Lavoratori, vi aspetta una vita da Mulo?

Lavoratori,Dipendenti, vi aspetta una vita da cavallo, o da Mulo?

C’è stato un periodo della nostra storia ,. .. . .. . quella dei nostri antenati, cioè il periodo più lungo della storia dell’umanità che conosciamo ,  nel quale i cavalli, così come gli asini ed i muli, avevano tantissime cose da fare.

Venivano impiegati per il trasporto di uomini, cose ed alimenti, per trainare calessi,  carrette, ed aratri, usati  in guerra, come in pace.

Oggi, per vedere un cavallo bisogna andare all’ippodromo, al maneggio oppure al circo equestre.   La stragrande maggioranza degli occidentali non ha mai avuto a che fare con un cavallo, figuriamoci con un mulo od un somaro, a costoro addirittura gli risulta ingombrante se non  completamente inutile, utilizzato per attività  ludiche come nei parchi oppure in certe aree sotto forma di bistecche, per sopperire carenza di ferro.

Secondo molti studiosi di oggi , che si interessano di futurologia, oggi: il futuro dell’essere umano è  identico a quello del cavallo, del mulo o dell’asino, cioè destinato all’inutilità, ci stiamo avviando all’autoestinzione .

Eppure, ben considerando e riflettendo, nel mulo e nella sua natura è insita una morale ed è un qualcosa che accade nel ns paese ed in europa! E’ testardo ma, purtroppo anche sterile, non stiamo bene a nascite in Italia. Il Mulo lavorava tutta la vita, con un bel sovrappiù di legnate se non voleva, e poi se andava bene ci facevano la mortadella… con quel che restava.   In effetti non molto distante dai destini che ci stanno  preparando i grandi scienziati e pensatori.

Stigmatizzando un po’ l’impiego alimentare (nessun analista  ci crede che un giorno saremo bistecche per qualcun altro),  C’è però chi lo ha pensato, ( Nella “macchina del tempo” di H.G. Wells i ricchi e aggressivi Morlock mangiano i poveri ed  imbecilli  Eloi e se mi ricordo bene: l’1% della popolazione si nutriva con il restante 99%, opportunamente reso tenero con diete vegane, per la goduria dei furbacchioni .

E’ oramai piuttosto chiaro che spariranno milioni di posti di lavoro, saranno in parte occupati da schiavi moderni ovviamente, o da Robot se il costo di produzione  sarà più conveniente.

 Il giornalista sovranista Paolo Barnard drammatizza la portata dell’evento nel suo blog e ci ricama su ,  citando il famoso rapporto McKinsy, appena uscito, ove si annuncia che nelle previsioni dei prossimi 13 anni, ben 575 milioni di persone dovranno forzatamente  cambiare tipo di lavoro, studiare ed aggiornarsi o soccombere in schiavitù.

Per dire tutta la verità , il rapporto originale fornisce pure il classico colpo al cerchio e alla botte, e smorza  quasi anticipandoli i profeti di sventura, forse per timore, o perchè obbligato.

Quel che di più ci deve preoccupare  non è però tanto il fatto che l’Intelligenza  Artificiale (AI ) , secondo l’ennesimo acronimo anglosassone,  sostituirà  il lavoro umano, quanto il fatto che la società intera si stia disinteressando di questo, cioè si non stia organizzandosi per giocare la propria partita, lasciando come al solito, al mercato la piena libertà  di fare danni, e grossi profitti per i più furbi. ( I Morlock  sopracitati )

I lavori più a rischio di automazione, riguardano lavori fisici in ambienti prevedibili e ripetitivi, come i macchinari operativi, o per la preparazione di fast food, anche la raccolta e l’elaborazione dei dati sono nel mirino dello studio McKinsey, con implicazioni per l’origine dei mutui, delle assicurazioni, della contabilità  e dell’elaborazione,  del back-office (sia insomma, gli impiegati, l’attuale classe dei culi caldi, che  ormai addormentata con il cervello in Standby finirà  la pacchia ).

Per rimanere “vivi “, i lavoratori dovranno cercare la riqualificazione in diversi campi e come se fosse l’acqua nel deserto. Ma i governi e le aziende  sostiene il report, dovranno magnanimamente contribuire a facilitare, quella che dovrebbe essere una transazione durissima sulla pelle umana, la trasformazione dei muli, dei somari e cavalli.

Il modello in cui le persone vanno a scuola per i primi 20 anni di vita e lavorano per i prossimi 40 o 50 anni è finito, ha detto alla CNN Il giornalista studioso Tech Susan Lund, partner del McKinsey Global Institute e coautore del famoso citato  rapporto. Dovremmo pensare all’apprendimento, ed alla nuova formazione nel corso della nostra carriera lavorativa,  evolvendoci e trasformandoci continuamente.

Gli autori ritengono che potremmo assistere ad una massiccia transizione su una scala mondiale, una migrazione  che non si vedeva dai primi anni del 1900, quando i lavoratori passarono dalle fattorie alle fabbriche. Il rapporto cita anche la necessità  di uno sforzo economico colossale per i governi occidentali, da mettere sulla stessa scala del piano Marshall, quando gli Stati Uniti spesero miliardi per ricostruire l’Europa occidentale dopo la seconda guerra mondiale.

Tale piano includerebbe un grande investimento da parte dei settori privati, poco probabile  e soprattutto Stati ed Enti pubblici in nuovi programmi di formazione, molto difficile in Italia dove chi sà  ed è capace scappa, e chi non sa ed è raccomandato resta ed insegna, cosa insegna non lo sà neppure lui, perchè stà  lì in quanto raccomandato, quindi programmi di transizione della forza lavoro, diventano stronzate per uccidere o far fuggire, il popolo altrimenti soccombere vedendo continuamente ridotto il proprio salario, insomma ridotti in miseria e schiavitù, ciò che già vediamo oggi è l’inizio del massacro.

Nonostante le sfide incombenti, e dunque contrariamente a quanto sostiene Barnard, il rapporto ha rivelato come i lavoratori per avere forse un futuro dovranno fare. Mentre paragonando l’introduzione del personal computer negli anni 80 che ha sì,  eliminato alcuni lavori, ma ha creato molti altri ruoli. Quindi solamente i lavoratori che sono disposti ed avere la fortuna di poter e voler sviluppare nuove competenze, dovrebbero essere in grado di trovare nuovi posti di lavoro, ed essere in grado di sostenersi .

Le terribili previsioni secondo cui i robot stanno prendendo il nostro lavoro non sono esagerate, ha detto il giornalista  Lund., il lavoro sarà  automatizzato, ma ci saranno abbastanza posti di lavoro non sempre  per tutti nella maggior parte delle aree.

Gli autori del rapporto McKinsey non si aspettano, ad esempio, che l’automazione  sostituirà  i lavori che coinvolgono la gestione delle persone, le interazioni sociali o l’applicazione delle singole competenze.

I giardinieri, gli idraulici, i bambini e gli anziani, ad esempio, sono tra coloro che avranno meno rischi dall’impatto con l’automazione. Se il report è così perspicace come tutti stanno affermando in queste ore, io aggiungerei  anche i formatori informatici, sempre che esistano che dovranno essere impiegati massicciamente in ogni posto di lavoro.

Una cosa dice giusta l’articolista: non sarà  l’automazione da sola a soppiantarci, ma è il modello economico che ci porterà inevitabilmente a questo.

IL POLITICO PERFETTO

IL Signor COMESIDEVE 

IL Signor COMESIVUOLE

La lettura più affascinante a detta del Duce.

          UN DEPUTATO. . . .

  • Ci si aspetta che sia intelligente, abbia vasta cultura, in più che sia ferratissimo in un certo campo per potersi distinguere nelle sedute parlamentari.
  • Deve essere un abile oratore e un buon scrittore, compenetrato dalla salutare idea del parlamentarismo, cioè che un deputato collabora alla costruzione dello Stato ed è stato scelto dai cittadini per armonizzare l’opera delle autorità  con i bisogni del popolo edello Stato .    Si suppone che oltre all’intelligenza, gli sia necessario un tatto particolare per subordinare la volontà  spesso turbolenta dei suoi elettori, privi per la maggior parte di capacità  di giudizio, alle necessità  più  generali.
  • Non deve guardare in faccia a nessuno ed essere abituato ai contatti sia con i potenti che con gli umili.      Non scambiare la politica per una professione, cosa  da non rendersene dipendente, ma nemmeno ridurla a uno sport, come capita facilmente a gente troppo importante e ricca che finisce per non sbrigare il molto lavoro anonimo e faticoso che pure deve essere quotidianamente sbrigato.
  • Si dovrebbe pensare che non promette mai a vanvera e respinge subito tanto le richieste irrealizzabili quanto le dimostrazioni di riconoscenza per quelle realizzate;
  • Che considera la sua carica un dovere, in rispetto ai suoi elettori e allo Stato.  Abbiamo tracciato qui sopra un quadro prettamente ideale, ma non vogliamo dire che non sempre trovi mai riscontro nella realtà. Solo  osservare l’aspetto purtroppo frequente di questa realtà; Che in realtà le difficoltà  iniziano subito, quando si tratta di far passare una candidatura, nel dibattito del comitato ristretto, su  chi si potrebbe prendere in considerazione?
  • Il signor COMESIDEVE ?   Certo è  intelligentissimo, colto, onesto e indipendente, sarebbe il migliore ;  nel comitato infatti siedono assennati esponenti di un partito – ma come politico è troppo intransigente e nella circoscrizione elettorale non è molto amato; quindi offre agli attacchi degli avversari punti deboli, che si prestano ad essere sfruttati e c’è  da aspettarsi una dura opposizione; inoltre è troppo intelligente per la massa degli elettori, e la cosa non piace a moltissimi di loro. Infine, ha troppi soldi e quindi è troppo invidiato.
  • Dunque dovremo ripiegare sul signor COMESIVUOLE
  • E’ vero, lui purtroppo non ha tutte le qualità  del COMESIDEVE, però tutti lo amano ed è molto popolare; quindi è presumibile che venga appoggiata la sua candidatura. Inoltre lui smania da anni per avere un mandato, mentre COMESIDEVE è piuttosto recalcitrante  e lo accetterebbe solo per un dovere o solo per amore del suo Paese.
  • Adesso viene convocata una riunione di tutti gli uomini di fiducia in cui  :Il sig. COMESIVUOLE fa la sua comparsa e per la prima volta espone il suo programma: Cioè , non proprio il suo programma, dato che lui lo sa che su molti punti la pensa diversamente; che però si risolve a pronunciare esattamente le parole che tutti si aspettano.
  • COMESIDEVE non ne sarebbe mai stato capace e probabilmente avrebbe fatto fiasco già  in questa riunione.
  • Ma COMESIVUOLE ha altre frecce al suo arco, la sua faccia tosta;  Si presenta alle riunioni delle singole categorie professionali e dalle sue parole sembrerebbe che la categoria a cui in quel momento sta parlando sia la prima e la più necessaria dello Stato.
  • Promette mare e monti, aggiungendo che se, non può  garantire ogni realizzazione, ma ricorre poi a un abile giro di parole che suscita nel suo uditorio l’impressione della massima energia. Insomma, in tutte queste riunioni viene considerato come l’uomo che ci vuole. Poi arriva finalmente la grande adunata degli elettori, in cui la sua candidatura deve essere ufficialmente accettata. Qui naturalmente il nostro deputato dà  fuoco a tutte le polveri, secondo il detto di Goethe “chi porta molto, porta qualcosa a parecchi, e tutti  se ne tornano a casa contenti, molti lo sanno e molti nò”.
  • Quest’ultima è la cosa principale, perchè  chi ride di più  sarà  eletto. Adesso  è  deputato.
  • Si potrebbe pensare che ora, rafforzato nella mente e nel corpo in vista dei cinque anni sicuri di potere politico, ceda al suo impulso interiore che lo chiama a un impetuoso attivismo per il bene dello Stato.
  • Ma quando mai ! E’ un politico di professione, e deve pur vivere anche dopo lo scadere dei cinque anni e di  conseguenza: un continuo corteggiamento del corpo elettorale. Dov’è  il nobile compito del deputato di dare leggi allo Stato? Lui non può  staccarsi gli elettori dalle gonnelle. Deve mettere a disposizione delle ore di udienza in cui accoglie richieste e lamentele dalle circoscrizioni, deve tenersi dei segretari per sbrigare la corrispondenza giornaliera con gli elettori, insomma si trasforma in una specie di avvocato tanto più insistentemente ricercato in quanto la sua attività  non richiede pagamenti. In breve, onori e oneri. E cosa non gli tocca difendere! A volte faccende addirittura nocive per il bene, superiore all’interesse del singolo, di una comunità , di una regione, persino dello Stato. Un certo elettore vuole una concessione; la richiesta viene respinta dal comune, perchè in loco non se ne vede la necessità : il deputato deve intervenire (l’interessato , guarda caso, un fidato uomo di partito – e a che scopo altrimenti lo sarebbe?) e far passare la cosa alla seconda istanza. Se non è abbastanza influente o temuto, si nasconde dietro a un collega di partito più  in vista, di fronte al quale l’autorità   in questione è  costretta a cedere. Dunque, non solo il deputato COMESIVUOLE non darà vita a nessuna legge, ma in più  interviene nei procedimenti amministrativi e inceppa le leggi esistenti. Si aggiungano poi le innumerevoli richieste economiche del territorio che egli rappresenta! Ferrovie, strade, canalizzazioni, tutta roba da costruire. Lui fa approvare una cosa o l’altra e viene esaltato come padre della patria, cioè solo  della sua parrocchia.
  • Si può star certi che il  pensiero se i costi di quella ferrovia o strada o altro siano compatibili con la loro importanza all’interno del loro organismo statale, non l’ha neppure sfiorato. Lo stesso giorno, un altro Tizio vuole un impiego, anche se non ci è affatto portato. Caio desidera un avanzamento, Sempronio vuole un titolo, un altro ancora un’onorificenza. E il deputato interviene di nuovo non in base a considerazioni obiettive, ma personali. Nel frattempo gli vengono trasmesse delibere di circoli e assemblee politiche, le cui ingenuità   lo fanno sorridere. Ma che importa, è tenuto a rispondere e a darsi da fare per questioni che considera, a ragione, del tutto insensate e dannose per lo Stato. Laddove succede una cosa qualsiasi, lui spedisce telegrammi di saluto, va a tutte le riunioni, a tutti gli spettacoli, e non è tranquillo fin quando non legge il suo nome nel giornale tra gli “ospiti d’onore presenti”. D’accordo si dirà , ma questi sono aspetti secondari, fastidi che un deputato deve assumersi, però  in compenso ha l’occasione di spiegare il volo dei suoi pensieri nelle aule del tempio legislativo. Qui deve anzitutto associarsi a un club, e lo fa con gioia, vi trova amici con cui scambiare le idee, e lavoro fecondo a bizzeffe.  Ma non è esattamente così.     Nel club dominano i pezzi grossi del partito che non lasciano spazio a nessuno. La politica si fa nei corridoi e in salette riservate dove quelli si incontrano e prendono le loro decisioni nella massima segretezza. L’onorevole Comesivuole  girella a vuoto e si annoia, una volta scomparso il primo brivido di riverenza. Sì, certo che COMESIDEVE si sarebbe trovato meglio, avrebbe potuto far pesare la propria influenza, là  dentro sono tutti soltanto dei COMESIVUOLE; e i COMESIDEVE sono purtroppo pochi, perchè non vengono eletti.   Ma il nostro COMESIVUOLE si consola pensando: verrà  anche la mia volta e terrà  un bel discorso, dirà  cose nuove e importanti, diventerà  famoso. Intanto è solo un COMESIVUOLE,  e ben difficilmente avrà  qualcosa di importante da dire, e poi anche tenere un discorso non sarà  così  facile.
  • E’ già  tutto stabilito in precedenza, tanto che i discorsi in parlamento non sono necessari, al massimo si tratta di dichiarazioni che ovviamente possono essere pronunciate solo dai pezzi grossi. Però  può  accadere che una volta tanto gli si offra l’opportunità  di parlare. Il nostro COMESIVUOLE presenta – naturalmente su richiesta dei suoi elettori – una mozione d’urgenza. Adesso potrà spaziare sulla tastiera della sua eloquenza; ma toh, la sala è vuota, le gallerie sono deserte, il presidente siede  con l’aria annoiata e di tanto in tanto ricorda all’oratore meccanicamente che dovrebbe parlare di questioni urgenti. Il tentativo di diventare famoso è fallito. COMESIVUOLE prova persino un po’ di vergogna e viene deriso come un pivello dai vecchi che in proposito la sanno lunga. Il nostro COMESIVUOLE, peraltro, ha il suo ben da fare. Deve correre nei vari ministeri per occuparsi delle incombenze affidategli dai suoi elettori. Allungando una mancia al portiere viene introdotto – con sollecitudine e dopo lunga attesa a seconda della consistenza della mancia; dal capodivisione, talvolta persino da Sua Eccellenza il Ministro, viene quasi sempre interpellato con un “onorevole” e trattato con cortesia. E’ soddisfatto, altrettanto quanto il capodivisione che lo ha felicemente accompagnato alla porta. Anche qui un COMESIDEVE sarebbe stato più  indicato, perché  avrebbe fatto colpo sul capodivisione presentando in maniera intelligente e risoluta la sua richiesta. Tutto il parlamentarismo odierno è  disgregato in una sequela di interessi particolari di sconfinata irrilevanza. Può  darvi un’apparenza di dignità  e il potere reale che ne consegue, essi vengono associati a interessi di partito o subordinati a quelli già  esistenti.
  • I partiti considerano loro compito primario superarsi a vicenda, e a pagarne le conseguenze sono ovviamente l’obiettività   e lo Stato.  Questo vale sia per i partiti di maggioranza che per le opposizioni. La maggioranza siede accanto alla fonte del potere e in tutto quello che dovrebbe fare, si chiede, per prima cosa, se sia idoneo a rafforzare la sua posizione. La minoranza, se è meno pericolosa per l’attività  legislativa, lo è  molto di più  per l’andamento regolare dell’amministrazione, che cercherà  di disturbare in tutti i modi pur di attirare l’interesse su di sè; tanto, la responsabilità  di tutto ciò  che avviene ricade sulla maggioranza. Questa a sua volta, sarà  pronta a respingere l’attacco a mettere il partito avversario dalla parte del torto. Insomma, è un continuo giocare con le cose inutili che ai rappresentanti dei partiti sembrano enormemente importanti, l’alfa e l’omega della loro esistenza politica, ma che considerate obiettivamente sono del tutto infruttuose.  L’interesse dello Stato, anzi tutto ciò che esula dall’interesse partitico, viene così completamente ignorato. Poiché  associarsi in partiti non potrà  mai essere impedito, il rimedio contro le innegabili degenerazioni del parlamentarismo può  venire solo da due parti:
  • Dall’elettore, che al momento di scegliere deve considerare la persona seria e eleggere, non dei COMESIVUOLE, ma solo autentici COMESIDEVE, senza però  pretendere poi dal suo deputato ciò che questi non può dargli.
  • Dalle autorità , che dovrebbero sbattere la porta in faccia ai deputati occupati solo a sbrigare le faccende dei loro elettori.
  • Il deputato non può  e non deve mai ingerirsi nell’attività   amministrativa, per quanto importante e necessario sia il controllo che su di essa esercita la totalità   dei deputati, la camera.
  • Deve combattere implacabilmente la corruzione in ogni forma, non deve mai diventare lo strumento per la realizzazione di esigenze particolari.  Deve essere al servizio di tutto il popolo e dello Stato, e solo il bene del popolo e l’interesse dello Stato devono guidare le sue parole e le sue azioni.

( era il 1916 ! )

GLI UOMINI DI MUSSOLINI

GLI UOMINI DI MUSSOLINI

 

Si narra nel libro, di un certo numero di personaggi di alto livello del nascente regime : massimi dirigenti dell’ OVRA, la famigerata polizia fascista, formata da generali di varie armi, squadristi, servizi segreti, giudici, ed alcuni  repubblichini.

Alcuni di questi, dopo aver di fatto convertito con strategie diverse, il proprio capo Mussolini da Socialista a Fascista, con il primo cambio di camicia da rossa a nera, in combutta con diversi capitani di  industria, si erano  negativamente distinti nelle guerre coloniali, per  diversi atti, altri in quella di Spagna, ed anche in fatti interni sul territorio nazionale Italiano, servizi segreti, squadristi etc. . . . insomma tutta brava gente.

Tutti compirono atti efferati nella seconda guerra mondiale, in particolare sul fronte jugoslavo, greco ed albanese. Alcuni si erano poi resi volutamente responsabili, dopo l’ 8 settembre, dello squagliamento dell’ esercito  Italiano, con tutte le conseguenze nei vari fronti, ed in particolare, della presa di Roma senza colpo ferire da parte dei nazisti, per salvarsi il proprio posto e la poltrona, insomma de veri traditori dell’ Italia, e del popolo Italiano.  Costoro erano tutti finiti nell’ elenco internazionale dei criminali di guerra, ed in quanto tali dovevano essere processati. A Liberazione dell’ Italia  avvenuta, poi, si sarebbe dovuto avviare un processo di epurazione di costoro, e di coloro che avevano ricoperto ruoli delicati nelle istituzioni dello stato, ed esecutori di  fatti delittuosi interni ed esteri. Per altro, costoro nel contempo.., e molto abilmente si erano progressivamente collegati ad organismi angloamericani e mafiosi, ( ex avversari del fascismo ),  e non avevano affatto smobilitato dopo gli eventi posteriori all’ 8 settembre e all’ aprile 45, in un paio di anni, con il benestare della politica di allora, tornarono tutti in carica e liberi,.. i capi dello squadrismo,.. i segretari del Partito nazionale fascista,.. ex ministri del regime,.. ex persecutori degli ebrei,.. ex presidenti e giudici del Tribunale speciale,.. ex capi politici e comandanti militari della Rsi, ex servizi segreti,.. cioè  liberi tutti criminali di guerra, traditori ..

Al contrario, con gli stessi , si erano costituite strutture atte alla guerra civile, con armi depositate addirittura presso le varie caserme dei carabinieri !

Il filo nero che li univa in sodalizio era e sarà,  la lotta ai social – comunisti.  In buona sostanza nulla era cambiato per costoro, cambiata la camicia da nera a bianca, tutti impuniti continuavano nella stessa opera per cui era nato il fascismo: cioè  impedire qualsiasi cambiamento sociale proteggendo le grandi proprietà  capitaliste. Non a caso dietro a costoro ci fu anche il famigerato Valletta della Fiat.

Nel libro si afferma che le forze anticomuniste organizzate consistevano in 160.000 ex fascisti di cui 50.000 armati, 110.000 legati ad associazioni militarizzate, 20.000 della X° Mas e squadre d’ azione  Mussolini, ( dal quale si sono appropriati impropriamente del nome ) 5000 dell’ esercito nazionale anticomunista, si sono riformati gli squadristi in gran segreto, e sotto mentite spoglie, ed hanno continuato impunemente a distruggere l’ Italia.  Questo era il clima a cavallo del referendum in cui gli italiani con una risicata maggioranza (ricordiamocelo) scelsero la Repubblica alla Monarchia.  La caduta del breve governo Parri (giugno-novembre 45) sanziona la crisi del vento del Nord e la nascita del governo De Gasperi che avvia da subito il centrismo. ( Altra dittatura questa volta con la mafia nello stato )

Quel centrismo che propugnò il passaggio dall’ antifascismo dei partigiani liberatori, all’anticomunismo.

A questa politica aderirono i soggetti in questione abbandonando le velleità della guerra civile. Ed a questo progetto e proposito furono assoldati dalla DC. Alcuni di questi si sganciarono nuovamente quando, un quindicennio dopo, fu varato il centrosinistra che pose fine al centrismo delinquenziale. Sono infatti attivi nei passaggi cruciali successivi: golpe Borghese del 1970. il cosiddetto golpe bianco di Edgardo Sogno (74) (uno dei personaggi del libro), le varie stragi, e la strategia della tensione, la P2. Ci fà rimarcare che fascisti erano, e fascisti erano restati, ancor più forti perchè uniti alla mafia siciliana, rappresentati in parlamento, protetti dai carabinieri, etc.. etc.. Come si accennava sopra, il contesto era quello della rottura del fronte antifascista sul piano internazionale ed interno.

Il tanto decantato Piano Marshall, ad esempio, finanziava la ripresa dell’ Italia ma anche l’ attività  anticomunista, quindi anche costoro, venivano unti. L’ Italia era considerata un trampolino della guerra all’ URSS. Del resto ancora oggi siamo di fatto occupati, ed  abbiamo più basi USA in Italia, che Basi Nato. Avevamo perso la guerra, ma l’abbiamo persa due anche tre volte, e da allora siamo e restiamo una colonia Americana e Britannica. In questo quadro, l’ epurazione dei gerarchi fascisti e monarchici non solo non si fece, ma accadde il contrario. I prefetti insediati nel processo di Liberazione, ad esempio, furono tutti rimossi (46). Partì una contro-epurazione in grande stile nella PA e nell’ esercito. Furono ripristinate le schedature politiche del ventennio. L’anima nera di questa operazione fu ovviamente il Ministero degli Interni Scelba. Man mano, Scelba usò ed inserì questi criminali di guerra e non solo, nelle piu delicate postazioni dello Stato: nella polizia ed esercito, ovunque nella pubblica amministrazione e giustizia.

Scelba, secondo Badget Bozzo, fu l’ uomo di rottura fra lo Stato e la Resistenza di Liberazione dell’ Italia. Parallelamente alla dichiarata, ma mai attuata epurazione, c’era il tema della pacificazione. L’ Italia era distrutta, il popolo non era di certo mai stato abituato alla democrazia. I partiti di massa si stavano ricostruendo ed erano impreparati al conflitto. Ed in questo quadro che si colloca l’ amnistia di Togliatti. Amnistia che non fu mai digerita dal partito, aveva ripulito delinquenti di ogni specie.

Le aministie, poi, furono molteplici tese ad estendere a tutti, quella iniziale, quindi liberi tutti, con camicia pulita bella bianca, non più nera e macchiata di sangue degli Italiani.    Il quadro era certamente quello di un paese occupato, di un paese che era stato diviso per un certo periodo fra Nord ancora occupato da tedeschi, e liberato dai partigiani, ed i fascisti e centro-sud liberato dagli alleati. Situazione che determinò  un forte contrasto fra i partigiani e le rispettive strutture romane immutate.

Cosi chè, nei passaggi cruciali, si concretizzò una forte critica da parte dei partigiani: la resistenza tradita più volte e sconfitta.

I lavori della Costituente, dunque, si tenevano in un periodo di grandi difficoltà  e, a volte, nell’ incomprensione da parte delle forze antifasciste del quadro che si andava delineando e che non portava certo alla rottura con il passato, ed alla discontinuità   con lo Stato precedente regio-fascista, ma alla riconferma del vecchio sistema, corrutele comprese.

Eppure, in tale contesto interno ed internazionale, e qui sta il miracolo, nell’ Assemblea Costituente, una maggioranza democratica, antifascista, antiliberista riuscì ad approvare la Carta Costituzionale che tutti, o quasi tutti oggi conosciamo.

La divergenza era totale. Mentre la Costituzione dava piena legittimità  ai diritti sociali, civili, politici, al conflitto sociale, il governo De Gasperi riteneva il conflitto un problema di ordine pubblico da gestire con stile e  metodi militari che ben conosciamo. Questo, ogni ribellione di popolo, manifestazione di piazza, infatti, era ritenuto la palese manifestazione della volontà  di comunisti e dei socialisti di sovvertire il sistema.

Erano tutti nemici interni  esattamente come nella dittatura precedente, ( cambiare tutto affinché nulla cambi ). Da Portella della Ginestra in avanti, una mano pesante si abbatte sulle lotte di popolo, di tanti misteri del passato prossimo, da piazza Fontana al delitto Moro all’assassinio  del generale dalla Chiesa..  si può pensare pure a Falcone e Borsellino e tanti altri.

Pietro Secchia, in un intervento alla Camera del 1951 presentò una statistica relativa agli incidenti fra manifestanti e forze dell’ ordine. Dal 1948 al 50 (i primi due anni della Costituzione) ci furono fra i manifestanti: 62 morti, 3123 feriti, 91433 arrestati, 19313 condannati. Ma la restaurazione non si ferma qui. A livello economico fu nominato ministro dell’economia  Einaudi: affiliato alla banda iper liberista di Mont Pellerin di Von Hayek.  Del resto la Dc di De Gaspari non scherzava con il suo decalogo liberale. Altre scelte furono ancora ugualmente pesanti. Rimase il famigerato Codice Rocco del ventennio. E furono sospese le elezioni della Corte Costituzionale e del Consiglio Superiore della Magistratura altro che fascismo, tutti gli uomini (traditori ) di Mussolini ancora al comando dell’Italia!! In questo periodo, si giunse anche al punto di tentare di legalizzare parte di quelle strutture ex fasciste e monarchiche, ( gli squadristi ) di cui si è parlato in precedenza travestendoli da protezione civile. Questa intenzione, allora non andò a buon fine per l’opposizione di Carabinieri ed Esercito che non tolleravano più doppioni a proprio discapito. Ovviamente queste strutture non scomparvero e di qualcuna c’è  stata traccia.

Vedi Gladio e Cossiga. Ovviamente queste strutture facevano riferimento diretto agli americani ed al loro intelligence. Anzi, il progetto di cui sopra era un progetto americano di livello europeo. Da subito, dunque, la Carta fu congelata e si cominciò a praticare quello stato di eccezione che sarebbe stata la caratteristica quasi continua della Repubblica fino ai giorni nostri. Allora la chiamavano: democrazia protetta !! Questa situazione continua anche dopo la sconfitta di De Gasperi (53) successiva alla legge truffa.

Scelba divenne addirittura primo ministro (54). Seguì  Tambroni. Come già  ricordato, solo con il primo centrosinistra. . . . si pose temporaneamente fine ed in parte al centro-fascismo democristiano.

In Germania accadde qualcosa di simile. Nella recensione (Venerdì  di Repubblica) del libro antimilitarista: Il disertore di Siegfried Lenz, scritto in Germania nell’ immediato  dopoguerra, Tonia Mastrobuoni scrive: I sopravvissuti dell’ ideologia  della morte si annidavano nello Stato e nell’ industria,  nonostante la sbandierata denazificazione. ..hanno convinto di essere indispensabili per rimettere in moto la Germania. Continuarono per anni ad avvelenare il paese. Riconquistarono le cattedre, le scuole, le istituzioni che avevano mortificato.

Questi giudizi sono relativi al fatto che il libro non fu stampato nel 52 poiché  colui che lo giudicò  non pubblicabile era un ex SS riciclato nell’ editoria. Il libro è stato stampato (con successo) 65 anni dopo!! Questa ricostruzione, dice l’ autore  citando Pavone, non deve trarre in inganno: il continuismo imposto non è mai stato immobilismo, il popolo ha combattuto.

Bisogna tenere conto dei grandi cambiamenti apportati e del contesto: Italia distrutta, guerra fredda, rottura del CLN. Ma è anche vero, afferma, che Parri, Nenni Togliatti, nei rispettivi ruoli, mancarono l’ obiettivo della discontinuità , ( forse minacciati? ) chissà  ?
Questa mancata rottura, tuttavia, ha reso impossibile la costruzione di un ethos costituzionale di massa condiviso. Anzi, per anni c’è  stata una  retorica della legge Costituzionale sganciata dai suoi contenuti. Non a caso emerse come un faro la Presidenza Pertini. Per altro verso, allora come ora (anche dopo il 4 dicembre) il riferimento alla Costituzione è più  sulla parte formale che sostanziale. Quando, al contrario, la caratteristica della Carta è  proprio la centralità  del lavoro come base della cittadinanza e della democrazia, l’ obbligo per lo Stato di rimuovere gli ostacoli che impediscono i diritti fondamentali.     Altro che profitto, mercato, e libera finanza !! Oggi come allora, il nemico principale non è più  il fascismo ormai morto e superato,  ma il liberismo e le sue forme politiche: i vari centrismi più volte collusi. Qui si annidano ancora le varie lobbiees e forme di destra.    Non a caso i Renzi, e altri prima di lui (Berlusconi, ad esempio) hanno sempre operato per il congelamento costituzionale. E se allora il centrismo sciolse o annodò  in negativo i nodi capitale-lavoro, i laici -cattolici, il nord e sud. Oggi il neoliberismo sta imponendo una rottura ancor più radicale e unilaterale.  Per questo la Carta Costituzionale dà  fastidio. Infatti  sempre li ha ricordare che c’è un modello inevaso, una società  mancata, ed una vita alternativa possibile. Per questo motivo il popolo italiano ha ancora dinnanzi un compito storico: attuare la Costituzione, renderla ancor più viva in grado costruire un paese ed una storia diversa.

Ogni tanto la storia va ripresa là  dove si è  interrotta. Quella data per il popolo Italiano è  ancora il primo gennaio del  1948.

L’UOMO CHE SFASCIO’ UNO STATO

Raccolta storica

Nasce nel 1883 vicino Forlì, Benito Amilcare Andrea Mussolini  figlio di Alessandro fabbro e socialista, più volte processato, e Rosa Maltoni maestra elementare. M. studia prima al collegio salesiano, poi nel collegio Carducci di Forlimpopoli.

 A Verona. l’iscrizione al Partito Socialista Italiano (PSI) a soli 17 anni (1900). Poco dopo, forse allo scopo di sottrarsi al servizio militare, si reca in Svizzera, dove fa il suo ingresso negli ambienti un po’ anarchici e un pò rivoluzionari europei e si accosta alle letture dei principali filosofi, ed illuministi, unitamente a vari politici del secolo XIX, Legge le varie teorie di:  Carlo Marx, Proudhon, Pareto e Nietzsche, adora *Gustav  LeBon. Si lega in particolare ai rivoluzionari Giacinto Menotti Serrati, e futuri comunisti, e frequenta  Alexandra Balabanov, futura esponente del PSDI.

La sua attività  giornalistica anticlericale lo porta a Trento a dirigere “L’avvenire del lavoratore”, ma venne quasi subito espulso, quindi torno a Forlì nel 1909 dove conobbe Rachele Guidi che poi sposo nel 1915, venne condannato per la propaganda contro la guerra Libica a 5 mesi di carcere. Sostenuto da amici solidali divenne poi direttore dell’Avanti ! quindi si trasferì a Milano.

Con lo scoppio della Grande Guerra M. cambia radicalmente idea sulla questione doveri dell’Italia, egli spinto dai suoi sponsor, pensava si dovesse entrare nel conflitto, ovviamente il cambiamento non fu gradito al Psi che ufficialmente lo espulse dal partito e ovviamente dal giornale ufficialmente per questo motivo, ma si scoprì che aveva percepito dei finanziamenti in sterline dagli inglesi, ed altro da vari industriali per la guerra,  allora fonda il Popolo d’Italia nel novembre del 1914, sempre finanziato da vari interessi. Venne richiamato alle armi nel 1915, due anni più tardi venne ferito in una esercitazione, una volta guarito torna alla direzione del giornale.       Nel dopoguerra insieme ai suoi uomini, fonda il movimento fascista (23 marzo 1919), nel 1922 dopo la marcia di Roma,  portata avanti da Farinacci e camerati, con le sue milizie, si mette a capo e fa sì  che il Re lo incarica di formare il nuovo governo, nel 1924 consolida il suo potere grazie anche al risultato delle elezioni.

  1. dopo l’assassinio di Matteotti, il quale aveva denunciato irregolarità nelle elezioni, M. entra in crisi, ma i partiti antifascisti lacerati internamente non ne approfittarono, e così M. supportato dai suoi fedeli. . . . ? ne uscirà con un atto di forza.
  2. Col discorso alla camera (3 gennaio 1925) e poi con le misure adottate di seguito (le leggi restrittive delle libertà , fascistissime varate per soddisfare certe gerarchie e lobbiees),  sconvolsero la struttura liberale dello stato italiano.

Aumentarono su tutto il territorio gli squadristi milizie armate parallele allo stato, si propaganda il culto del Duce, un uomo solo al comando pensa a tutto lui, vittima e carnefice di tutto, pupazzo alla mercè  dei furbetti e delinquenti.  Concluse con la Chiesa un accordo, con i Patti Lateranensi (la Chiesa riconobbe lo stato italiano e la sua capitale che a sua volta riconosceva lo stato della Città  del Vaticano,  inoltre l’Italia si impegnava a pagare una forte indennità  per ripagare il Papa della perdita dello Stato Pontificio, inoltre fu ideato un concordato che intaccava pure il carattere laico stato, era sicuramente manovrato da molte mani), la politica interna fu conservatrice. La politica estera faceva perno sulle rivendicazioni nazionalistiche, tenta di essere al centro delle vicende internazionali, con sconfitte ed a volte con successo, come durante il tentativo di annessione tedesca dell’Austria, e quando promosse il convegno di Stresa con l’Inghilterra e la Francia dove sembrava essere nato un fronte antitedesco, ma le cose cominciarono a cambiare quando conquistò l’Etiopia, cosa che gli mise contro gli inglesi e gli fece sprecare grandi quantità  di entrate dello stato, inoltre fece combattere alcuni reparti dell’esercito a fianco di truppe dell’esercito tedesco nella rivoluzione spagnola, ( aveva ovviamente dimenticato i suoi ideali per fatti terreni )  permise senza opporsi l’Anschluss annessione dell’Austria alla Germania nazista,  e la persecuzione ebraica, e così il suo destino si legava sempre più a quello di Hitler.

Nel 1939 scoppia la guerra, M. nonostante i venti anni avuti a disposizione e a dispetto dei suoi stessi discorsi non aveva preparato per nulla militarmente l’Italia ad una guerra,  infatti cerca   di non entrare subito nel conflitto, dichiara la “non belligeranza”, si decise solo quando la vittoria tedesca sembrava a portata di mano, ovviamente non fu così e il fallimento prima della guerra parallela (intendeva combattere contro l’Inghilterra impegnandola in fronti diversi da quelli tedeschi),  poi anche di quella a fianco della Germania.

Lo sbarco alleato effettuato in Sicilia il 10 luglio 1943,  con complicità  interne e della mafia siciliana di allora,  diedero il pretesto al Gran Consiglio del Fascismo di approvare un ordine del giorno contro di lui, i suoi amici erano già  pronti a cambiare la camicia, era il 24 luglio del 1943 .     Poche ore dopo il Re ne approfitto per riprendere il potere, lo fece arrestare, fu portato prima a Ponza poi alla Maddalena infine al Gran Sasso, dove volutamente venne liberato e portato in Germania dai paracadutisti tedeschi, pochi giorni dopo l’armistizio del governo italiano (8 settembre 1943).   M. ritorno in nord Italia per fondare la Repubblica Sociale Italiana (o Repubblica di Salò) che cercava di far rivivere il mito fascista, e dava a Hitler il pretesto dell’occupazione,  ma ormai comunque,  era tardi e anche la Germania dava segni di cedimento.

Negli ultimi mesi di guerra lo si vide raramente in pubblico, una volta crollata la linea gotica penso’ a rifugiarsi a Milano tentando di venire patti col Comitato di Liberazione Nazionale, temendo la cattura fuggì verso Como per poi andare in Svizzera, nonostante fosse vestito da soldato in una colonna di tedeschi in ritirata venne riconosciuto ad un posto di blocco partigiano, che dopo un sommario processo venne fucilato (28 aprile 1945), il suo corpo venne esposto in piazza a Milano assieme alla compagna e alcuni gerarchi fascisti, poi dopo numerose traversie venne sepolto a Predappio.

Ma non finì con la sua morte la tragedia degli Italiani e dell’Italia stessa, i suoi sostenitori o i suoi Uomini continuarono. . . . . .

Cari Italiani,

siamo lieti di informarvi che potete smettere di preoccuparvi per la vostra futura pensione.
Perché non ci arriverete a percepirla, ci sta pensando il vostro caro ed affezionato governo, a bracetto con le multinazionali del veleno.
Gli accordi commerciali che il governo Italiano ed Europeo sta firmando con gli Stati Uniti, sono una trappola infernale, stanno protestando Francesi, Tedeschi etanti altri paesi Europei, in Italia non si sa nulla, sappiate che,  le multinazionali Americane possono chiedere risarcimenti miliardari agli stati che non rispettano le regole, ed offrire mazzette ai politici corrotti per farsele firmare  – questo trattato si chiama  TTIP – inonderanno i discount dove voi cittadini ignari fate la spesa con tonnellate di merda tossica della quale vi sarà possibile nutrirvi a bassao prezzo, ma impossibile sopravvivere.
I consumatori americani sono già in parte già mitridatizzati da generazioni, basta guardare in giro per le strade Americane, esseri deformi,  mostri ripieni di grassi dai quali è impossibile liberarsi, mix di antibiotici, grandi insalate di diserbanti, ogm a volontà e  poi alcool a gogò,  ed infinità di  droghe di tutte le specie, e chissà quant’altro ci offriranno, ma voi popolo ignari, pensando magari al risparmio, con la vostra arcaica dipendenza dal cibo ( sano? ) e tutelato come fino ad oggi dalle nostre regole europee,che ci protegono un po’,  non avrete scampo, verrete raggirati, abbindolati e come fessacchiotti vi autodistruggerete con la merda Americana.

Ci penseranno tutte le malattie che quegli’alimenti ci propineranno, per le quali il nostro sistema sanitario non avrà più i fondi per curarvi, e contro le quali  non ci saranno più rimedi  efficaci.

Esistono molti  modi  di rendere la schiavitù  di fatto legale, e noi per  restare competitivi, diventeremo schiavi, quindi i nostri salari dovranno diminuire. Sarà lecito comprare lavoratori italiani o svenderli, come qualunque merce.

È necessario che siano anche smontabili, riverniciabili, e soprattutto altrettanto resistenti. I crash test adoperati per i prodotti saranno applicati anche ai lavoratori, solamente chi ne uscirà vivo si salverà e dovrà lavorare sodo, da schiavo del capitale e delle multinazionali Americane ovviamente.

Chi di voi scamperà a tutto questo, alla fine si troverà comunque ad affrontare l’allargamento del conflitto nella penisola araba, sempre pilotato dalle multinazionali a piacimento
Nessuna guerra può essere circoscritta in eterno, questo sarà lo slogan del futuro
Cari italiani, non preoccupatevi quindi del vostro futuro.
Perché non ce l’avete.

E’ una vita che i cinque stelle vanno dicendo che il TTIP e’ una porcheria pazzesca.
Ora se la gente anti sistema votasse  in massa contro allora qualcosa potrebbe cambiare.
I 5stelle avranno tutti i difetti del mondo,  ma sfido a trovare chi affronta le stesse tematiche in parlamento con la schiena dritta.
Scendendo i piazza a manifestare vedo una folla fuori dai cortei che sta seduta a prendersi il caffe’ al bar come se tutto andasse bene, o vedi gente che sta a casa davanti ad una tastiera a piangersi addosso, o vedi il ” so tutto io, e sono il 50% degli Italiani ” che ha capito come gira il mondo e pensa come gli struzzi con la testa in una buca ad occhi chiusi, ed il culo fuori pronto per chi passa da lì e si vuol divertire, pensa che sia inutile andare a votare e che bla bla bla è proprio lui che distrugge la democrazia e  l’Italia.
Insomma popolo sveglia,  bisogna tirarsi su le maniche e cominciare ad essere tutti attivi e dire basta ai banditi che ci governano.
E’ ormai evidentemente che, colui che parla e basta, lo fa perchè sta ancora molto bene.( è un parassita un militare, un dipendente comunale o statale, un aggregato alla politica, e pensa che la pacchia sia all’infinito.)  Non importa, sappiate che, quelli bravi scapperanno ed arriverà il momento che anche costoro verranno schiavizzati, quando  alzeranno le natiche dalla sedia, l’Italia ormai sarà colonizzata totalmente e sarà ormai troppo tardi.
Vedi il caso Muos, gli americani probabilmente avranno la meglio, ma i cittadini dei comuni stanno combattendo per la loro sopravvivenza, saranno già morti quando ve ne accorgerete.

QUANDO I PROFESSORI INDOVINANO

 

Tutti conoscono la storia del dito che indica la luna e dell’imbecille che guarda il dito. Sembra che in questi giorni a Bologna si sappia solo vedere il dito. Il dito è l’azione di un gruppo di studenti del CUA che hanno esposto un telo con su scritto “Fuori i baroni della guerra dall’università” durante la lezione del professor Panebianco. Si è trattato di una presa di parola le cui modalità non mi importa discutere, perché si tratta di minuscoli dettagli a confronto della luna.

E la luna cos’è?

La luna è quel che il professor Panebianco ha scritto in un editoriale pubblicato dal Corriere della sera.

un articolo comparso sul Corriere. Il 14 febbraio 2016 il politologo prof. Panebianco, aveva scritto sul quotidiano di via Solferino della possibilità di un intervento militare italiano in Libia: “C’è da temere che, quando arriverà il momento dell’intervento il governo non sia riuscito a preparare l’opinione pubblica, non l’abbia resa edotta dei pericoli che correremo se non verrà fermata la deriva libica. Se arriveremo a quell’appuntamento con una opinione pubblica impreparata, ci saranno forti contraccolpi nelle piazze e in Parlamento”.

Panebianco aveva parlato anche del Muos, il sistema satellitare di difesa missilistica che gli Stati Uniti vorrebbero installare in Sicilia, nonostante la contrarietà di molti cittadini: “Il Muos potrebbe essere uno strumento prezioso per anticipare eventuali attacchi missilistici”.

E’ arrivato quanto predetto ed avvertito dal professore, si riarma Sigonella,  abbiamo pronti i militari, ed i poveri analfabeti universitari Bolognesi, non se ne sono nemmeno accorti,  professore penso che sia inutile dispensare perle di saggezza e cioccolatini ai somari, bastano due frustate un po’ di fieno ed una carota, l’unica risorsa per chi è privo di materia grigia, smettere di scaldar sedie e banchi, e prima di parlare ed agire  controllare se il cervello è in moto.

Una volta,  certi studenti erano  definiti scaldabanchi, braccia sottratte all’agricoltura.

 

Egli scrive dapprima:

“L’ennesima sentenza della magistratura ha dato ragione a mamme preoccupate e ambientalisti vari che cercano di impedire che il Muos, il sistema militare americano di comunicazioni satellitari entri in funzione a Niscemi, in Sicilia. Il Muos potrebbe essere uno strumento prezioso per anticipare eventuali attacchi missilistici ma c’è chi ipotizza che il suo funzionamento danneggerebbe la salute.”

Fin qui niente di nuovo, si sa che i destini della patria sono più importanti delle preoccupazioni mammesche. Ma dopo aver ridicolizzato “mamme preoccupate e ambientalisti vari”, Panebianco dice qualcosa di enorme, che merita di essere preso in considerazione molto seriamente.

Egli scrive:

“Ciò che accade intorno a noi, dovrebbe convincerci di quanto inconsistenti siano le giaculatorie sulla necessità di una «Europa politica», la quale, come è noto, viene sempre evocata solo quando si parla di euro e di banche. Si dimentica che le unificazioni politiche non si fanno col burro ma con i cannoni. Sono sempre state guerre e minacce geopolitiche a innescarle.”

Ecco la luna da guardare con attenzione, altro che il ditino: come insegna la storia, dice il professor Panebianco, le nazioni si forgiano nella guerra e non sul burro , dunque ci si prepari, e i disfattisti vadano in galera.

E’ legittimo quello che scrive Panebianco? Certo che lo è, Panebianco ha diritto di dire quello che pensa, e lo dice con assoluta chiarezza: la crisi europea non si risolverà, perché l’Unione ha fallito. La sola maniera di rifondare il processo europeo è qualche milione di morti. Negli ultimi venticinque anni alcuni milioni sono già stati massacrati in Iraq, Siria, Palestina, e nel paese curdo. Ma Panebianco annuncia che adesso è il nostro turno: mettetevi in fila, ragazzi.

Dobbiamo stupirci se si è messo a strillare qualcuno degli studenti che stanno pagando con la precarietà e la miseria le scelte dell’Europa finanziaria, e che domani pagheranno con la vita le scelte dell’Europa militare? Mi preoccupano molto di più tutti quegli altri studenti, cui la disperazione ha tolto perfino la voce e la dignità di ribellarsi.

Da quindici anni le potenze impotenti dell’Occidente fanno una guerra dopo l’altra e alcuni professori (non tutti) hanno applaudito i bombardieri che partivano per l’Afghanistan, per l’Iraq, per la Libia. Con quali risultati lo sappiamo: centinaia di migliaia di morti, milioni di fuggiaschi che l’Europa respinge, intere regioni devastate, una generazione di giovani musulmani spinti dalla violenza e dall’umiliazione a impugnare un coltello per tagliar gole.

Forse a Panebianco nessuno gliel’ha detto, ma la guerra in Libia cui ci chiama l’abbiamo già combattuta, nel 1911, nel 1940, e infine nel 2011.

Combattiamola ancora, ordina Panebianco. E qualcuno chiami le guardie per mettere a tacere studenti disfattisti, mamme preoccupate e ambientalisti vari.

Però i fatti previsti gli stanno dando ragione.

 

 

Avevano ragione i no global,

 

Parlando a Bruxelles, Padoan ha detto che occorre un sussidio di disoccupazione europeo, perché in assenza dell’aggiustamento del cambio, o svalutazione,  la risposta alle crisi avviene con l’abbassamento dei prezzi, per vendere,  e dei costi per non andare in perdita, “intervenendo con la compressione del mercato del lavoro”  cosidetto JobAct.         Quest’idea non nuova “risale agli anni ‘70”.   La misura del sussidio deve essere “di natura temporanea”, perché “sarebbe controproducente se ci fosse un trasferimento permanente di risorse da un Paese all’altro”.

L’espressione “compressione del mercato” è pudica al limite del criptico. Ve la traduco. Se il resto del mondo va in crisi, compra di meno da noi.    Visto che il cambio non può flettersi, per rilanciare le esportazioni dobbiamo far calare i prezzi dei nostri prodotti, e quindi i rispettivi costi, primo fra tutti quello del lavoro che è un costo fisso.    Ma siccome nessuno accetta volentieri un taglio del salario, ecco che con austerità pilotata e jobs act si crea volutamente un po’ di disoccupazione, sperando che chi si trova a spasso accetti di farsi pagare di meno, e che ciò ci renda più “competitivi” (cioè più convenienti per l’estero) e vendere i nostri prodotti. Unico neo: senza lavoro non si campa e non si spende. Per rimediare a questo effetto collaterale, mamma Europa dovrebbe raccogliere risorse dai paesi in crescita, e ridistribuirle via sussidio di disoccupazione a quelli in crisi. Chiaro il concetto?     Padoan ha confessato che quando l’aggiustamento non lo si fa col cambio, lo si fa con la disoccupazione, e che questa cosa è nota fin dagli anni ’70.

In effetti, a quei tempi Luciano Barca ammoniva che l’integrazione monetaria europea era “una politica di recessione e di deflazione antioperaia”, e Padoan oggi, a danno ormai fatto, ce lo conferma. Allo studioso fattosi politico mi viene da porre una sola domanda: caro Pier Carlo, visto che tutti sapevano che questo sussidio era necessario, secondo te perché nessuno ha imposto che lo si allestisse prima di entrare nella moneta unica? Forse per lo stesso motivo per il quale i nostri governi hanno accettato il Fiscal compact prima che si approvassero gli eurobond, o l’Unione bancaria prima che si creasse un’assicurazione europea sui depositi bancari.

Mi umilia questo comportamento dei nostri governi, che prima accettano patti penalizzanti per noi, e poi mendicano pietà; e mi scottano le parole di Wolfgang Munchau, che ha definito questa prassi “un miscuglio di codardia e incompetenza”: se dicono Nein i tedeschi, in effetti, potremmo dirlo anche noi. Certo, da loro abbiamo molto da imparare: come truccare un motore Diesel, come imbottire di subprime Deutsche Bank, come salvare con 16 miliardi di denaro pubblico Nordbank, e così via… Ma non mi sentirei troppo in soggezione per questo. Aggiungo due parole su un altro preclaro personaggio proveniente dallo stesso dipartimento: Mario Draghi. Di lui non posso avere alcun ricordo personale: ci separano anagrafe e carriera. Però, in qualche modo, gli sono affezionato: gli devo la più azzeccata delle mie previsioni, quella emessa il 30 luglio 2012, quando specificai sul mio blog che non sarebbe riuscito a far nulla di risolutivo per la crisi dell’Eurozona. Infatti non c’è riuscito, e l’ha ammesso: il 4 febbraio ha detto che forze globali congiurano a mantenere bassa l’inflazione. Abbiamo così appreso due cose: che l’inflazione bassa è un problema (ma non era un vantaggio?), e che creare un impero europeo per contrastare i mercati globali non serve a nulla.     Prevederlo era facile, anche perché, se ci fate caso, le forze globali c’entrano ben poco: la colpa è nostra.

Abbiamo fatto l’euro per comprimere i salari, e ora ci lamentiamo che i prezzi non crescano abbastanza. Recriminazioni che, se la gente non crepasse di fame, farebbero crepare dalle risate.

 

CAPITALISMO ESTINTIVO

Il recentemente scomparso filosofo Costanzo Preve affermava  che, il probabile fattore della rottura del presente sistema capitalistico finanziario, arriverà, prima o poi, ma inevitabilmente arriverà, in forma di reazione della stessa natura umana, che è sì adattabile, ma non infinitamente comprimibile alle sempre più dure trasformazioni delle condizioni di vita che, il detto sistema e i suoi avidi mercati gli impongono.

Trasformazioni continue che non portano maggiori investimenti, o migliori produzioni, né a piena e stabile occupazione, néppure a un progresso e/o di superiore civiltà, ma sempre più a una continua individualistica lotta quotidiana per la sopravvivenza,  nella continua competizione a 360° in un eterno presente, assolutamente amorale e destoricizzato  praticamente, all’homo homini lupus o al bellum omnium erga omnes di hobbesiana memoria, cioè a una condizione asociale amorale.

L’homo sapiens, si sta comportando, come al meccanismo finanziario che genera una quantità potenzialmente infinita di ricchezza monetaria, esattamente come fa il topino di laboratorio con gli elettrodi infissi direttamente nei centri cerebrali del piacere, il quale prende ad azionare freneticamente e incessantemente la leva che gli manda la scarica, trascurando di mangiare e di bere, finché non muore. Quel meccanismo dà non solo piacere, ma anche dipendenza, perché, quando rallenta, le borse e i ratings crollano e si profila la catastrofe: i mercati esigono che la leva sia azionata ancora più intensamente, sempre più intensamente… Pertanto è oggettivamente improbabile che il genere umano arrivi a fermare questo meccanismo, a interrompere il corto circuito che lo sta bruciando.

 

La carne e dannosa all’ambiente

 

 

La carne fa più danni di un volo a lungo raggio.

Il cetriolo---posto-fisso    I dati erano così allarmanti che mi rifiutavo di crederci. Li ho trovati nascosti in una nota, e in un primo momento ho pensato che doveva essere stato un errore di stampa. Così ho controllato la fonte, ho scritto alla persona che per primo li ha pubblicati e ho seguito le citazioni. Con mio grande stupore, sembrano reggere. 
Un chilogrammo di proteine ​​bovine allevate in una fattoria delle colline britanniche può generare l’equivalente di 643 kg di anidride carbonica. Un chilogrammo di proteine ​​d’agnello prodotto nello stesso luogo ne può generare 749 kg.

 

Un chilo di proteine da entrambe le fonti, in altre parole, provoca più emissioni di gas serra di un passeggero che vola da Londra a New York.

Questo è il caso peggiore, e i dati provengono da un allevamento i cui suoli hanno un alto contenuto di carbonio. Ma i numeri scoperti da uno studio più approfondito asono poco incoraggianti: si potrebbe sostituire il vostro volo per New York con una media di 3 kg di proteine ​​d’agnello prodotte da aziende agricole collinari dell’Inghilterra e del Galles. Dovreste mangiare 300 kg di proteine ​​di soia per creare lo stesso impatto.

Scegliendo il pranzo di Natale – o facendo qualsiasi altra scelta – ci sembra di prendere decisioni informate e razionali. Ma ciò che sembra e si percepisce come giusto talvolta è tutt’altro. Nella fattispecie, molte caratteristiche che siamo portati a vedere come virtuose – animali che pascolano liberamente attraverso le montagne, con i pastori che se ne prendono cura, nessuna mostruosità di cemento e acciaio o qualsiasi altra bruttezza della moderna agricoltura intensiva – generano impatti devastanti.
I dati sono così alti perché questa forma di zootecnia è molto improduttiva. Per allevare un agnello, è necessario mantenere una vasta area di terra brulla e fertile. L’animale deve girare per le colline per brucare il cibo, bruciare più grasso e produrre più metano di quanto potrebbe fare una bestia in stalla.

Sì d’accordo i profitti. Ma quello che può essere un bene per gli animali d’allevamento è spesso un male per il mondo naturale. Gli abusi della produzione interna intensiva vanno di pari passo con la devastazione della produzione estensiva all’aperto. L’allevamento del maiale all’aperto e il pollo d’allevamento, praticati attualmente su scala, può essere disastroso per l’ambiente. Nitrati e fosfati talvolta si riversano dai loro recinti direttamente nei fiumi. Salvo i casi in cui sono tenuti a bassa densità o in campi ben drenati, i maiali tendono a schiacciare il terreno: un amico descrive alcune fattorie agricole che ha visitato come veri e propri porcili a cielo aperto. 
È possibile aumentare la produzione – il che significa meno gas ad effetto serra per chilo di carne – dopando gli animali con ormoni e antibiotici. Ma anche questo ha un costo. Il direttore di Antiobitic Research del Regno Unito ha avvertito questa settimana che è ormai quasi troppo tardi per prevenire una grave crisi globale. Questo in parte perché gli agricoltori senza scrupoli hanno scoperto l’uso dell’antibiotico colistina – l’ultima grande speranza di uccidere i batteri resistenti – sui propri animali, per aumentarne il peso.

Ma di tutte le varie forme di produzione, la più attraente è una delle peggiori. L’agricoltura di montagna non solo contribuisce in modo selvaggiamente sproporzionato al cambiamento climatico; essa distrugge anche i nostri bacini, aumentando le probabilità di pericolose inondazioni, e d’altro canto distrugge quelli che sarebbero i nostri rifugi della fauna selvatica: i grandi altipiani vuoti, in cui l’attività economica è sostenuta soltanto attraverso ingenti sussidi all’agricoltura. E’ difficile pensare a qualsiasi altra attività umana con un tasso più alto di distruzione al ciclo del prodotto economico.

I miei amici del settore mi accusano di essere anti-contadino. E’ vero che sottolineo il lato oscuro, in gran parte perché così pochi altri giornalisti sembrano disposti a coprire queste questioni. Ma non ho un’antipatia viscerale per l’allevamento – piuttosto il contrario. Visitando una fattoria Exmoor la settimana scorsa, mi sono ricordato di tutto il bello di allevare le pecore. L’idillio Arcadiano, una concezione della vita del pastore (sia nella teologia dell’Antico Testamento che nella poesia pastorale greca) come sede di innocenza e purezza, un rifugio dalla corruzione della città, risuona ancora dentro di noi. Ma nel bel mezzo di una crisi multiforme – la perdita catastrofica di fauna selvatica, devastanti ma evitabili inondazioni, il collasso climatico – questa piacevole fantasia mi sembra una grande e dispendiosa indulgenza.
Per quanto riguarda il mangiare cibo locale, be’ in alcuni casi ha senso. Aiuta a generare un senso di luogo e di appartenenza, cosa da non trascurare.

Quando compriamo frutta e verdura di stagione dai contadini locali, anche l’ambiente se ne giova. I Ma abbiamo la tendenza a dare più importanza ai kilometri percorsi dal cibo e meno ad altri tipi di impatti. In media, il trasporto costituisce solo l’11% delle emissioni di gas serra causate dal settore alimentare. Gli impulsi inviati dall’altra parte del mondo possono provocare un impatto di gran lunga inferiore della carne prodotta qui.

Un articolo pubblicato pochi giorni fa suggerisce che il passaggio dalla carne alle verdure verdi sarebbe dannoso per l’ambiente. Per caloria,  la coltivazione delle lattughe produce più gas serra di un allevamento di suini. Ma questo dimostra che le lattughe sono a basso contenuto di calorie. Si avrebbe bisogno di mangiare 15 kg di lattuga per soddisfare il  fabbisogno energetico quotidiano, che potrebbe essere ragionevole se fossimo dei conigli del peso di 200kg. Come osserva un altro studio, “20 porzioni di verdura hanno meno emissioni di gas serra rispetto a una porzione di carne bovina”.

Dato che le persone di tutto il mondo adottano la dieta occidentale, un articolo di Climate Change stima che il metano e il protossido di azoto prodotti in agricoltura potrebbero salire all’equivalente di 13 miliardi di tonnellate di anidride carbonica all’anno entro il 2070. Questo è più di quanto tutte le attività umane combinate insieme possono produrre in modo sicuro senza superare due gradi di riscaldamento globale. Il collasso climatico sembra inevitabile – a meno che non cambiamo la nostra dieta.

Questo significa, soprattutto, scambiare per proteine vegetali la maggior parte delle proteine animali che mangiamo. Non è difficile, a meno che non facciamo così. Molti inglesi sono abituati a mangiare dhal ogni giorno. L’hanno chiamato pudding di piselli, minestra di piselli o zuppa di piselli. Come in Asia del Sud, i suoi ingredienti variano da luogo a luogo e di stagione in stagione. E’ solo il componente di una dieta che offre abbondanza di varietà – senza distruggere la grande varietà della vita. 
Non vi sto esortando a non mangiare carne o altri prodotti animali. Sto suggerendo che tutti noi dovremmo mangiare molto meno. Eccetto gli eccessi di Natale. E anche allora, scegliete saggiamente.

 

Quel che mangiamo è solo veleno ?

Quel che mangiamo è solo veleno ?      Lo dicono all’  EXPO come ci nutriamo ?

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Gli agenti lievitanti di sintesi contengono prodotti chimici il cui vero impatto nell’uomo è sconosciuto, dal momento che tutti mangiano cose diverse e che anche al variare di piccole quantità di elementi, si possono scatenare processi completamente diversi in individui diversi.

Intendiamoci, qualsiasi cibo lievitato, anche il più naturale, ha una minima dose di nocività, ma gli agenti lievitanti di sintesi hanno, come si può immaginare, una percentuale di nocività di molto superiore.
Secondo la legge, anche un cibo definito “biologico” può contenere agenti lievitanti di sintesi, il legislatore afferma che sono permessi solo quegli additivi il cui impatto sulle naturali funzioni dell’organismo sia minimo. Resta da capire perché mai, i consumatori di cibo non biologico, debbano per legge mangiare merda?.

Gli agenti contenenti fosfati sono sconsigliati nella preparazione di cibi destinati ai bambini, che risentono maggiormente del superamento della “dose giornaliera consigliata”.
Ovviamente ci sono delle soglie oltre le quali l’organismo supera la dose giornaliera. Come possiamo saperlo? Leggendolo sull’etichetta, ma chi ci indica la dose giusta?.

Il produttore è obbligato a scrivere la dose di additivo aggiunto al prodotto in etichetta? Non sempre. Ad esempio, il sodio pirofosfato è indicato con la sigla E 450. Le quantità massime permesse variano, a seconda del prodotto, da 0,5 g a 20 grammi per chilo. Sta al produttore decidere la quantità e non c’è l’obbligo di riportarlo in etichetta.

Anche i cibi così detti “vegani” sono talvolta prodotti industrialmente e in questi cibi sono presenti additivi dalle discusse proprietà, come il propionato di calcio (E282) per la preparazione di dolci, pane e brioche vegane, additivo che la ricercatrice australiana Sue Dengate, ha indicato come molto nocivo per i bambini.

Il nostro corpo si accorge del sovradosaggio degli additivi lievitanti presenti nei prodotti industriali (merendine, brioche dei bar, grissini e cracker, pasticcini, pizze e pizzette, pane)? In linea di massima si, innanzitutto il sovradosaggio altera il gusto degli alimenti e provoca problemi di digestione, va però notato che le bustine di lievito in commercio, a uso casalingo, oltre ad essere spesso addizionate di aromi come la vaniglia, hanno anche al loro interno una sostanza basica che permette di limitare gli effetti negativi del sovradosaggio. E se non si fanno riguardi di aggiungere additivi agli additivi per superare la tua imbranataggine famigliare, vuoi che abbiano paura ad aggiungere additivi agli additivi ai prodotti industriali, che se sbagli le dosi devi buttare via il guadagno? Gli additivi servono a mantenere inalterati colori e gusti dei prodotti al variare delle condizioni di temperatura, umidità e pressione. Per questo una merendina ha lo stesso identico gusto di tutte le altre merendine della sua partita, anche se prende una strada diversa e, di solito, le merendine con la stessa etichetta hanno lo stesso identico gusto anche se prodotte in nazioni diverse. Il gusto non è dato dal cibo, ma dalle decine di sostanze chimiche aggiunte per stabilizzare il prodotto secondo gli standard imposti dai produttori. In poche parole, sarebbe come se esistesse uno spray che permette alle mele marce di avere odore, sapore e colore identico a quelli delle mele buone. Tu mangi la mela marcia ma non te ne accorgi.

Peggio dei lievitanti sono i coloranti, l’eritrosina (E 127), un colorante di sintesi contenente iodio, che sulle cavie induce, oltre una determinata dose, tireotossicosi e tumori della tiroide, è impiegato per colorare le ciliegie da cocktail e quelle candite. L’unico scopo di questa sostanza tossica è evitare che le ciliegie da cocktail sbiadiscano!

Secondo l’EFSA (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare) l’alluminio è talmente tossico che basta ingerirne qualche millesimo di grammo alla settimana per danneggiare la salute, ebbene l’alluminio è utilizzato come additivo alimentare per colorare e laccare i prodotti zuccherini che servono a decorare torte e pasticcini.
Il cetriolo---posto-fissoCome potete notare, quando mangiate dolci, gli zuccheri sono una passeggiata rispetto al resto!

Mangiare frutta fuori stagione è pericoloso. Prendiamo l’uva, quella che chiamiamo fresca, che compriamo dal fruttivendolo, ebbene, se la compriamo d’inverno è bene che sappiamo che è permesso trattarla con i conservanti ad attività antifungina che fanno capo all’anidride solforosa (con sigle da E 220 a E 228). I crostacei, non soltanto surgelati, ma anche freschi possono essere trattati legalmente con il 4-esilresorcinolo (E 586). Poiché quest’additivo è dotato di una certa tossicità, la stessa Autorità che ha dato parere favorevole al suo impiego dice che c’è il rischio che le persone che consumano crostacei frequentemente e in abbondanza possano ingerirne una quantità che supera la soglia di sicurezza! Non so se mi spiego: il legislatore dice che sì, puoi mangiare quella roba, ma ha il sospetto che per te siano cazzi amari.

Mi sembra evidente che al Ministero della Salute, della tua salute non frega un cazzo, quel Ministero non serve a mantenerti in salute, ma serve a favorire il commercio delle sostanze chimiche che riparano i danni causati da altre sostanze chimiche permesse da quello stesso Ministero, insomma è il guardiano del business, che si fa sulla pelle dei cittadini.

Cosa voglio dire?

Voglio dire che bisognerebbe smettere di chiamare cibo, il cibo industriale. Laddove per industriale s’intende una tecnica che permette di trattare anche il cibo fresco, col beneplacito della politica. Si tratta di merce il cui unico scopo è quello di produrre un ricavo economico. Il nutrimento è un’altra cosa.

Molti di voi diranno: ma io non abito in campagna, non ho un orto, non produco cibo. Al massimo posso comprarmi una macchina per fare il pane, una macchina per fare i succhi di frutta, una macchina per trattare il cibo, ma, a parte il fatto che sono macchine dal costo esorbitante, alla fine devo comunque andare nei negozi a comprare quel cibo che poi posso, se trovo il tempo, lavorare. E se persino chi vive in campagna corre il rischio quotidiano di intossicarsi col cibo che è costretto a comprare, perché nessuno produce TUTTO quello che si  mangia, figuriamoci io che vivo in città.

Io non so cosa rispondervi, se non che siamo prigionieri di una gabbia,  che abbiamo contribuito a costruire, alla quale ogni giorno aggiungiamo sbarre: credendo alla bugia del lavoro, alimentandola a nostra volta, credendo a chi ci dice che il nostro scopo nella vita è guadagnare numeri virtuali che ci permettono, grazie alla nostra prodigiosa immaginazione, di convincere altri umani a cederci oggetti in cambio di un po’ di quei numeri, che non sappiamo nemmeno definire esattamente, che nella realtà non esistono nemmeno. E questo sistema ha fatto sì che per produrre quegli oggetti servono strumenti e persone che si acquistano con altri numeri. E tutto questo è solo un enorme spostamento di numeri, raramente un venditore di cibo si chiede quante persone ha nutrito, legge solo i numeri a fine giornata, quanto ho ricavato, così come facciamo noi tutti col nostro lavoro, che era nato per uno scopo, che abbiamo via via dimenticato. Alla fine, se è necessario intossicare un po’ tutte le persone a cui vende il proprio cibo per ottenere più numeri, il produttore di cibo non si farà problemi a intossicare tutti e non solo un po’, e un po’ di più ogni giorno, chiedendo al legislatore più elasticità, chiedendo il permesso di avvelenare le persone ogni giorno un po’ di più.   E questo accade perché al produttore vengono richiesti un sacco di numeri virtuali ( soldi ) per produrre cibo più sano, e dovrà vendere molto più cibo e per poterlo fare dovrà cedere i suoi numeri ( soldi ) a persone che servono a certificare che il suo cibo è più sano.   E cedere altri numeri ( soldi ) ad altre persone che servono a diffondere l’immagine del suo cibo, e tutti questi numeri soldi saranno sottratti al cibo. E quelli che lavorano per lui, accetteranno di contribuire all’intossicazione generale dei cibi che, dopo averli prodotti, loro stessi comprano, perché anche loro hanno bisogno di un po’ di numeri virtuali. E anche il legislatore è portato a dimenticare lo scopo per cui lavora, per avere qualche numero virtuale (soldo)  in più.

E ogni volta che un produttore di medicine trova il rimedio per digerire meglio, per riprendersi dalle intossicazioni, il produttore di cibo sa che potrà alzare ancora un po’ l’asticella per far soldi. ( c’est l’argeant qui fait la guerre )

Siamo la società più opulenta della storia, buttiamo via ogni giorno tonnellate di cibo ancora mangiabile…..?,  scartiamo frutta e ortaggi che non hanno la forma standard delle foto pubblicitarie.

Eppure non siamo in grado, o non vogliamo  produrre cibo non avvelenato, a causa del dio danaro?.

Quei numeri virtuali ( soldi ) sembrano averci intossicato il cervello e non ci rendiamo conto che stiamo segando un ramo della pianta, ma siamo pure seduti proprio su quel ramo.

Non c’è un modo, adesso, di uscire da questa trappola, bisogna cominciare, piano piano, a capire il significato di ciò che facciamo e poi ad agire di conseguenza, con piccole variazioni, cercando piccoli equilibri, cercando meno numeri e più tempo, modificando le regole di quella cosa che chiamano lavoro.

Se cercassimo di capire cosa ci serve veramente, scopriremmo che stiamo producendo montagne di merci inutili che ci stanno circondando, scopriremmo che perdiamo un sacco di tempo a inseguire desideri che provengono da un manuale per schiavi, che proviamo desideri non nostri. È così breve il tempo che passeremo su questo pianeta, è così breve il tempo che abbiamo per stare con gli altri, che non ha proprio senso costruire un mondo di nemici, di guerre collettive e personali.

Chi esalta il lavoro, di solito ama il profitto, che immagina gli proverrà da quel lavoro, ha il terrore di ammettere di avere perso molto tempo a inseguire un’immagine virtuale, e non vuole cambiare le proprie abitudini di pensiero. Questo non lo vuole nessuno, ma bisogna arrivare a farlo. Diversamente, saremo in guerra con noi stessi e non saremo più in grado di percepire l’autointossicazione che stiamo attuando sulla nostra persona, e questo perché negli anni, abbiamo aggiunto additivi mentali e rimedi agli scompensi, che c’impediscono di riconoscere il sapore del veleno che produciamo.

 

Per quanto riguarda il cibo la questione, va ben oltre. Il principio è che la salute non è il centro delle attività industriali, in quanto si occupa molto più di profitto e non di tutela dei diritti o della vita, questo fà eco con il confine etico e responsabile da gestire che è lasciato in mano alla speculazione più bieca del mercato. Sarebbe come pretendere che un mafioso ci gestisca il patrimonio di famiglia (figli compresi).
Non direi che possiamo poi dopo lamentarci se va tutto storto. Anche perché  non credo avrebbe tale lamentela un felice epilogo.
La stessa cosa vale per l’attivismo, basta dire quanti hanno pagato caro (e inutilmente) il prezzo di aver tentato la salvaguardia delle foreste tropicali, dallo sfruttamento delle mutlinazionali impegnate in agricoltura. Ed è una fetta davvero miserabile della reazione consapevole al disastro complessivo.
Tale dimensione di orrore ideologico globale può essere sostenuto solo attraverso una bieca poltica di stordimento (ignoranza)  che lasci la massa priva di chiavi interpretative prima che di sapienza. Quindi non tanto una campagna di occultamento (sappiamo tutti che un sacco di merce viene realizzata con lo sfruttamento della manodopera infantile, sappiamo anche un sacco di altri orrori analoghi della economia e burocrazia politica ) ma una deprivazione dei ganci per attaccare il nostro comportamento alle alternative creative, ridotte a stereotipati girotondi e colorate proteste no-questoequello, che non intaccano i principi della demoniocrazia che ci manipola a suon di propaganda.

Così rimaniamo appesi al gancio da macellaio dei pupazzi di carne di questo frigorifero dell’incubo, senza potere niente, tanto quanto i nostri patetici politici prezzolati.
verdure
Ma il cibo non è solo avvelenato intenzionalmente e nei modi più fantasiosi che la perversione  umana riesce a realizzare, è gravato anche di sostanze che ormai ammorbano un ambiente di suo molto malsano, carico di agenti sempre più aggressivi e tossici, sia chimici che energetici e fisici (come i particolati). Si va dai campi pulsanti dei cavi ad alta tensione, alle antenne radio, TV e GSM, alle molecole di diossina sprigionate dai detersivi e organiche cicliche delle materie plastiche polverizzate (che si piazzano fin dentro il nucleo delle cellule) fino alle immense discariche a cielo aperto nostre e dei paesi del terzo mondo, senza contare ovviamente i liquami altamente tossici dello tsunami quotidiano di reflui zootecnici e i vari eco-disastri epocali ogni anno a segnare nuovi record per area di incidenza e danno.
Non ho messo (apposta) nell’elenco le guerre contro i civili, perchè costituiscono una voce a se che si mescola con quella industriale per ovvi motivi. Non è possibile infatti oggi sostenere ragionevolmente che alcuni cibi siano separati dal diretto o indiretto apporto specifico dell’industria e della ricerca bellica, per scopi certamente esecrabili ma ancora tutti da chiarire, a vantaggio di chi?.

L’altra voce che spalanca l’abisso sotto i nostri piedi, e dei pietosi ingenui che vogliono ancora credere a Babbo Natale,  o al pensiero positivo che è lo sfruttamento delle terre emerse. La terra non è una cornucopia, restituisce quello che riceve e se non riceve non da niente.

Ci arriva anche una formica, ma l’uomo no, deve sfruttare, spremere, succhiare e quando non c’è niente più da prendere perchè ha reso tutto sterile, deve trovare una maniera creativa per spremere ancora e ancora, anche dallo sterile se necessario.

Non fa niente che sarebbe più semplice seguire l’esempio che abbiamo sotto il naso da sempre e offerto gratis dall’ambiente che ci ha partorito, non fa niente che è persino economicamente più conveniente in tutti i sensi, non fa niente che conviene per sopravvivere a prescindere da qualunque altro discorso, non fa niente che oggi sappiamo esattamente come si fa … Siccome l’uomo moderno avido ed egoista, non segue le leggi inventate dall’Uomo antico saggio e socialmente aperto,  allora non va bene e si preferisce la perfetta sterilità per il fine di sfruttare quel che ci sopravvive, rubare il futuro dei proprii figli, per  vile danaro  come GIUDA ESARIOTA. Tutto questo fino a estinguimento della nostra specie (con gran sospiro di sollievo per tutte le altre che avranno avuto il buon senso e la possibilità di starci lontano).

Infine abbiamo il problema della Vita. Noi non sappiamo neppure considerare cosa sia la Vita, ne blateriamo continuamente il valore, senza appiccicarlo a nulla che sia concretamente riscontrabile nella dimensione dei nostri comportamenti.

Siamo pronti a dire che amiamo gli animali, chi non ama gli animali?

Un essere deprecabile.

Ma poi contribuiamo al 100% a spazzare via senza ritegno e per sempre il loro mondo, ogni santo giorno in infiniti creativi modi sempre nuovi, e con una indifferenza che francamente non riesco a collocare in un quadro di senso compiuto, tenendo conto poi che sappiamo esattamente cosa stiamo facendo, sempre.

Quanti rinuncerebbero a una vacanza in un paese tropicale per salvaguardare la vita del pianeta? Nessuno di noi, fotografiamo raccontiamo viaggi per compiacerci, poveri stolti,  e stiamo nel nulla cosmico, una  vacanza. Se non siamo in grado di barattare la Vita per un piacere sostituibile e di cui (credo davvero) a nessuno fregherebbe nulla, se stessimo bene a casa nostra, pur sapendo di contribuire così a rendere ogni anno il pianeta un po’ più sano di prima, cosa può fermarci di fronte a un sacrificio appena più importante? Dall’automobile, alla TV, al nuovo modellino di vestitino firmato, è una psicosi moderna quella di possedere , una pressione continua, un emorragia cronica di comportamenti “normalizzati”, ma nella sostanza perfettamente inutili e folli.

Il baratto della Vita e di un futuro di buon senso, in cambio di Sogni e Promesse, di totale non senso.

Io credo che in fondo sia quello che vogliamo, come coscienza collettiva, e ciò che stiamo cercando di ottenere. Non so perché, so però che oltre ogni ragionevole dubbio, chi vuol vedere ha davanti solo l’atroce evidenza, senza appello e senza giudizio.
Sostenere lo sguardo per obbligo umano verso se stessi, senza poi impazzire, è quindi tutto ciò che (credo) ci possiamo permettere, oltre ovviamente al timido tentativo di uscire dall’ipnosi dell’ignoranza imposta dalla gerarchia di chi ci comanda, abbiamo voluto la bicicletta: ora PEDALIAMO, si ripete ciò che conosciamo da 40 e più anni.

L’industrializzazione, la superproduzione, i profitti dei pochi, hanno indotto gli industriali del settore a  trattare  il FOOD come un altro qualsiasi business per le tasche dei pochi.

“Sia la tua medicina il cibo,  e il cibo la tua medicina” parole di IPPOCRATE come può avere valore in questa lugubre realtà fatta di soldi ed ignoranti?

Se hai conosciuto il sapore di un uovo fresco dalle tue galline, se hai raccolto le verdure d’autunno e di primavera nei prati che conosci ( e naturalmente devi conoscere bene se no potresti anche avvelenarti) , se hai condito la tua insalata con i fiori di tarassaco, se ti sei incontrata con il cardo mariano e ne hai gustato da piccola il sapore, se la tua rucola spontanea calpestata dai tuoi piedi ignoranti col suo odore ti ha attratto lo sguardo , se la tua carne d’essere vivente si è incontrata con tutto questo quando era il tempo……allora i tuoi ricordi con i tuoi sensi forse sapranno guidarti.

Ma se tutto questo non è avvenuto come farai a distinguere sapori, odori, colori tra un cibo di valore ed un’emerita schifezza?

Chi può insegnare questo ai bimbi di oggi che non sanno la provenienza del latte o del miele o di un frutto sull’albero.

Due anni fa un bimbo di Monaco con la famiglia venne al Sud d’Italia e la casa aveva un albero di limone.

Qual’era il gioco più bello per quel bimbo?: raccogliersi il limone dall’albero.

Da allora in qualsiasi posto dove va in vacanza ai genitori chiede che la casa abbia l’albero di limone.

Lo mettono dappertutto ma quando mangi una merendina l’effetto è immediato e riconoscibilissimo perchè le ghiandole salivari cominciano a schizzare saliva come fontane..(la famosa acquolina in bocca) e ti induce a divorarne 10 una dopo l’altra, quanti esltatori di sipidità ti propinano a tua insaputa?

Comunque non serve leggere le etichette per sapere cosa mangi per quello c’è il gusto e gli organi di senso.
Credo che il “problema” sia il fatto che le nuove generazioni di consumatori non abbiano la minima idea di quale sia il gusto originale di un cibo originale prodotto dalla natura.
I FERTILIZZANTI TECNO  di ultima generazione sono usati sia per produrre alimenti biologici come anche x quelli industriali e motivo per il quale i cibi sembrano avere tutti lo stesso gusto.
Ad esempio vini anche pregiatissimmi sembrano avere lo stesso gusto di sotttofondo di un succo di frutta industriale perche le piante di uva sono state alimentate con il medesimo fertilizzante utilizzato per far crescere una pianta di mela…il famoso gusto fruttato che contraddistingue un vino di qualità…

Anche gli animali di allevamento vengono nutriti con piante alimentate con questi FERTILIZZANTI DI SINTESI  i quali sono sati sviluppati al fine di esprimere al meglio le potenzialità intrinseche di un incrocio genetico(OGM) che di per sè è assolutamente innocuo e assolutamente naturale.
Il problema quindi non sono gli OGM ma I FERTILLIZZANTI DI SINTESI.

Pochi lo sanno e decidono per noi.

 

 

LO VUOLE L’EUROPA

IL DESERTO CHIAMATO EUROPA

 

Stanno realizzando il deserto economico e post democratico, il massacro dell’individuo, l’allienazione delle singole dignità di ognuno di noi, e l’hanno chiamato “Europa”.

È la schiavitù postmoderna, la globalizzazione della miseria, il neocolonialismo dei ricchi, pochi soggetti privati ma molto potenti, i banksters e le lobbies delle multinazionali, che giocano con la sorte dei popoli e la vita delle persone. È un vero e proprio piano di schiavitù dichiarato, che si sta realizzando grazie al consenso dei cittadini italiani, e non solo, le riforme volute dall’Ocse, che devono procurare suggestioni comportamentali, le istruzioni di condotta formulate in maniera assolutamente esplicita:

1) Tu comune cittadino devi aggiornarti e cambiare mentalità, te lo chiede l’Europa!

2) Sappi che l’istruzione diventerà privata, quindi sarà molto più costosa, aggiornati!

3) Sappi anche che la sanità pubblica diventerà privata, lo vuole lo zio Sam ed anche lo zio Tom che governa l’Europa.

4) Sappi pure che le assunzioni a tempo indeterminato non esistono più, neppure nello stato, tu cosa credevi, di vivere a sbaffo. . . ?

5) Tu comune cittadino dovrai lavorare molto di più e guadagnare sempre di meno, è la globalizzazione bellezza, lo vogliono le banche Europee.

6) Tu comune cittadino alla pensione ci penserai domani, anzi c’è molto tempo, e sappi che se smetti di lavorare, la pensione non ti farà vivere a lungo, morirai di stenti in miseria.

Gli infamoni eurocrati procedono indisturbati nel loro piano criminale, sostenendo con ogni mezzo disponibile la solita guerra contro tutto ciò che è pubblico: scuola, sanità, spesa statale, pensioni, welfare state, lo fanno con l’aiuto dei militari di ogni arma, e le mafie a loro affini.

Il “capitalismo da casinò” ci sta saccheggiando come le slot machines, interi paesi che l’hanno adottato, costringendoli sotto ricatto a cedere sovranità , come d’altronde gli strozzini ed i mafiosi lo fanno, ai loro polli, riducendoli fin sull’orlo di un default, oggi è toccato alla Grecia, domani toccherà all’Italia, il cui Sud ha un Pil ancora peggiore, e poi agli altri Piigs, dli sporchi e luridi maiali democratici che hanno vissuto al di sopra delle loro possibilità, cioè con qualche diritto a vivere, ed ora osano piangere lacrime di coccodrillo.

Non l’ha detto apertamente il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, il famoso Kapò detto dall’ormai famoso cavaliere, forse era migliore il nazismo nazionalsocialismo, il comunismo di Stalin, il fascismo socialista, che ha creato case popolari, scuole, asili per l’infanzia, le pensioni sono una riforma fascista, fino a quanto spetterà ai nostri figli, ereditare da noi quest’infamia.

L’ha fatto intendere, durante un’intervista rilasciata ai giornalisti del gruppo Lena (Repubblica).

Juncker avrebbe detto a proposito della Grecia, con il proprio falso buonismo: “Sì perché abbiamo evitato il peggio”. Ma su questo punto, come sull’immigrazione, ho constatato una rottura di fatto, che fino a quel momento era virtuale, quando si parla dei legami di solidarietà in Europa, basti pensare che nell’Europa delle Banche, le stesse non si fidano fra loro, figuriamoci gli stati governati da banche. E dunque esco da questa esperienza contento del tentativo di fare l’Europa, ma non felice per il risultato ottenuto. Ne esco quindi molto preoccupato per il futuro dei nostri figli e nipoti, defraudati dai banditi Europei che rubano la nostra e la loro dignità. Non parlo solo della Grecia, c’è un insieme di elementi che ci fanno preoccupare molto si profila una dittatura molto feroce, che appoggiata da forze armate delle mafie strano connubbio potrebbe diventare sanguinaria. Ad ogni modo l’accordo dicono che sia buono perché esiste ma non si percepisce la forma ed i contenuti. Nella vita di una coppia ci sono momenti difficili dove ci sono dubbi e ci interroghiamo sul nostro futuro insieme. Poi però torniamo in noi per paura del futuro. A un certo punto avevo detto che il nuovo governo greco si stava per suicidare per paura di morire. Abbiamo evitato la morte e “abbiamo fatto di tutto per evitare il suicidio” ma a vantaggio di chi?.

Ma Juncker, nel momento in cui pronunciava queste gravi parole, non ha tenuto conto di alcune incongruenze ipocrite che emergevano dalla sua affermazione:

1) Il concetto di solidarietà europea, in che cosa consiste, si prestano soldi sotto ricatto, a vantaggio ovviamente del più forte, si chiama solidarietà?

2) Se non si parla solo della Grecia, quali altre preoccupazioni ci sono, che fine faranno gli altri stati con bisogno di aiutini?

3) Quale paura esiste per il futuro dell’Unione dei bankers, chi sono i nostri antagonisti, gli stati con valuta propria non ricattabili?

4) L’accordo con la Grecia è “buono” solo perché “esiste”?

5) Il governo greco, se fosse uscito dall’Eurozona, si sarebbe suicidato o salvato?

6) Con l’accordo greco si è evitata la morte dell’Eurozona?, chi ne ha avuto profitto.

Insomma Juncker, il famoso “coniglio ebbro”, non si è accorto di aver detto alcune enormità illogiche, perché ha parlato della mancanza di solidarietà tra gli stati di un Unione che assomiglia sempre di più ad un vero e proprio lager, che sta smantellando i diritti democratici dei cittadini. Egli parla di fallimento dello Stato come di cosa normale, e non si accorge dell’assurdità giurisdizionale, perché le categorie del diritto pubblico sostengono che lo “stato sovrano” non è un contraente come tutti gli altri, e dunque se per caso incorre in crisi finanziarie che lo mettono in difficoltà, ha diversi modi per onorare i propri debiti, magari non solo con l’austerity, come’è avvenuto appunto nel lager dell’Eurozona strozzando un’intera nazione.

Uno stato democratico avrebbe più strade da percorrere senza strozzare i propri sudditi.

Aumentare il prelievo fiscale, ma non in maniera eccessiva, per non deprimere la domanda interna, può ridurre il proprio debito attraverso un haircut, può stampare carta moneta, perché la zecca e la sovranità monetaria sono organi vitali dello stato moderno.

Infatti fù fondamentale per la nascita dello Stato Moderno, fu l’istituzionalizzazione del diritto di coniare moneta e la conseguente affermazione di un’economia monetaria. Le retribuzioni professionali cominciarono ad avvenire tramite salari pagati in valuta corrente e non più in natura, come invece accadeva nel sistema feudale.

In particolare lo Stato si afferma in Europa intorno al XV secolo, in seguito ad un progressivo accentramento del potere e della propria territorialità. Scompare infatti la frammentazione verticistica del sistema feudale , a vantaggio di potere centrale che governa su di un determinato territorio, che subordina anche la Chiesa al potere dello Stato. Questo processo è rafforzato dall’emergere della borghesia e dalla sua esigenza di solidità economica e protezione del proprio patrimonio.

Le prime avvisaglie della nascita della nuova classe sociale borghese si ritrovano in molti testi anche anteriori, per esempio in molte novelle del “Decameron” di Giovanni Boccaccio (1348-53). La splendida novella di Federigo degli Alberighi, termina con una frase molto significativa. ” Li fratelli, udendo l’animo di lei e conoscendo Federigo da molto, quantunque povero fosse, sì come ella volle, lei con tutte le sue ricchezze gli donarono. Il quale così fatta donna e cui egli cotanto amata avea per moglie vedendosi, e oltre a ciò ricchissima, in letizia con lei, miglior massaio fatto, terminò gli anni suoi.” Tutti ricorderanno la novella in cui Federigo, della nobile famiglia degli Alberighi, sperpera tutte le proprie ricchezze per catturare l’amore di monna Giovanna, ed arriva addirittura a sacrificare il suo “buon falcone” per amore di lei, offrendoglielo arrostito come piatto prelibato, non avendo più alcuna possibilità di dedicarle un pranzo convenientemente sontuoso. Insomma alla fine della novella, quando monna Giovanna decide di sposarlo e di renderlo quindi di nuovo ricco, grazie alle enormi ricchezze da lei ereditate, il Boccaccio dice una cosa molto curiosa, appunto che Federigo da quel momento in poi divenne “miglior massaio”. La novella dunque attesta la morte dell’aristocrazia, divenuta ormai una classe sociale improduttiva e parassitaria in quel dato momento storico e certifica la nascita della borghesia, che mirava appunto ad essere una “buona massaia” della modernità, cioè attenta alla solidità economica e preoccupata della tutela del proprio patrimonio.

Un’altra delle dinamiche fondanti degli stati moderni sono state anche le guerre di religione del ‘500, prodotte dalla perdita di centralità della cristianità medievale, e nate dalla Riforma Protestante. Il risultato di questo processo fu l’affermazione tecnica e secolare della sovranità dello stato, che inizia ad utilizzare un apparato amministrativo professionale per l’esercizio concreto del potere, secondo procedure sempre più organizzate.

Questa nuova forma di potere, sostenuta espressamente dalla borghesia, rappresenterà la garanzia di una maggiore stabilità del potere politico, sempre più svincolato dalla religione, attraverso quel tipico processo di secolarizzazione che permetterà la nascita dei valori democratici, sorti durante l’Illuminismo, e affermatesi nell’unica dimensione storicamente possibile: lo Stato Nazione.

«Questa è l’origine del grande “Leviatano” – dirà Thomas Hobbes – o meglio, per parlare con più riverenza, di quel “Dio mortale(Mortal God) al quale noi dobbiamo, al di sotto del “Dio immortale”, la nostra pace e la nostra difesa. Infatti con l’autorità concessagli da ogni singolo individuo dello Stato, egli possiede tanto potere e tanta forza, che è in condizione di ridurre tutte le volontà alla pace comune in patria e al reciproco aiuto contro nemici esterni. Proprio in ciò consiste l’essenza dello Stato; esso è, per volerlo definire, una persona dei cui atti una grande moltitudine, in base a dei patti reciproci, si è considerata essa stessa l’autrice, affinché tale persona possa usare la forza e i mezzi di tutti, nel modo che riterrà più utile, per la loro pace e la comune difesa.» (Th. Hobbes, Leviathan)

Un “dio in terra” dunque, un “dio mortale”, però le ragioni della sua eventuale morte erano tutte di diritto pubblico, conflitti intestini o sconfitte in guerra, e non erano certo ragioni di diritto commerciale, cioè di diritto privato.

Se invece oggi il nostro padrone ed aguzzino, Mr Juncker può affermare, senza ombra di imbarazzo, che lo Stato può fallire, è perché il suo attributo fondamentale, cioè la propria sovranità gli è stata defraudata. Contro di lui si erge un potere che non solo lo può condizionare, ma lo può addirittura ricattare e distruggere.

Lo Stato sovrano dunque perde, fallisce, muore di fronte a una nuova sovranità, la sovranità dei creditori privati, lo stato di proprietà dei bankers.

E dove muore lo stato, muore pure la democrazia, ci hanno ingannati tutti, questo è il peggior incubo in cui ci siamo cacciati.

Però … non ditelo troppo in giro … il popolo è troppo ignorante, pure quello laureato, non sa leggere e scrivere, figuriamoci pensare è troppo difficile, non vi crederanno !!

 

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