IL PARTITO CHE NON LE FARA’ PERDE LE ELEZIONI.

NON E’ COLPA DEI PARTITI, MA DEGLI ITALIANI CHE SONO COSI’ CRETINI, CHE CERCANO UN ALIBI PER VOTARE CHI LI PRENDE PER IL CULO, SONO PATETICI, SONO ITALIANI. .  . !

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La spesa pubblica cresce, e la disoccupazione pure, come mai, ci avete mai pensato?

elezioni.corruzione,spesa pubblica,ladri,politiciIl clientelismo signori, significa corruzione, significa lobbiees di potere, scambio denaro potere, nel clima delle elezioni si creano le lotte al potere, una vera e propria scalata.

Chi vince paga il conto, la fattura al popolo Italiano, non se ne esce da questo vortice, ogni partito spera che l’altro diventi onesto, per poter vincere disonestamente, quindi nessuno cambia.

E’ il popolo che deve cambiare, e pretendere il cambiamento.

Dalla pentola alla brace, chi paga sono i poveri

Monti,Berlusconi,grillo,Bersani,VentolaPeggio di così… si dice già…siamo fregati ………..

 

 

 

 

 

Appena un anno or sono, un uomo di nome Mario Monti viene nominato senatore a vita: non lo furono Monicelli, Gassman, De André, Bacchelli, Sinopoli, De Filippo, Rubbia, Montanelli, Gigi Riva, Enzo Biagi, Sordi… quali meriti aveva quest’uomo? Non si sa, a parte una mediocre gestione di parecchie aziende, alcuni flop, molto pour parler, ma la vicinanza con il mondo bancario, quello giusto e la nomina a commissario europeo da parte dell’adesso “nemico ” ed avversario Silvio Berlusconi.

Un grigio Travèt viene nominato prima senatore a vita, poi presidente del consiglio – le minuscole non sono dei refusi, e così si dà vita al più trasgressivo esperimento politico della Repubblica, dalla sua nascita. ” si potrebbe definire quasi un colpo di stato “

Sono nominati ministri personaggi sconosciuti, con la scusa che erano “professori”: ed  assistiamo oggi, dopo una serie di tentativi di governare e cercar di cambiar qualcosa, andati a vuoto, con risultati scadenti,  alla più misera corsa al seggio da parte delle stesse persone gli ex professori.    Non importa con chi: basta esserci, continuare a percepire stipendi da favola, a garantire ai propri figli sicurezza, poco “choosy”  come hanno fatto la Fornero e la Cancellieri – a nominare la propria compagna in un posto chiave della CONSIP – l’ente che cura tutti gli acquisti della Pubblica Amministrazione, come ha fatto Grilli, e mille altre miserie di questa gente senza nome e senza onore, a noi imposte con la forza.   Tutto ciò perché?

 

Poiché l’aveva deciso la BCE,  alcuni anni or sono:  che gli Stati non sono più affidabili monetariamente, e  per la gestione dell’economia finanziaria, dobbiamo intervenire  in prima persona.   Esperimento Italia, dopo un esperimento Grecia che,  trattandosi di un piccolo Paese,  non forniva troppe certezze per l’avvenire, poi aveva persino scoperto nelle sue acque pure tre pozzi petroliferi poverina, ed una miniera d’oro che disgrazia, facciamola fallire così gli rubiamo tutto. Nutro sempre seri dubbi sull’unione europea e sull’Euro, a mio avviso la fregatura c’è stata, e penso con spietata premeditazione.

 

La cosa ebbe inizio negli ultimi tempi di George W. Bush: non potendo più stampare dollari

in continuazione, (anche senza più pubblicare i certificati M3) e poiché il valore del dollaro andava erodendosi nei confronti dell’euro, ma anche dello yuan, i pensatori, think tank statunitensi trovarono il trucco per raggirare gli alleati Europei.

 

S’iniziava a parlare da più parti di mercato del petrolio in euro e certi stati già lo facevano in sordina : questa  è stata la molla che ha fatto scattare la fine di Saddam Hussein, ed è iniziato l’attento “monitoraggio” dell’Iran l’India il petrolio  lo paga in oro .               Gheddafi che era già in Europa con i suoi soldi, ed investimenti, lo faceva tranquillamente, e non voleva rinunciare al previlegio, perciò si è deciso  meglio morto: non si sa mai, qualcuno segua il suo esempio.

Monti,Berlusconi,grillo,Bersani,VentolaVennero così stampati i famosi “titoli spazzatura Americani carta straccia tutti fasulli”  Questa  storia è quella  che conosciamo,  basandosi sulla “solidità” del mercato immobiliare USA (!) e sulla certezza che John Smith,  di scuolabus e barista a tempo parziale riuscisse a pagare 200.000 dollari in vent’anni avendo, come paga, il minimo salariale di 6,5 dollari l’ora.

 

Quindi, li hanno rivenduti a mezzo mondo con sconti “fantasmagorici”: al 50, 30, 20% del titolo originale…basta prendere soldi buoni. In pratica, come fa la n’drangheta per riciclare i soldi della cocaina.Perciò forniamo titoli spazzatura a tutti i comuni, regioni Italiane, portandole alla bancarotta, durante il ventennio Berlusconi, questo ha fatto la pubblica amministrazione Italiana, ha bruciato i nostri soldi arricchendo l’America, certo che ci hanno dichiarato inaffidabili, basta guardare i fatti lo siamo stati veramente.

 

Non contenti, chiesero aiuto all’Europa la quale – fraternamente e generosamente – partecipò al “piano Paulson” fornendo linfa vitale – come Royal Bank of Scotland ed UBS – per poi chiedere aiuto alle finanze pubbliche. Le quali, non hanno altro mezzo per trovare soldi nell’immediato che tassare e tagliare lo stato sociale.            

Poi arrivarono i democratici, quelli “buoni”, che rinverdirono i fasti bellici dei Clinton: il marito si limitò alla Jugoslavia, la moglie ha fatto meglio, tutto il Nord Africa. Al prossimo segretario di stato la Siria pegherà il conto, tutto per sostenere gli Americani, che ci fregano di continuo, e ci derubano, è ora di finirla rivogliamo la Lira.

L’ultimo anelito di burattinai nostrani si è consumato di notte, la notte dell’approvazione della “legge di stabilità” (la Finanziaria) con l’incredibile esclusione dei titoli derivati dalla Tobin tax, che metterà a rischio i conti pubblici per una previsione di 1,1 miliardi di euro. Pazienza: taglieranno ancora un po’ la Scuola e la Sanità, tanto per loro ci sono la sanità di Montecitorio e le scuole dei Gesuiti (1).

 

 

 

 

 

SIAMO DIVENTATI PREDE DELLA FINANZA

 QUELLO CHE DOVETE SAPERE DI ECONOMIA.

 

BANCHE,BANCHIERI,POLITICI,Non sto scherzando. Se capirete quello che sto per scrivere, non avrete bisogno di capire altro di economia. Faccio questo perché so benissimo che le vostre vite sono già troppo difficili per chiedervi di studiare l’economia. Ma dall’altra parte se non capite l’economia siete fregati, vi mangiano anche le tasche, è quello che sta succedendo. E allora ecco un compromesso, e se lo capite siete già salvi.

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n. 1. Lo Stato che tassa è, in linea di principio, un tiranno, vi spiego perchè:

Seguite questa storia:   C’è un’isola, ci vivono 1000 persone, che hanno tutte un lavoro. Pesca, caccia, cucinare, riparare, fare capanne e barche, decidere le regole, coltivare cose, fare vestiti, ognuno è libero di fare onestamente, e rispetto altrui ciò che gli serve per vivere, ecc.

Disoccupati zero, tutti hanno da fare. Arriva una nave con i cannoni, carica di soldati, con un capitano. Sbarcano e dicono agli isolani: “Vi paghiamo 10 dei nostri soldi al giorno se lavorate per noi”. Gli isolani: “No, grazie. Non c’interessa, abbiamo già i nostri lavori, ciao”. Il capitano: “Ah, no? Allora: se ciascuno di voi isolani non ci paga 2 dei nostri soldi al giorno di tasse, noi vi bombardiamo le capanne e le bruciamo tutte”. Di colpo gli isolani sono costretti a trovare i 2 soldi al giorno del capitano,  cioè sono obbligati a lavorare per lui anche se non ne avevano bisogno, se no sono nei guai. Devono lavorare per lui perché quei soldi li ha solo il capitano è la sua moneta. Cioè di colpo gli isolani sono tutti disoccupati, perché coi loro lavori di prima non guadagnano i soldi del capitano che ora sono vitali. Il capitano, con la forza, ha imposto agli isolani la sua moneta, e c’è riuscito imponendo una tassa in quella moneta, che, se non pagata, mette gli isolani in grossi guai. Le tasse e il potere costringono gli isolani ora a lavorare per il capitano.

Lo Stato in questo caso, è il capitano. Solo lo Stato ha la moneta, cioè solo lui la può emettere. Lo Stato tassa tutti i cittadini, e li costringe a pagare le tasse per legge,  e solo con la sua moneta. Quindi lo Stato costringe i cittadini a lavorare per la sua moneta, cioè per lui. Se i cittadini non lavorano per la moneta dello Stato, essi sono di fatto disoccupati, perché qualsiasi altro lavoro facciano – che sia pagato in patate, stoffa, vino, legna, o con la moneta fatta dal signor Tino – non gli permette di pagare le tasse imposte dallo Stato nella sua esclusiva moneta, e vanno nei guai. Quindi devono per forza abbandonare il lavoro pagato in patate o con la moneta del signor Tino e cercare un lavoro pagato con la moneta dello Stato.      In tutto ciò lo Stato è tiranno, perché a causa delle tasse che lui impone, nessun cittadino di fatto può lavorare pagato in qualcos’altro, e siccome alla fine tutti i cittadini devono pagare le tasse, tutti accettano in pagamento per qualsiasi cosa solo la moneta dello Stato.

n. 2. Lo Stato, come monopolista della moneta, non ha solo il diritto di tassarci, ma ha anche il dovere di darci i soldi che ci servono a star bene, e vivere e lo fà a nostre spese.

Il punto chiave è questo: lo Stato è il padrone della moneta, come il capitano, solo lui la emette. Noi cittadini, per averla lavoriamo e la guadagniamo, e poi la usiamo. Quindi lo Stato è il monopolista della moneta, significa che solo lui la produce e nessun altro. Ok?

BANCHE,BANCHIERI,POLITICI,Allora: lo Stato produce la moneta e ce la dà per il nostro lavoro – e lo fa con la spesa pubblica. Poi lo Stato si riprende quella stessa moneta – lo fa con le tasse.    Quindi è elementare che se lo Stato decide di tassarci 20 monete, come minimo ci deve prima aver dato 20 monete, ok? Se no come fa a riprendersele?  Del nostro lavoro che ci rimane ?

Ma se lo Stato dà ai cittadini con la spesa pubblica 20 monete, ma poi se le riprende tutte e 20 con le tasse, noi che non possiamo creare la moneta con cosa mangiamo? Con cosa compriamo casa? Con cosa ci paga il nostro titolare? Con cosa manteniamo i figli? Con cosa ci curiamo? Come facciamo a risparmiare?

Cioè: se lo Stato fa il pareggio di bilancio (spesa pubblica = 20 monete, tasse = 20 monete) a noi non rimane neppure un centesimo per vivere.  Ma peggio: il cittadino a quel punto potrebbe dire “ok caro Stato, tu fai il pareggio di bilancio, mi lasci zero soldi in tasca , e allora per vivere io vado a lavorare anche per un’altra moneta quella del signor Tino, che me ne dà di più”. Eh no! lo Stato te lo impedisce, primo perché nessun signor Tino può stampare moneta, secondo perché già tutti noi lavoriamo tutto il giorno per guadagnare la moneta dello Stato e non ci rimane il tempo.

Lo Stato qui è evidentemente tiranno. Allora…

Noi cittadini accettiamo la regola dello Stato per cui:   tutti lavoriamo per la sua moneta, che solo lui puoi emettere (Stato = monopolista della moneta), e tutti gli paghiamo le tasse con la sua moneta, che ci taglieggia.

Ma visto che noi non la possiamo creare né andarcene a cercare un’altra, e visto che noi dobbiamo però anche mangiare, abitare, curarci, risparmiare e mantenere i figli, lo Stato non ci può solo dare la moneta sufficiente per pagare le tasse, cioè non può e non deve fare il pareggio di bilancio (spende 20 e ci tassa 20). Lo Stato, che è il monopolista della moneta, deve anche darcene a sufficienza per vivere e stare bene, e lo deve fare in questo modo:

A) dandoci più soldi di quelli che ci prende in tasse. Cioè lo Stato deve fare il deficit di bilancio (spende 30 e ci tassa 20 così ci rimangono 10 monete per vivere e per risparmiare).

B) facendo sì come prima cosa che tutti noi possiamo trovare un lavoro per pagargli le tasse (cioè crei la piena occupazione), visto che ci costringe a pagarle (se no è tiranno due volte, perché costringe tutti a pagare le tasse ma non fa trovare a tutti i posti di lavoro nella sua moneta per pagarle).

Se non fa questo, cioè se non ci lascia abbastanza denaro (spesa a deficit dello Stato) e non ci offre abbastanza lavoro per tutti, lo Stato, che è il monopolista della moneta, è un TIRANNO. Ma peggio, impone una dittatura della moneta.

Ci costringe a quel punto, col pareggio di bilancio, ad andare a cercare i soldi per vivere, per lavorare e per mantenere i figli in due posti precisi:

C) nelle banche, facendo debiti (ecco perché nell’Italia dei pareggi di bilancio l’indebitamento privato sta crescendo vertiginosamente)

D) andando a pescare nei nostri risparmi, o facendoci svendere le case o l’oro di famiglia (ecco perché il risparmio italiano è crollato ora come mai prima)

Conclusione: se tu cittadino Marco o tu cittadina Laura avete compreso quanto sopra, avete compreso tutto quello che vi serve sapere in economia per rivendicare da elettori il vostro diritto a vivere dignitosamente in uno Stato che non sia tiranno. E’ un diritto che è persino garantito da due articoli della nostra Costituzione:

Articolo 4: La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Articolo 36: Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.

Promuovere le condizioni per far vivere tutti in modo dignitoso e per far lavorare tutti, significa precisamente uno Stato che faccia il deficit di bilancio, e NON il pareggio di bilancio.

BANCHE,BANCHIERI,POLITICI, E non vi fate spaventare da quelli che in tv o sui giornali dicono che i deficit sono un disastro pubblico. Usate la vostra testa: l’Italia ha fatto deficit di bilancio dal 1948 fino all’arrivo dell’euro, ed era fra i 7 Paesi più ricchi del mondo, precisamente per le ragioni dette sopra. Poi è giunta L’Europa delle Banche, ha sposato, con Berlusconi e poi Monti, il pareggio di bilancio, e oggi siamo sprofondati fra i ‘Maiali’ (PIIGS) d’Europa, svergognati, umiliati. Francia e Germania, che erano grandi potenze economiche, hanno voluto anche loro rincorrere i pareggi di bilancio, e oggi stanno lentamente crollando, come scritto sui maggiori quotidiani economici. L’America e il Giappone, invece, continuano a fare deficit su deficit, e sono ancora le due più grandi potenze economiche mondiali. Pensate: gli Stati Uniti non smettono di fare deficit dal 1837. Sono mai falliti?

Usate la vostra testa. Due meno due fa? (zero in tasca a noi cittadini). Quattro meno due fa? (due in tasca a noi cittadini). Meglio il pareggio di bilancio o il deficit? Cioè:

LO STATO E’ IL MONOPOLISTA DELLA MONETA*, SOLAMENTE LUI LA PUO’ CREARE. NON PUO’ SOLO SPENDERE 20 PER NOI poi,E  TASSARCI di 20. A NOI COSA RIMANE? NOI NON POSSIAMO CREARLA. LO STATO DEVE ANCHE DARCENE ABBASTANZA PER VIVERE NEL BENESSERE. LO DICE LA COSTITUZIONE ITALIANA. SE NO, E’ UN TIRANNO.

* (nel caso dell’Eurozona lo Stato è la Banca Centrale Europea, per il resto il ragionamento rimane identico)

 

BANCHE,BANCHIERI,POLITICI,BANCHE,BANCHIERI,POLITICI,Però la gente “media” l’Italiano secondo me, e mi posso anche sbagliare,   non lo capisce perchè l’orizzonte di intellegibilità della gente media è limitato, non supera i conti del giorno.  Come si può dire ,Se io prendo un quaderno, e nella pagina di destra scrivo le ENTRATE.i soldi guadagnati, Ed in quella di sinistra scrivo le USCITE, i soldi spesi.     Ecco io – uomo della strada, impiegato, parrucchiere, “massaia” ( di una volta …oggi donna di casa), devo stare attento a far si che il saldo ( differenza fra le entrate e le uscite in EURO) sia sempre positivo, cioè mi rimanga qualche soldino.  Questo nel medio termine ( giorno/mese) e nel lungo termine ( anno). La sana economia di una volta. Fino più o meno a quando sulla banconota da 500 Lire c’era scritto “REPUBBLICA ITALIANA”.

Nessuno di quelli che vive la vita economica giorno x giorno è in grado di aggiungere nel proprio quaderno l’erosione (uso un eufemismo per non dire truffa ) operata, in quel rozzo bilancio o conti della serva, dal fatto che la moneta l’EURO è una moneta PRESTATA dalle banche e non di proprietà. Nessuno è in grado di mettere nel quadernino l’effetto della moneta quando viene creata e cioè emessa viene messa a DEBITO e non a credito di chi la utilizza e la “valorizza” col lavoro, quindi col sudore, ricevendone la doppia fregatura: quella della differenza tra il valore nominale e il costo di emissione ( o signor aggio + quella dell’addebito invece che dell’accredito). E per finire nessuno sa qual”è o quale potrebbe essere IN SOLDONI il beneficio effettivo dell’uso della MMT sempre in quel benedetto quadernino di tutti i giorni.

La gente media, la maggioranza della gente “non vede” OLTRE l’orizzonte del quadernino, perchè quello è l’orizzonte della “mangiatoia” dove mangia tutti i santi giorni. Ci vorrebbe forse un novello Maestro MAnzi, si quello di “non è mai troppo tardi”.. ( si vede che sono attempato eh..) che si mettesse alla lavagna a spiegare l’ABC, con ESEMPI pratici. E sono sicuro che gli esempi pratici farebbero bene anche a molta gente che lavora in Banca. Ma figuriamoci se la RAI .. ecc. ecc.

Punti di vista diversi :

Lo Stato non ha il controllo della moneta, essa sembra (vedi Prof. Auriti) essere proprietà delle banche che la creano dal nulla, stampandola e la prestano allo Stato,  ed ai privati. Sì, la moneta è volutamente  sempre scarsa, altrimenti non sarebbe possibile alle banche avere il controllo tramite lo strozzinaggio (debito). Manca sempre moneta per pagare le tasse e dobbiamo tutti lavorare, in modo schiavizzante, per pagare gli interessi. Una vera estorsione da codice penale.

Però, l’uscita c’è e possiamo attuarla senza necessità delle banche o dello Stato: il BARTER o, in italiano, BARATTO o scambio, meglio se multilaterale dentro un circuito. La legge lo prevede, è la permuta secondo il codice civile. Si pagano le tasse, ma la necessità di credito (debito) per la produzione e acquisti di materia prima è molto ridotta, se non addirittura eliminata. La moneta diventa il solo un mezzo di scambio e qualsiasi uso al di fuori di esso causa problemi, il problema reale sono gli interessi che per loro natura debbono essere banditi.

Inoltre, possiamo creare monete diverse da quella ufficiale. Ogni cambiale o promessa di pagamento futuro può passare di mano e funziona come moneta (se c’è la fiducia). Un semplice buono sconto (promessa di riduzione del prezzo) può avere un valore reale. Le compagnie aeree (e non solo) emettono dei “punti” secondo i km volati dal cliente che possono usufruire di reali sconti negli acquisti come se questi “punti” fossero denaro.

Non credo sia possibile sostenere l’attuale inganno finanziario per molto tempo ancora, la realtà è molto semplice: LAVORO = RICCHEZZA, chi lavora produce ricchezza, chi stampa pezzi di carta, ed estorce interessi  no.

Altra angolazione :

Prima considerazione forse errata, nell’esempio, è l’identificazione del Capitano con lo Stato: semmai, il capitano potrebbe rappresentare quello che una potenza coloniale, il FMI, la BCE, la Federal Reserve, che viene a depredare le risorse di un paese con la violenza o con i trucchi della finanza, che non ha nulla a che vedere con lo “stato” del paese colonizzato dai banchieri, se non nell’ingerenza, e nelle sue politiche al fine di corromperne i governanti a proprio favore,vanno rivisti i trattati Europei sulla Moneta unica.

– Seconda considerazione errata ricorrente, l’idea che stampando i soldi a deficit si possa aumentare il POTERE D’ACQUISTO della popolazione, accadrebbe che aumentano i prezzi, a produzione stabile, il prodotto deve aumentare per calmierare i prezzi.

Esempio ; Restando sulla nostra isola, supponiamo che vi abitino 5 famiglie, ognuna dedita alle attività quotidiane comuni, più una specifica attività commerciale: una famiglia produce noci di cocco, una banane, una pesce, una materiale per le capanne, e una imbarcazioni. Sempre semplificando, supponiamo che dall’attività degli abitanti vengano prodotte ogni mese 100 noci di cocco, 100 chili di pesce, 100 chili di banane, 100 travi per costruire capanne e 100 remi per le barche. E supponiamo che ogni prodotto valga 1 moneta locale, e che in circolazione vi siano esattamente 500 monete locali: ( attenzione agli interessi ) 500 prodotti per 500 monete. La famiglia che produce cocco potrà comprare pesce, banane, e altri beni in commercio con la vendita dei suoi prodotti, vende 80 noci (20 le mangia direttamente) e compra 20 chili di pesce, 20 di banane, 20 travi e 20 remi  ma ne dobbiamo restituire  525 monete, a chi ce le ha prestate, da dove le prendiamo quelle mancanti, depredando l’isola vicina ?

 Andiamo avanti i remi si rompono sempre, bisogna comprarne molti di più…. la produzione è stabile a 100. Ci siamo? bene, ora cosa succede se alle 500 monete in circolazione ne vengono aggiunte magicamente altre 500? ( aumenta il debito da 25 a 50 che non sapremmo mai da dove prenderli se non rubandoli nell’isola vicina )  Che ognuno comprerà il doppio di prodotti, non è possibile che le palme produrranno il doppio di noci di cocco, i pesci e i pani si moltiplicheranno? No, dopo qualche assestamento iniziale, i prezzi raddoppieranno, una noce di cocco costerà 2 monete invece che una, e così gli altri prodotti e si ricomincia con il dilemma, senza soluzione, se non quella di abolire gli interessi sulla carta moneta.

Veniamo alle TASSE. La nostra isola che funzionerebbe all’incirca così: gli abitanti vivono felici, pesca, caccia, agricoltura, capanne, acqua, cucina, e disoccupati zero. Gli abitanti sono organizzati in una società, che rappresenta l’intera collettività e gli interessi comuni, con decisioni che vengono prese in pubbliche assemblee: lo Stato. Gli abitanti iniziano a specializzarsi secondo le loro capacità, chi nella pesca, chi nella caccia, chi nell’architettura, chi nell’agricoltura….. E scambiano i loro prodotti col baratto, finchè il capovillaggio, portavoce della comunità, propone l’introduzione della moneta per facilitare gli scambi.

Si decide che ogni famiglia dia un contributo monetario di 10 monete al mese alla comunità, che provvederà con questi soldi a ingrandire la capanna comune per le assemblee, ad aprire un sentiero pavimentato per andare alla fonte di acqua dolce, a costruire un porticciolo per proteggere le imbarcazioni dalle tempeste,  ecc… Tutte opere che singolarmente nessun individuo singolo potrebbe realizzare. Per fare tutte queste opere, lo stato pagherà alcuni lavoratori con le monete comuni, i quali spenderanno le loro monete per comprare cocco, pesce, travi, remi, e tutto quanto non potevano autoprodurre perchè impegnati nelle opere comuni. E i prezzi? Se non si è introdotta nuova moneta, saranno scesi del 10%, che corrisponde esattamente al regime di tassazione (se i soldi circolanti restano solo il 90%, allora il prezzo delle banane, del cocco, e degli altri beni scenderà da 5 a 4,5 monete: 500 prodotti contro 450 monete in circolazione).

Resta sempre da risolvere gli interessi, la carta moneta che non riceviamo ma dobbiamo rendere, cioè gli interessi sul debito da dove escono ?

Cosa si conclude da tutto ciò,Che lo Stato non viene a saccheggiare (o almeno non DEVE esserlo…), ma è l’istituzione in cui si organizza l’intera collettività, e dovrebbe rappresentare gli interessi della collettività. Che i beni e i servizi che noi usiamo ce li dobbiamo produrre con il lavoro (o continuare saccheggiarli da altri, come abbiamo sempre fatto), e non con la stampante di moneta. Quando gli abitanti del villaggio decidono di costruire la strada con i soldi delle tasse, questo sarà un extra lavoro, pagato da tutti gli abitanti tramite una tassazione che corrisponde ad un calo di prezzo dei loro prodotti venduti. Finita la strada, potranno tornare a vivere come prima, anzi meglio, perchè camminano più comodi nella giungla, e diminuire o sospendere la tassazione fino ai prossimi lavori collettivi. IL PROBLEMA NON È LO STATO E NON SONO LE TASSE, ma chi amministra male lo stato e ruba o fà rubare i soldi delle nostre tasse. . .!  Sopratutto chi si allea con gli strozzini a nostro danno.

CONCLUSIONE :

la metafora è adeguata, vista e rivista da angolazioni diverse,  se capiamo che il capitano rappresenta i poteri forti che attualmente vogliono la distruzione dell’economia e del tessuto sociale italiano; una volta stabilita (e dimostrata) la volontà del dolo, allora regge anche la citazione dell’art dellla costituzione e si può intraprendere un’azione di qualche natura; suggerisco di chiedere lumi al costituzionalista Ainis sul da farsi; se ci sono margini x una denuncia al tribunale dell’Aia, spero che si  troveranno migliaia di sostenitori.

p.s. il capitano della nave italia è stato delegittimato dagli ammutinati, che si sono sostituiti a lui con la forza, ci hanno imposto un personaggio non votato ma, nominato dall’alto.   (cfr.LEGGE 20 giugno 1952, n. 645)  Lo spread ( gli interessi imposti )significa che un paese, una intera nazione dipende dai mercati finanziari punto e basta, Germania, Franca Stati Uniti poco importa, chi siede al banco vince e vince sempre!

 Per quanto riguarda il nano, non mi è mai piaciuto,non è ne diplomatico( le sue affermazioni sui politici. .  ) tantomeno un politico, ma ricordate cosa disse mesi fa? L’euro dovrebbe essere emesso dalla zecca italiana, lo condivido pienamente.      .      Lo ha detto quando non era più al governo e non contava una mazza,ma è sempre molto acuto, con il fiuto,  bravo a capire dove tira il vento,  ma purtroppo con il timone, ed un pò di topa vicino, e ce ne era anche  troppa, è peggio di Schettino, ci parcheggia tutti sugli scogli. . . !

RICAPITOLIAMO :

All’origine dell’impennata dello spread ci fu Deutsche Bank, che nel luglio 2011 vendette una quantità ingente di Btp, Si parla anche di 7 miliardi. Un rilascio sul mercato di queste dimensioni avrebbe fatto innalzare perfino la temperatura delle calotte polari. Ora sappiamo anche perché: il 20 ottobre 2011 Deutsche Bank presenta un lungo lavoro al Governo tedesco e alla Troika (Fmi, Bce e Ue), intitolato “Guadagni, concorrenza e crescita“, nel quale chiede esplicitamente che vengano privatizzati i sistemi welfare e i beni pubblici di Francia, Italia, Spagna, Grecia, Portogallo e Irlanda.

Prima mettono nel mirino i Paesi da invadere, poi li mettono in crisi, aumentando artificialmente gli interessi sul debito pubblico, poi mandano la cura, presentandola coma la sola possibilità. La terza guerra mondiale è servita, senza spargimento di sangue: un bottino facile facile, ottenuto con la complicità dei servi sciocchi e mediante l’introduzione di un cavallo di Troia.

Il Governo dei nani e delle ballerine non fu certo un esempio nella storia di questa travagliata Repubblica, ma ciò non toglie che Berlusconi dica il vero quando indica nella Germania il braccio armato e l’utilizzatore finale di una crisi creata ad arte per rimpiazzare i vertici istituzionali con altri più compiacenti, chiamati a liquidare il nostro patrimonio. Di fronte a questi dati, chiunque difenda ancora la Germania come esempio di virtù e di buon governo (rileggersi anche Fabrizio Tringali su questo blog) non solo dice il falso, ma è contro gli interessi del suo Paese e deve assumersene la responsabilità.

Votate qualcuno che abbia un’idea diversa del senso dell’economia, dei suoi obiettivi e delle sue ricadute sui cittadini. Qualcuno che non viva unicamente per spostare capitali finanziari di banca in banca, di fondo in fondo, con l’unico obiettivo di ingrossarli durante il loro movimento, come una slavina che rotola a valle e travolge tutto il paese. Qualcuno che sia ancora un essere umano, possibilmente se lo trovate, a me sembra che la nostra classe politica co

LA DITTATURA MONETARIA ideata da M. Friedman “Terza Parte”

 

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Sovranità Monetaria e Morte delle Nazioni

Il modello di Friedman di drenaggio della ricchezza si è trovato sin dall’inizio in conflitto col tradizionale Stato Nazione e con il concetto di sovranità nazionale.
Ottimo, direte, lo stato è il male e va rimpiazzato con qualcosa di nuovo. Non c’è da fidarsi di questo tipo di ragionamento. La nocività dello stato non è nulla in confronto a quella dell’arraffa-soldi [7]. Lo Stato deve rendere conto al pubblico, o quantomeno alle organizzazioni criminali. L’arraffa-soldi risponde solo al proprio desiderio insaziabile di accumulare sempre più denaro

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L’ideologia di Friedman, comincia a minare la sovranità dello Stato svincolando la creazione di ricchezza dagli interessi statali, a quella degli investitori privati.

La ricchezza che si viene accumulando viene utilizzata per alterare il fine dell’attività politica, per ottenere scappatoie fiscali e normative finanziarie a vantaggio del ceto benestante. Nel corso della storia, lo Stato ha sempre protetto gelosamente la propria sovranità. Perciò, com’è potuta sopravvivere una tale ideologia, e come ha fatto a impadronirsi dello Stato?
È semplice: hanno cooptato tutti quanti. Prima gli accademici e i think tank, poi, l’uno dopo l’altro, i partiti politici. I media sono stati assorbiti e concentrati nelle mani di un oligopolio aziendale [8] che ha prontamente imposto i propri interessi tramite le agende di direttori e programmisti. Poi si sono radicati nella società attraverso TFR e fondi pensione. Perfino i disoccupati e gli inabili al lavoro sono stati dichiarati idonei a ottenere una carta di credito, magari una macchina nuova, perfino una casa. Il debito pubblico e privato si è allargato a livello nazionale e globale. Per un breve periodo hanno fatto sentire tutti più ricchi. E nel frattempo l’industria finanziaria delocalizzava, liquidava, dislocava e metteva fuori gioco le tradizionali attività produttive della nostra economia.
Con l’avvento del Fascismo Monetario, la percentuale di PIL dovuta ai guadagni del settore finanziario è cresciuta dal 5% del 1969 a più del 22% del 2008. Nello stesso lasso di tempo l’industria manifatturiera è scesa da una percentuale maggiore del 26% ad appena il 12%. Utilizzando criteri di aggiustamento storici quella percentuale scende a meno del 10%. Solo la parte di PIL pertinente al governo federale è stata maggiore [di quella del settore finanziario], arrivando al 35%.
Piazzandosi al primo posto nell’economia statunitense, l’industria finanziaria è diventata la protagonista dell’azione di governo. Ma il vero potere dietro l’industria della finanza va molto più in là dei semplici vantaggi politici che si ottengono finanziando una campagna elettorale. L’industria finanziaria esercita un’influenza profonda e diffusa su tutte le attività di governo, per mezzo della Federal Reserve, il Ministero del Tesoro, Fannie May e Freddie Mac [9], la FDIC [10], consiglieri di primo piano nell’Amministrazione, membri del Congresso, nomine politiche nella SEC [la Consob statunitense], la CFTC [11], e componenti del Council on Foreign Relations, nonché agganci in organizzazioni globali come il G8, il G20, il Comitato di Basilea [12], il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale.
Per mezzo di un’influenza senza precedenti sull’Amministrazione, sulle commissioni parlamentari finanziarie e sulla Federal Reserve, hanno ottenuto il pieno controllo su chi stabilisce le regole. Difatti sono stati individui come Alan Greenspan, Tim Geithner (della Federal Reserve), Robert Rubin e Larry Summers (dell’Amministrazione), insieme ad altri, che hanno messo a tacere i “regolatori canaglia” [13] che cercavano di mettere in guardia il Congresso statunitense sui rischi potenziali della deregolamentazione, dei derivati e delle transazioni nascoste. Greenspan, Summers, Rubin e gli altri hanno in sostanza messo in scena un processo in stile staliniano contro Brooksley Born e altri, allo scopo di mandare un messaggio agli altri aspiranti regolatori: per la classe finanziaria le regole non valgono più, ed è quello che accade oggi nel mondo.

LA DITTATURA MONETARIA ideata da Milton Friedman “SECONDA PARTE”

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                                    La Tranquilla Insurrezione del Dio Denaro

Ogni teoria economica viene concepita per soddisfare un bisogno, per giustificare azioni pubbliche o private. Dati i profitti sempre crescenti della classe finanziaria nel corso di un’epoca di dismissioni, cominciata negli anni 70 e tuttora in corso, c’era bisogno di una giustificazione ideologica per le loro azioni (la svendita del futuro dell’America e la distruzione di imprese e posti di lavoro per ottenere rapidi profitti), e per questo scovarono e abbracciarono la teoria della Dittatura Monetaria. Di fatto, si trovarono a vicenda: Friedman in quell’attimo stava soltanto “soddisfacendo un bisogno del mercato dell’investitore privato”.

Friedman creò semplicemente una nuova ideologia che giustificasse quello che la classe finanziaria stava già facendo, ma non così spudoratamente, gli stati curavano ancora se stessi, anche se già nasceva qua e là il tarlo della corruzione politica.
Razionalizzare la dismissione di un’intera economia, è moralmente deplorevole, ma, ha anche offerto la possibilità di profitti “ Big size – taglie forti ” su scala gigantesca. Alla ricerca di un po’ di rilevanza nella marea distruttiva del capitalismo, sia quello industriale e mercantile, con quello cannibalistico finanziario, gli accademici si sono buttati tra le onde. Nessuno però si è preoccupato di prendere in considerazione le conseguenze a lungo termine, che sarebbero derivate dall’integrale smembramento della nostra economia industriale. Al contrario, gli accademici “scoprirono” di colpo un futuro utopistico, e inverosimile che sarebbe stato reso possibile dal potere creativo della finanza e dall’abbandono della nostra eredità industriale in cambio di un’economia di servizi finanziari, vivere di interessi e strozzinaggio.

economia,politica,corruzione, corrotti,assassini,genocidioSconvolgente? Nient’affatto. La promozione, da parte degli accademici, di concetti, teorie, narrazioni storiche, insieme alle nozioni di “fatti” e “scienza”, è sempre di più a disposizione di chi offre di più. Realtà su misura vengono prodotte su ordinazione ad nauseam dai tanti “ think tank ” esentasse che cercano di plasmare il pubblico dibattito e dirigere le politiche pubbliche a vantaggio dei loro clienti. ( La propaganda, giornali Tv, e giornaalisti al soldo dei ricchi per plasmare il pensiero del popolo ignorante. )

Milton Friedman e la Chicago School of Economics affermavano di aver affinato e sviluppato strumenti moderni e scientifici di “capitalismo del libero mercato”, atti a far emergere vantaggi ancora maggiori dal semplice, primitivo concetto di “libero mercato” di Adam Smith. La Dittatura Monetaria, venne adottata con rapidità perché la cultura occidentale era cosciente dell’enorme contributo storico arrecato dal tradizionale capitalismo del libero mercato, e desiderava approfittare della promessa di un salto di qualità, che non è mai avvenuto.

economia,politica,corruzione, corrotti,assassini,genocidioIn verità, si trattò di nient’altro che fumo negli occhi – lo schermo per nascondere il comportamento privo di scrupoli di banchieri di investimento, scalatori di società, speculatori, corporation off-shore, spacciatori di debiti e soffiatori di bolle (di solito la medesima cosa). L’espansione dei profitti si realizzava rubacchiando la tecnologia e il capitale investito dalle generazioni passate, con la liquidazione della forza lavoro e la delocalizzazione della produzione, scremando i fondi per il TFR [pension accounts] ed eliminando o indebolendo i reparti di Ricerca e Sviluppo, e con la concessione di pacchetti di opzioni a manager e dirigenti che si concentrassero su obbiettivi finanziari di corto respiro.

 

La Dittatura Monetaria, ha una spiccata preferenza per l’investimento sul politico, piuttosto che per l’investimento di capitali, in operazioni mercantili o industriali. Quest’investimento sugli uomini di potere, è concepito per perseguire e sostenere le opzioni e le attività della classe finanziaria, nelle sue manipolazioni volte per creare opportunità ancora maggiori di profitti spropositati, o a produrre transazioni per rimuovere il rischio, che riverserebbero i profitti degli arbitraggi rischiosi [6] tutti da una parte, mentre le future perdite cadranno sull’altra. ( Vere truffe di alto rango, dei politici sui propri elettori, e della nazione stessa. )

Su scala globale, le idee di Friedman hanno influenzato pesantemente i trattati internazionali in materia fiscale e di flusso di capitali, con il fine ossessivo di affrancare il capitale da qualsiasi obbligo nei confronti sia del paese di origine sia di quello ospite. In sostanza questi accordi hanno creato una nazione virtuale, o non nazione, costituita di denaro, che si situa al di là della portata degli stati-nazione convenzionali. La “mano invisibile” di Friedman è libera di prosciugare la ricchezza di qualsiasi stato – nazione, senza che ci sia alcun obbligo reciproco.

I Laboratori Bell, Olivetti, Hewlet Pakkard, un tempo parte della compagnia telefonica AT&T, che hanno a suo tempo creato le basi per l’elettronica e la tecnologia delle comunicazioni oggi in uso, vennero trasformati nella Lucent Technology. La Lucent fece rapidamente man bassa del patrimonio [tecnologico] dei Laboratori Bell, in modo da arricchire se stessa e i suoi azionisti, lasciandosi dietro un guscio vuoto che alla fine venne assorbito dalla Alcatel, finendo in spazzatura, non se ne parla neppure.

I banchieri di investimento di Wall Street, le società specializzate in acquisizioni e liquidazioni, insieme ai fondi speculativi, divennero i paladini di un “libero mercato” in cui la loro fedeltà andava ai “nobili azionisti”, ai mercati e ai flussi monetari. In realtà gli azionisti erano/sono poco più che l’anonimo e momentaneo strumento nel perseguimento incessante di “profitti taglie forti” sempre maggiori. Il normale accumulo di capitale venne sostituito con manovre finanziarie mirate a ottenere l’acquisizione di titoli tramite liquidazione, i dirigenti abbandonarono una rigorosa gestione a lungo termine in favore di risultati a breve termine e trucchi contabili legati alla quotazione di opzioni e pacchetti di azioni. Nel momento in cui il capitale ottenuto dall’entrata in borsa di una società [IPO – Initial Public Offering] viene usato per pagare la fuoriuscita dei primi investitori, il mercato azionario si è trasformato in nulla di più di una serie di strategie di fuga attinenti alla teoria dei giochi. Per la creazione di progetti produttivi o a grande intensità di capitale, il mercato delle partecipazioni azionarie è una piazza totalmente fallimentare. Guardate al fallimento dei mercati di capitali.

In ogni caso, l’enorme fallimento sistemico, sia a livello nazionale sia globale, nasce dalla distorsione del mercato del debito pubblico e privato. Ciò è stato reso possibile da un decennio di massicce deregolamentazioni e dai lasciti della crisi finanziaria del 2008.
L’intera crisi del 2008 è responsabilità del Congresso statunitense. Quando il Congresso abolì il Glass Steagall Act, emanato in risposta alla Grande Depressione, eliminarono qualsiasi sostanziale supervisione sul sistema delle banche [commerciali] e delle banche d’investimento.

economia,politica,corruzione, corrotti,assassini,genocidioPerché il Congresso statunitense cambiò la legge che proteggeva la nostra economia da una seconda depressione come quella degli anni 30? È semplice: si trattò di contributi ai politici (vagonate di soldi che nel settore privato sarebbero state considerate bustarelle se non peggio), di riempire le prime file della Fed, del Tesoro e dell’Amministrazione con dirigenti di primo piano della Goldman Sachs et similia, e della prospettiva di ottenere un impiego nel settore privato della finanza per regolatori malleabili, ex membri del Congresso ed ex Presidenti.

È a causa di questa decennale orgia di conflitti di interessi saturi di contante che il Congresso alla fine delegò all’industria finanziaria la sua “autoregolamentazione”. Se si vuol credere alla retorica del tempo, la deregolamentazione era intesa a dare via libera al “potere di creare ricchezza” di quei nuovi strumenti finanziari concepiti dal puro genio dei banchieri di investimento.
Alan Greenspan e altri non vedevano limiti al potenziale contributo economico dei mercati finanziari – se solo fossero stati liberati da normative gravose e futili.

Questa deregolamentazione irresponsabile permise al sistema finanziario di creare migliaia di miliardi di dollari in CMO e CDS (CMO: Collateralized Mortgage Obligations – pacchetti di mutui ad alto rischio che ottenevano una valutazione AAA; CDS: Credit Default Swaps – assicurazioni fittizie, cartaccia come i CMO) e altri derivati complessi, derivati ipotecati, derivati sintetici, perfino derivati ipotecati sintetici e le transazioni nascoste con capitale incontrollato che creava e quotava questi sofisticati strumenti finanziari.

Il risultato fu un accumulo di debito (e correlati titoli derivati) insostenibile e senza precedenti, letteralmente centinaia di bilioni di dollari, di varie lunghezze superiore al PIL, gestiti da banchieri senza né controllo né scrupoli. A molte nazioni, alla fine, questo è costato la sovranità.

Parlamento e lobbiees – ci vuole equilibrio

economia,evasione,parlamentari ladriLo squallore del cosidetto “capitalismo finanziario,” il crescente disagio economico e sociale, ma anche il clamoroso fallimento delle narrazioni ideologiche materialiste del Novecento, hanno lasciato campo libero all’inusitato ritorno della narrazione mitica e favolistica in versione post moderna. Accanto a questa basale constatazione, ve ne sta però un’altra, antica come il mondo, a fare da contrappeso: ovverosia che in ogni leggenda vi è un consistente fondo di verità…….. !
I nostri parlamentari, detentori ognuno della propria lobbies, sono in continua lite per interessi personali,o ricattati dall’esterno, dedicando nessun interesse per il popolo Italiano, e nessuna attenzione al bene comune, e dello stato stesso che li foraggia anche troppo. . . . .    Sono  totalmente al servizio altrui,  tranne che del popolo Italiano, che li mantiene ricchi e senza problemi economici, il popolo  che dovrebbe attraverso la loro opera essere sovrano, viene ignorato maltrattato, offeso e deriso quotidianamente, in ogni loro azione.

La Dittatura Monetaria sta distruggendo l’intera nazione, e loro non fanno nulla, siamo ricattati da tutti, e nessuno ci difende, che ci state a fare?

LA DITTATURA MONETARIA ideata da Milton Friedman

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L’ETA’ OSCURA DEL DENARO, L’ANARCHIA DEL FINTO LIBERISMO.

 Il terrorismo delle banche, e la Dittatura Monetaria, incombe sull’umanità intera.

 

Se vi capita spesso di chiedervi come mai il “capitalismo del libero mercato” sembri un fallimento nonostante che economisti e opinionisti politici assicurino che funziona a dovere, la vostra intuizione è azzeccata. Il capitalismo del libero mercato ormai appartiene al passato. A dire il vero, il capitalismo del libero mercato è stato sostituito da qualcosa che è sia contro il capitalismo, sia contro il libero mercato. La deviazione avviene alla luce del sole, ed inizia all’incirca dal 1970, gli Stati Uniti e la maggior parte del “mondo libero” si sono allontanati dal tradizionale “capitalismo del libero mercato”, imboccando una strada diversa.

Al giorno d’oggi gli Stati Uniti e gran parte dell’economia mondiale operano sotto quello che io chiamo ” Dittatura Monetaria ” : un sistema nel quale gli interessi finanziari privati controllano lo Stato,  a vantaggio della classe finanziaria. Si tratta di qualcosa di significativamente diverso dalle dittature tradizionali, che sono un sistema nel quale lo Stato e l’industria operano a vantaggio dello Stato medesimo e del profitto comune, per il popolo un pò di benessere.

economia,politica,news,notizie, monetaLa” Dittatura Monetaria “,L è stata concepita e diffusa tramite la Chicago School of Economics. Le opere collettive di Milton Friedman costituiscono le fondamenta della Dittatura Monetaria. Consapevoli della universale impopolarità del termine “Dittatura”, Friedman e la Chicago School of Economics camuffarono le loro opere sotto l’etichetta di “Capitalismo” ed economia del “Libero Mercato” Liberismo finanziario.  ” Tutti falsi termini, per false finalità. “

La chiave di volta, è del principio corruttore di Friedman, stà nel fatto che è  l’investitore (cioè il denaro, a essere precisi) che non conosce né doveri, né morale,  obblighi, né impegni contrattuali nei confronti di niente e nessuno. Il “Mercato” di Friedman non soggiace a “qualsiasi” criterio umano di moralità, discrimine politico o interesse nazionale. Il denaro è libero di agire senza vincoli materiali o sociali. Nulla è proibito, finché il mercato può fornire un “prezzo di equilibrio” [1]. ( La situazione di perfetto equilibrio fra la domanda e l’offerta di danaro. )

La differenza fondamentale tra il capitalismo del libero mercato, quello di Adam Smith e il “capitalismo del libero mercato” di Friedman, è che quello di Friedman è un modello iper-depauperante [2], del genere che crea e sostiene nazioni, o repubbliche  delle banane, a prescindere da confini geografici o politici, solamente per suo tornaconto, fintanto che, ricava utili, portando alla morte il debitore.

economia,politica,news,notizie, monetaChi affermasse che in questo non c’è nulla di nuovo, perderebbe di vista l’essenziale. Friedman non fa differenza tra un qualsiasi paese del terzo mondo e il proprio, non c’è prevalenza di stati, ma soltanto interessi privati.   La differenza fondamentale è che Friedman ha creato un modello che permette e promuove lo sfruttamento del suo stesso paese, e di fatto di qualsiasi altro paese, a beneficio degli investitori, o meglio dei pochi e super ricchi. Egli ha camuffato questa dottrina tossica, con la veste del “capitalismo del libero mercato” e ha convinto la maggior parte del mondo ad accoglierla come propria salvezza economica, che di fatto non lo è, e non lo sarà mai, è morte certa per tutti.

Per quanto sembri improbabile, questa ideologia ha il consenso quasi universale della maggior parte degli economisti, dei media, delle università, della Federal Reserve, del Tesoro, di quasi tutti i membri del Congresso statunitense e di chi più ne ha più ne metta. Oggi l’ideologia di Friedman è accettata, in varia misura, da quasi tutti i paesi del mondo. Ma alla fine dei conti questo modello basato sullo sfruttamento continuo,  è insostenibile a qualsiasi livello, sia di individuo, società, sia di stato o nazione,  è una vera mina vagante apocalittica, che miete vittime in continuazione.

La differenza essenziale tra l’ideologia di Smith e quella di Friedman è semplice: Smith era di fatto un mercantilista [3]. È vero, egli si opponeva alla consuetudine di accumulare oro e ad altre pratiche mercantiliste, ma in definitiva era un mercantilista. Smith sosteneva il “libero commercio” con l’obbiettivo di accrescere i vantaggi dei mercanti britannici, e di conseguenza dello Stato.  Nulla lo esprime più chiaramente del titolo del suo libro, Indagine sulla Natura e le Cause della Ricchezza delle Nazioni.     Il mercantilismo si basa sulla relativa ricchezza di uno stato nazionale rispetto agli altri, e non sulla spoliazione dello Stato e dei suoi cittadini a vantaggio dell’individuo, cioè gli investitori.

economia,politica,news,notizie, monetaSmith credeva nel potere dello Stato e riconosceva che soltanto per mezzo del potere dello Stato la libera impresa può avere successo e prosperare. Concordava con Locke che, in un mondo senza Stato, “la vita è breve e brutale”. Conseguentemente, esistono degli obblighi nei confronti dello Stato e delle persone che lo costituiscono: quelli che lavorano, e contribuiscono alla sua crescita

Secondo Smith ogni macellaio, panettiere, artigiano e mercante avrebbe dovuto perseguire il proprio interesse, e quel suo vantaggio economico, alla fine avrebbe beneficiato anche i suoi concittadini e la Corona. Gli argomenti di Smith contro alcuni precetti del mercantilismo erano intesi a procurare agli artigiani inglesi un maggior vantaggio, niente di più. Lo scopo era quello di rendere il proprio Stato più ricco e florido di tutti gli altri, un’alternativa alla primitiva pratica della guerra, usata come tradizionale mezzo di arricchimento della Nazione, fare bottino sugli altri Stati. Smith vedeva la situazione come un gioco a somma zero.    E dato che l’Inghilterra era all’epoca l’indiscussa dominatrice dello sfruttamento globale, lo sfruttamento delle altre Nazioni veniva considerato come un obbiettivo legittimo. “ L’Imperialismo Coloniale ”

economia,politica,news,notizie, monetaComunque, secondo l’economista David Ricardo lo scambio tra nazioni dalle economie relativamente similari produce quello che chiamava “vantaggio comparato”. Il vantaggio comparato si basa sulla specializzazione: la Germania costruisce attrezzature meccaniche, l’Italia prodotti in pelle, la Francia produce formaggio, vino e letteratura. Quando queste nazioni scambiano merci tra loro ognuna delle parti ottiene un guadagno netto, risultato della specializzazione che evita la duplicazione delle risorse produttive ottimizzandole. [4].

Ovviamente la cosa non funziona quando le nazioni del primo mondo, delocalizzano fabbriche e posti di lavoro verso economie di sussistenza [5] ( qui il termine “comparato” esce di scena). La delocalizzazione verso economie non comparative è di puro sfruttamento, ma dell’individuo singolo, perché tutto il guadagno viene privatizzato e non ha più collegamenti cogli interessi nazionali. La delocalizzazione non comparativa danneggia sia la nazione di origine sia quella di destinazione.

Un soggetto finanziario è in grado di ottenere vantaggi ambientali, fiscali, finanziari e infrastrutturali dalla nazione ospite. Se la nazione ospite cercasse di rinegoziare la sua posizione nei riguardi di quel soggetto economico, il soggetto può mettere in campo il potere della sua nazione di origine (i.e. Il Dipartimento di Stato). Questo genere di intervento può rivelarsi molto dispendioso per la nazione di origine e risultare tragico per la nazione ospite. Sotto il dominio della Dittatura Monetaria, il soggetto finanziario ottiene profitti spropositati dalla nazione ospite, utilizzando lo stato come proprio garante di legalità, massimizzando nel contempo l’elusione fiscale tramite corporation off-shore (e altri stratagemmi).

Il capitalismo di libero mercato, nella concezione di Smith, era per natura nazionalistico, per cui all’aumento della ricchezza dello Stato Nazione corrispondeva un aumento della ricchezza dei cittadini e dell’industria. Questa relazione richiedeva obblighi e ricompense condivisi da Stato e cittadini.

 

economia,politica,news,notizie, monetaIl Fascismo quello tradizionale, com’era concepito da Mussolini o da Hitler, possedeva un carattere aggressivamente nazionalistico, col quale lo Stato si promuoveva al di sopra di tutto, cittadini ed industria, con lo scopo di rafforzare lo Stato stesso, a fronte di quelli che percepiva come rivali. Hitler e Mussolini credevano che di quanto lo Stato faceva avanzare l’industria di tanto,  l’industria avrebbe fatto avanzare il popolo di conseguenza, la dignità e l’orgoglio per la propria nazione,  erano principi imprescindibili, lo stato era sempre garante nei confronti del cittadino.

La Dittatura Monetaria, nella concezione di Friedman, utilizza i poteri dello stato, quindi aldisopra  di tutti, industriali ed operai, per porre in evidenza gli interessi del denaro e della classe finanziaria, ponendola al di sopra, ed al di là di tutte le altre forme di attività sia  economiche  (nonché di altri soggetti portatori di interessi) e dello stesso Stato.

Nelle democrazie e nelle nazioni del primo mondo, cioè quelle nazioni industrialmente avanzate, tutto questo viene ottenuto attraverso l’attività di lobbying, ( la nostra famosa casta o lobbiees )attraverso  i contributi elettorali, gli incentivi finanziari, i controllori che passano dalla parte dei controllati (e viceversa), e altri mezzi di corrutela ancora. Con queste premesse, lo Stato attraverso i politici corrotti, viene cooptato nella modifica di regolamentazioni e leggi, nello sviamento di indagini e provvedimenti giudiziari o nella creazione di scappatoie fiscali a beneficio della sola classe finanziaria. Queste sono le azioni che finiscono per minare la sovranità degli stati stessi a vantaggio dei pochi singoli multimiliardari stranieri su tutte le nazioni.

Per quel che riguarda il resto del mondo, gli interessi e la sovranità degli stati vengono minate per mezzo del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Mondiale e di altre agenzie monetarie globali, che sono la vera lobbiees dei miliardari uniti contro tutti popoli.